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giovanni zanoni

03 Gennaio 2008, 16:12
di phlo

Vi chiedo scusa in anticipo se vi copypasto il post che ho scritto sul mio blog a riguardo, ma non riesco a scriverlo un’altra volta. Ma ci tenevo a far sapere a tutti che Verona perde una personalità straordinaria, un portatore di cultura, di sapere, di umanità. Giovanni Zanoni, professore di lettere antiche presso il liceo Maffei (quello da cui provengo), è deceduto ieri nella sua casa di Lazise. Cadendo da un albero. Cadendo da un cazzo di albero. Fine indecorosa per uno come lui. Qui e qui trovate due links alla notizia su L’Arena on line.

Ieri vado a bermi un thé caldo, mollando Messenger senza scollegarlo (quando si ha l’influenza non ci si ricorda nemmeno di essere al mondo), torno dopo una ventina di minuti e trovo una finestra amica aperta, lampeggiante. La ingrandisco, e leggo la frase che non avrei MAI creduto di leggere. E’ morto Zanoni. E’ morto il professor Giovanni Zanoni. Per chi ha frequentato il mio liceo sa quale sia l’enorme perdita, a livello prettamente didattico e a livello umano. Io ho avuto la fortuna di averlo come professore di latino al triennio, e io mi rendo benissimo conto di come io abbia cominciato ad amare la letteratura latina solo grazie a lui. Perchè lui aveva il dono di raccontarti la storia della letteratura, era come una storia piacevole degna dei migliori serial americani, inframezzati poi dai suoi cliché, il sorry but, il non fare gli occhi da cerbiatta con me, il cioè come blocco dello spirito, e via dicendo. E’ stato l’unico che si è sempre sbattuto per noi alunni, l’unico che si incendiava quando qualcosa non andava, l’unico che era d’accordo con me nel sostenere che i professori del mio corso erano un "manipolo di cialtroni", parole testuali. E’ stato l’unico che quando io ero ancora alle medie a Pescantina a venire a presentarci il suo liceo, l’unico che ho visto al primo incontro dopo l’iscrizione al liceo, l’unico con cui in classe si partisse da Orazio e si arrivasse a parlare del più recente argomento di attualità.

E’ di gran lunga il miglior professore che abbia mai avuto.

Ma il problema è che ora, da ieri, sono distrutta. Ovviamente per la sua morte, ma perchè ho cominciato a pensare. Già vengo da un periodo di concreta insoddisfazione e certezza per il futuro. La morte del professor Zanoni mi fa chiedere questo: a cosa serve avere due lauree, fare un lavoro che ti piace, amare quello che fai, farti in quattro per i tuoi studenti e per la tua scuola, parlare correntemente molte più lingue di quelle che conoscevano i miei professori del linguistico…e poi cadi da un cazzo di albero e ti spezzi l’osso del collo.

A che cazzo serve? Perchè uno così deve morire? In un modo così indecoroso poi.

Sto molto male, mi spiace davvero tanto.

Sarà difficilissimo trovarne un altro come lui. Sembra retorica, sembrano un cumulo di orrende frasi fatte, il fatto è che rendersi conto il 29 di dicembre ad una festa ad aver passato mezz’ora a parlare di lui con i tuoi amici che altrettanto lo amavano e poi leggere la notizia è straziante.

 

"Muore giovane chi è caro agli dei " (Menandro)

 

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