Uno arriva in stazione per prendere l’autobus e ci sono un migliaio
(Ma con la sua scaltra e flessuosa agilità sale tra i primi, si siede e pure lavora con il suo notebook ultraleggero.)
Uno arriva in stazione per prendere l’autobus e ci sono un migliaio
(Ma con la sua scaltra e flessuosa agilità sale tra i primi, si siede e pure lavora con il suo notebook ultraleggero.)
Per l’occasione della visita papale una si aspetta strade gremite di gente, bandierine sventolanti, scene tipo parata del 4 luglio in America e invece. A Santa Lucia almeno hanno appeso le bandierine gialle e bianche ai pali della luce, qui niente.
Pausa pranzo. Esco dallo studio per recarmi a pranzo. Mi accorgo che sono senza soldi e allora devio in direzione bancomat. Entro nel caveaux allo sportello a fianco al mio due turisti stranieri con un fazzolettino legato al collo giallo e bianco: sono arrivati i Papa Boys.
La nostra piccola, bella, affollata, brulicante (quanto deserta di notte) città è in fibrillazione per l’evento dell’anno. Bagno di folla previsto per papa Peneretto Sedicesimo. Due coglioni al cubo, mi sia permesso. E sperando di non rimanere invischiati fra i papa boys ci sia concessa a latere una riflessione su un tema che a noi tutti è più caro della verginità di Maria.
FdC mi ha fatto notare, con mio enorme dispiacere, che il 4° Convegno Ecclesiale Nazionale (con annessa visita papale) in programma a Verona dal 16 al 20 ottobre si terra in Fiera. Cioè, a mezzo passo da casa mia. Tipo che se esco in balcone posso quasi fargli ciao al papa.
Dopo le scuole chiuse, cieli vietati.
Arriva il Papa e le scuole chiudono. Il Comune di Verona studia l’ipotesi di introduzione di una City tax. I commercianti: sarebbe una gabella medievale. E non hanno ancora saputo dello Ius primae noctis sulle turiste.