23 agosto 2009, 18:50
di Lemi

Leggo l’arrabbiato post di Verdeanita circa l’ennesima uscita del nostro sindaco e mi cadono, ancora di più, le braccia. Stavolta la scure s’è abbattuta sui pattinatori del martedì sera. Da questa settimana a Verona sarà vietato pure questo.

Vorrei soffermarmi un secondo a riflettere su ciò che sta accadendo in questa mia amata città. Due effetti collaterali all’agire del nostro sindaco che sono quanto di più pericoloso temessi due anni fa e che ora si sta realizzando.

Per prima cosa la delazione e la diffidenza reciproca.
Non s’è più con-cittadini ma vicini di casa sconosciuti gli uni agli altri.
Nemici l’uno con l’altro.
Noi contro Loro.

Dove "loro" sono un giorno i pattinatori, un altro i suonatori, un altro ancora i poveri, gli immigrati e compagnia cantando.

Personalmente sapere che vivo in una città in cui i cittadini si sentono in dovere di segnalare alla polizia municipale un senza tetto che vive sotto un cavalcavia in una zona poco trafficata (posso capire se si trovasse di fronte al vostro pianerottolo ma che fastidio può dare in mezzo ai campi?), che protesta per la musica di una sagra (ché per una settimana, come faccio io quando accade da me, puoi anche portar pazienza), che si spaventa per un costume troppo coperto, che si lamenta per qualche pattinatore che compie qualche manovra azzardata, che si indigna per dei ragazzi che suonano delle chitarre in una piazza, mi fa star male.

Non dico si debba sconfinare nell’omertà e lasciar passare sotto silenzio tutto però, come per tutto, ci sono cose più gravi per cui val la pena farsi sentire e altre meno per cui si può portar un po’ di pazienza o che si possono risolvere in altro modo. Siamo 260.000 qui. E’ ovvio che ci sarà sempre qualcosa che infastidirà qualcuno ma sediamoci a valutare bene cosa abbia importanza e cosa no.

Il primo problema, quindi, è la diffidenza reciproca. Nessuno più si parla più, nessuno dialoga, cerca una soluzione. Si ha ragione e se l’altro non la pensa così, affari suoi. Si insulta e se non si ottiene risposta ci si rivolge allo sceriffo che ascolta i nostri problemi e risolve un tanto al chilo. Che a noi veronesi piace tanto perchè così almeno FA.
Ma di questo parlerò nell’altro post.

Ciò che colpisce è che ogni segnalazione ha sempre lo sguardo rivolto al proprio cortiletto. Non importa che il livello di inquinamento sia insostenibile, non importa che si continuino a costruire parcheggi incentivando il trasporto in macchina, non importa che si taglino fondi alla cultura con nonchalance, chi s’ammazza di botte là fuori, non importa chi muore di fame per strada, non importa chi s’insacca nei bar perchè la sera non sa che fare, non importa chi guida come fosse padrone della strada.
Facciano pure, basta che non tocchino casa mia.

Importa solo il rumore che può entrare nel MIO appartamento, importa il decoro che viene intaccato nella MIA via, importa che il MIO modo di pensare non venga toccato, importa che venga difeso il MIO territorio.

Una città che si chiude a riccio è una città morta. Una città che invecchierà. Una città da cui i giovani se ne andranno, se saranno fortunati. Una città che diventerà un museo silenzioso e pulito. Ordinato come la stanza di un morto.
Certo, pieno di turisti.

Fino a quando anche questi non faranno troppo rumore.
E allora richiuderemo Porta Nuova e butteremo via la chiave.

 

…segue

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8 commenti
  1. condivido ogni singola parola.

  2. In una parola: barbarie.

  3. forse queste reazioni esagerate e questo andar di stegagno leghista è anche una sovrareazione, tipo le allergie, ad anni di far finta di nulla, no? magari se certi problemi effettivi di ordine fossero stati affrontati e non scansati, personaggi come t**i non sarebbero dove sono. almeno, questo è quello che penso io.

    poi, una cosa: la minoranza più minacciata è sempre quella, cioè l’individuo. è più che giusto che una persona si interessi del SUO perché quando l’individuo viene messo da parte per i grandi fini, per il bene comune della moltitudine, allora arrivano le tragedie grandi. non ci può essere rispetto nella società se prima non c’è il rispetto per l’individuo

  4. L’esagerazione egoistica dei leghisti e della violenza razzista veronese è il sintomo di una mancanza di cultura sociale alla base.
    Questa città è affetta da una grave arretratezza culturale che si manifesta con il consenso massiccio alle politiche razziste.

    Non ci sarà progresso civile finché non ci sarà una onesta presa d’atto di questa situazione di barbarie.

    L’immigrazione di per sé non è un problema. Lo diventa quando la società è malata. I veronesi non hanno la capacità di integrarsi con il mondo reale, che è fatto di gente e culture diverse.

    I fatti sono questi. Il sindaco eletto è un pregiudicato razzista sostenuto dalla maggioranza dei veronesi. Solo un cieco non vedrebbe che il problema, il pericolo per la sicurezza, è qui, non viene da fuori.

    I leghisti sono un insulto per il genere umano.

  5. @ yoshi: Mi aspettavo la tua puntualizzazione. E quando scrivevo sapevo che su quella mi avresti detto che non sei molto d’accordo.:D
    Io, checcivoiffà, penso che certamente l’individualità non debba soccombere o esser messa da parte in nome di grandi fini ma penso pure che nemmeno, come mi sembra stia sempre più accadendo a queste latitudini, si debba dimenticare di far parte di una comunità. Gli individui, nel mio modo di vedere, perdono di senso se lasciati soli. Al contrario, se messi in comunicazione e partecipazione tra di loro arricchiscono e impreziosiscono la propria individualità.
    Così almeno penso io.

    Graz’!

  6. Un contro è difendere la propria individualità, un altro è andare a castrare quella degli altri perchè non è conforme a quella della maggioranza filoleghista.

  7. “Gli individui, nel mio modo di vedere, perdono di senso se lasciati soli. Al contrario, se messi in comunicazione e partecipazione tra di loro arricchiscono e impreziosiscono la propria individualità.”
    E sono d’accordissimo anch’io (nessun uomo è un’isola), basta che sia una cosa volontaria e non una coercizione imposta da un volemosebbene forzoso. Per dire, io con la mia vicina stupida del piano di sopra non voglio avere niente a che fare, è meglio per tutti e due!! :)

  8. Ah ah!
    E chi ti dice che la vicina del piano di sopra non sappia fare, chessò, un buonissimo tiramisu?:-)

    Credo alla fine si debba tenere conto di entrambe le istanze. Il famoso giusto mezzo. Quel che dico io è che qui a Verona mi sembra si dimentichi l’appartenenza dell’individuo alla comunità e che, in nome dell’individualità “estrema” si facciano enormi danni.
    Alla mente dei nostri concittadini.

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