
Era dal 1995, credo, che non partecipavo ad un corteo.
L’ho rifatto ieri per celebrare il 25 aprile, per mostrare che c’è una Verona che resiste alla scelta di abbassarsi su posizioni razziste e xenofobe, sapendo che i problemi vanno risolti col dialogo e la partecipazione e non con la diffidenza, la paura e l’esclusione.
Il ritrovo è alle 15 in stazione. Io sono lì con Fab e fa immediatamente piacere scoprire quante facce (da noi) conosciute siano presenti. C’è aria di festa, ci sono tanti bambini, c’è bella musica, c’è uno strepitoso Don Gallo, ci sono colori e soprattutto tanti sorrisi. E son proprio questi la cifra della manifestazione di ieri, ciò che differenzia i vecchi e stanchi veronesi da questi nuovi entusiasti cittadini. Lo si vede nel contrasto tra gli sguardi terrorizzati, diffidenti e bui dei cittadini che vedono sfilare il corteo e l’allegria, molto veneta, che accompagna i partecipanti. CONTINUA »








