È da un po’ di tempo che alcuni interrogativi mi rimbalzano in testa.
- Se l’assunzione dei diritti e dei doveri reciproci connaturati indissolubilmente ed esclusivamente all’istituto del matrimonio è un fatto di libera scelta, perché da questa scelta sono esclusi i partner omosessuali?
- Se il matrimonio è strumento di realizzazione della propria personalità, perché ad alcune persone è negata la fruizione di tale strumento?
- Anche accettando l’(ormai traballante) posizione di primazia monopolistica dell’istituto del matrimonio, perché non trovano ristoro giuridico nell’ordinamento italiano altre formazioni sociali che non intendano confluire nel succitato istituto?
- Il ghost writer di Fabio Testi cosa avrà assunto durante la stesura del punto 2 del programma, rubricato "sicurezza : tolleranza zero"?









