E’ noto che, per le prossime elezioni amministrative del Comune di Verona, il centrodestra è ancora bello che incerto sul possibile nome di un candidato uniatario: Tosi? Meocci? Castelletti? Castellocci? Meosi? Inoltre, non dimenticatelo, non c’è da prendere sottogamba l’outsider Fabio Testi per cui Lemi ha speso un profondo e sentito endorsment.
Il fatto è che anche nel centrosinistra, seppur la ricandidatura di Zanotto sia la più forte, non è mica tanto tutti per uno, uno per tutti. Il sindaco ha già detto che al primo turno non vuole Rifondazione Comunista. C’è poi Welponer, che è DS, ma sta nel Correntone di Mussi, per cui se ci dovesse essere la tanto proclamata scissione chissà. C’è Frigo, folliniano dell’Italia di Mezzo, attorno al quale ruotano la Tamellini e l’ex Sindaco Sironi, che ancora non si sa se correrà da solo o insieme a Zanotto. C’è la Tisato che appoggia la civica dell’avvocato Pietro Trabucchi. E infine c’è "Progetto Verona" dell’ex-assessore Tito Brunelli, quello coinvolto nella scandolo Lizziero. Figurarsi poi se la Valpiana non pianterà qualche chiodo.
E noi chi siamo, i figli della serva? CONTINUA »






