Stavo per dimenticarmi il posto più logico dove condividere la lettera che oggi pomeriggio ho spedito a Tosi in merito a ciò che è successo in piazza Dante l’altra sera.
Gentile, ma poi mica tanto, sindaco Tosi,
si vergogni.
Sono profondamente indignata, spaventata e piena di rabbia per quello che sta facendo alla nostra città.
Non mi addentrerò in particolari e profonde riflessioni, che sarebbero inutili, visto che da sempre i vostri provvedimenti denotano la lungimiranza di una pecora. Una lungimiranza che va da oggi alle prossime elezioni amministrative, nel senso che sono ideati per mantenere il consenso nel veronese medio (anziano, cattolico, democristiano quando non leghista e razzista) e non certo per risolvere i reali problemi.
In particolare l’ultimo. Quello che vieta a tutti di suonare in ogni spazio pubblico dalle 22 alle 8.
La motivazione da lei espressa sull’Arena è che noi ragazzi di Piazza Dante, con i nostri bonghi, disturbavamo la signora che abitava nelle vicinanze.
Mi dispiace per la suddetta signora, costretta ad alzarsi alle cinque del mattino.
Ma ci pensi bene, anche se forse è un pensiero troppo elevato. Secondo lei davvero i giovani di Piazza Dante si ritrovano il mercoledì sera solo per far casino? Davvero il loro intento è non far dormire i residenti?
O semplicemente non hanno un posto dove andare la sera? Perchè in centro non ci sono più cinema, perchè i locali non offrono nulla di più di una semplice birra, anche costosa peraltro, perchè i trasporti finiscono alle otto di sera e i serali alle undici e mezza?
Come ci volete? A casa? A casa a guardare canale cinque?
Ci troviamo lì, da circa un anno ormai. Suoniamo, parliamo, incontriamo gente, coloriamo con i gessetti colorati per terra (nessun problema di pulizia, sig. Sindaco, se ne vanno via con la prima pioggia, sempre che lei non voglia vietare anche quella), usiamo clave e palline, beviamo vino (Valpolicella, niente di esotico) e fino a mercoledì non era mai successo nulla. Intendendo con nulla, nessuna rissa, nessun disordine, nessun pestaggio. Perchè di cose, belle, fortunatamente in piazza Dante ne succedono.
Lei, a reprimere tutto questo, ha spedito volanti eccessivamente rumorose e poliziotti con caschi anti sommossa.
Il disordine, sig. Sindaco, l’ha creato lei.
La violenza, l’ha fatta nascere lei.
Ci troviamo lì da circa un anno, dicevo. E può star certo che non saranno queste ridicole e immotivate repressioni a fermarci.
E mi duole usare questo "fermarci" come si trattasse di una rivoluzione, quando di rivoluzionario, il mercoledì di Piazza Dante, non ha nulla.
Come mi è stato detto in questi giorni, le rigiro: "Il degrado non esiste. Viene denominato degrado ciò che è il risultato più ovvio per chi non fa nulla per opporsi alla desertificazione della città con assurde politiche neo-securitarie, invece che investire nella gestione armonica delle relazioni tra residenti temporanei e stabili, e tentare di attutire con politiche in prospettiva il naturale impatto generato dalla convivenza di differenti stili di vita."
Voi e la vostra stupida sicurezza, il vostro stupido decoro.
Lo sa che mia madre, quando mi chiede se non ho paura di girare a piedi da sola la sera, si sente rispondere che no, non ho paura. Per il semplice fatto che in giro non c’è NESSUNO. Nessun violentatore, rapinatore. Al massimo qualche ragazzo (veronese) sbronzo o qualche fascista.
La sicurezza non è una città deserta. E’ una città viva.
E lei la sta solo uccidendo.
Ancora, si vergogni.
Ma tanto.
A. R.
Se siete d’accordo, scrivete anche voi al nostro sindaco.
La sua mail è sindaco@comune.verona.it







Cara Verdeanita,
Io dissento, non da quello che tu dici ma in generale.
Dissento dal becero regime locale che ha scordato ogni canone democratico;
dissento da chi svolge le funzioni di ordine pubblico che non dovrebbe prestarsi aimpieghi strumentali;
ma dissento anche da quei giovani e meno giovani che nel terzo millennio sono convinti di inventare una “resistenza democratica” più o meno come facevano gli hippies negli anni sessanta; peccato che Kerouak sia morto da un bel pezzo e Jim Morrison pure.
Tutto questo non fa altro che rafforzare il regime, è sempre stato così e sempre lo sarà.
Voi giovani dovreste prestare maggiore attenzione a come funziona la politica (non quella dei partiti ma dei poteri), che cos’è la partecipazione politica, e come si può mettere in campo sul serio quella civica.
Come si esercita critica sociale, come si creano le connessioni, come e dove si dovrebbe esprimere il dissenso per renderlo efficace.
Dice il mio amico Z. che la democrazia è “cura delle parole”: quantità per una comunicazione paritaria, qualità affinché non vi sia corruzione e strumentalizzazione dei concetti (aggiungo: .. e delle azioni).
Un regime non si rimuove con un po’ di musica in piazza anche se fatta con le migliori intenzioni.
Marzio
Non leggo oggi son stanco… ma intervengo solo per dire che chi suona i bonghi senza essere capace,ovunque,sarebbe da ergastolo.
DUE PESI E DUE MISURE.
Ai ragazzi che suonano i bonghi in piazza Dante…… manganellate.
Alle decine e decine che urlano, insozzano le strade, parcheggiano in divieto, in Piazza delle Erbe e dintorni tutti i fine settimana….niente.
Se non erro la vittoria elettorale di Tosi fu festeggiata proprio in un bar di Piazza Erbe.
Ma forse è solo un caso……..
Degna città di un degno paese…..paaapiiii….
“Un regime non si rimuove con un po’ di musica in piazza anche se fatta con le migliori intenzioni.”
Marzio, credo in nessuna città si scenda in piazza la sera a suonare, cantare, fare due chiacchere per rimuovere regimi. Magari è solo voglia di stare insieme. Magari a Verona c’è qualcuno che vuole vivere una socialità diversa da quella miseria propinata in locali e localini. Magari Piazza Dante è semplicemente una piazza.
Inviti alla “cura delle parole”.
Cominciamo col rimanere fedeli al loro significato.
Insomma, lo dice chiaramente anche Anita: “di rivoluzionario, il mercoledì di Piazza Dante, non ha nulla”. Se nella nostra città persino il semplice ritrovarsi, lo stare insieme in una piazza viene visto come una possibile minaccia all’ordine costituito, direi che forse è il caso di cominciare a preoccuparsi seriamente.
Se tu che sei così sapiente hai tra le mani la soluzione concreta per rimuovere regimi, prego.
Non aspettavamo altro
vietatalavita.noblogs.org
In effetti ci sono molti elementi che fanno pensare ad un uso discriminato di potere. Ovvero, sembra trapelare dalle azioni repressive decise dall’amministrazione una parzialità negli obiettivi da colpire che poco ha a che fare con la “legge è uguale per tutti”. Due pesi, due misure, appunto.
Probabilmente è controproducente andare a colpire l’elettorato che legittima l’amministrazione. Dopotutto sono palesi le simpatie di chi governa.
Aggiungo che il “veronese medio”, se esiste, embra avere due obiettivi primari che offuscano ogni altro pensiero: far schei e nar en ciesa.
Dovrebbero arrestare pure gli zingari con la fisarmonica che suonano sotto le case fin dal primo mattino! Quelli proprio non li sopporto!!!
GRANDE TOSI!!! per fortuna la maggioranza dei veronesi ti vota! e non rompono le balle al prossimo con i bonghi! continua a ripulire Verona Flavio!
Io stasera vado in Piazza Dante con una chitarra senza corde.
Rispondo a chi si firma “vietata la vita”.
Io se fossi sapiente non sarei qui a guardare questo schermo, ma questi sono i tempi e questi sono i mezzi.
Per quanto mi riguarda sapienza poca ma esperienza un po’ di più.
Come misurare un evento sul piano politico, o meglio, quando un evento diventa politico ?
Io qualche idea in proposito ce l’ho ma evito di esporla per non prendermi del “sapiente”.
C’è solo da riflettere e la risposta vien da sola.
Piazza Dante per questa città non è una semplice “piazza” e incontrarsi in un luogo come questo per fare qualcosa anche di apparentemente non politico è politico, non fosse altro per il numero di persone presenti ed il “rumore” o, se preferisci, la “musica”.
Nessun regime è inamovibile e nessun regime ha dimostrato di essere eterno: questo in cui siamo finiti, anche se non sembra, è fragilissimo, per questo si irrita per un niente: la sua tenuta si regge prima di tutto sulla complicità di chi nella politica, quella ufficiale, dovrebbe seriamente opporsi, ma anche sulla inconsapevolezza di chi in quella che chiamano la società civile potrebbe rappresentare qualcosa di meglio e nuovo.