3 euro e 50 per mezzo litro di acqua in un bar del Liston, 14 euro per un’acqua ed una cola, i turisti si incazzano, scoppia la polemica del caro prezzi a Verona e l’assessore provinciale al turismo Antonio Pastorello e l’assessore comunale dell’Edilizia pubblica Vittorio Di Dio sbattano i pugni sul tavolo. Bene. Ecco, mi spiace che ci sia voluta l’incazzatura dei turisti, perché le minerale a 3 euro e 50 mica costa così da ieri. A dire il vero ancor di più mi spiace che ci sia voluta la minerale a 3 euro e 50, perché già l’euro e 50 di molti bar - e della stazione - sono un furto.
Un furto perché bere non è un vizio, è una necessità sopravvivenziale. E, per quanto si possa sopportare per un po’ la sete, è irragionevole pensare che una persona possa girarsi i bar della città per trovare dove l’acqua sia più conveniente. Ed il discorso è altrettanto valido per il mangiare. E faccio presente che se vale per i turisti, a maggior ragione, vale per il veronesissimo esercito della pausa pranzo. Che il minimo, un toast, a meno di 3, 3 euro e 50 non si trova. E potremmo chiudere un occhio fosse una bontà, ma son due fette di pane a lunga conservazione, una di cotto ed una sottiletta. Prezzo all’origine: un euro a star larghissimi. CONTINUA »







