Chi è che aveva detto che era da escludersi ogni revisionismo storico in seguito alla nomina di Andrea Miglioranzi? A quel che si legge su Repubblica dove sono riportate le dichiarazioni di Lucia Cametti, di Alleanza Nazionale, sembrerebbe proprio il contrario: "Auspico che il prossimo 25 aprile siano commemorati con pari dignità i combattenti partigiani e i soldati di Salò".
Il revionismo storico che vorrebbe mettere tutti, oppressori e oppressi, sullo stesso piano è ritornato di moda quando Berlusconi ha disertato le celebrazioni per il 25 aprile. La mossa di mettere un fascista (anzi, verrebbe da dire due: basta andare nelle piccole sezioni di AN di provincia per sentire come tra loro sprechino i “camerata”, “a noi!”, “vincere e vinceremo!”) in quella posizione è figlia dello stesso relativismo.
Torno ancora a citare lo statuto dell’Istituto per la storia della Resistenza:
Art. 3 L’Istituto si riconosce negli ideali di democrazia, libertà e antifascismo che animarono il movimento resistenziale che fu alla base della Repubblica italiana. L’adesione all’Istituto da parte dei soci comporta il riconoscimento e la valorizzazione di tali ideali.
Quelle nomine sono una bestemmia!
Aggiornamento delle ore 20:54, Lucia Cametti su l’Unità:
Hanno stravolto le mia dichiarazioni. Non ho mai parlato dei soldati di Salò, di giornate della memoria ce ne sono fin troppe, nelle quali si finisce sempre per dividersi su due fronti. Io ho rispetto per i caduti di entrambe le parti e non sono una nostalgica, come qualcuno ha detto, perché io quel periodo storico non l’ho vissuto». Poi però la consigliera di An torna all’attacco e parla di «un silenzio colpevole» a proposito delle possibili colpe della Resistenza, ricordando che i morti ci sono stati da entrambe le parti e che «la prima e unica forma di giustizia è riconoscere a ciascuno il suo.








