Ieri pomeriggio, ore 17,30.
I ragazzini saltano dalla macchina contenti.
Su che si va in Bra, abbottonatevi e infilate i guantini.
Vieni dal Volto Cittadella e, aggirato il municipio, lo stellone bianco ti viene addosso in tutto il suo fascino. Gli corrono incontro e gli saltano addosso eccitati, ma dura poco.
Un miasmo mortifero galleggia basso su tutta la piazza, si infila dietro l’Arena, in via Mazzini e via Roma, sale le scale della Gran Guardia e si aggira tra le tette della fontana al centro dei giardini.
Ti prende alla gola e spezza il respiro, subito impregna gli abiti, le sciarpe strette sulla bocca non servono a niente.
Un attacco all’antrace di Al Quaeda?
Macché… Un po’ di bancarelle fanno andare olio industriale (se non peggio), esausto da mille fritture, e dentro ci ficcano frittelle che ammorbano l’aria.
E’ tale il soffoco che non si fa nemmeno fatica a tirar via i nipoti, che pure sono avvezzi alle consumazioni letali spacciate dai centri commerciali.
E’ l’equivalente olfattivo dei panini consumati sui monumenti, e certamente fa più male.
Signor sindaco, magari con un editto da porta a porta (o ballarò, oppure anno zero, scelga lei), non si potrebbe fare qualcosa?
E l’Unità sanitaria, è stata già schiantata dal fetore oppure fa in tempo a mandare qualcuno?
E non parliamo dei prezzi che girano…
Un luamar, in tutti i sensi.







