Prosegue con il terzo incontro la serie di conferenze «Incontri Plurali», “Alla ricerca della tradizione che non c’è. La tragedia della cultura conservatrice in Italia”, mercoledì 14 gennaio alle 17,30 nell’Aula Magna dell’Università di Verona, al Polo Zanotto.
Una serata dedicata al pensiero conservatore in Italia, una tradizione che non esiste, un pensiero troppo spesso frainteso, una grave iattura, sia per coloro che rispettano la Tradizione, ma anche per coloro che si dichiarano progressisti. Ne discutono guidati da Sergio Noto, docente alla facoltà di economia e coordinatore dell’incontro, quattro personaggi di primo calibro nel panorama culturale italiano, illustri studiosi (anche critici) del conservatorismo quali Giordano Bruno Guerri, attualmente Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e autore di numerosi libri su Bottai, Ciano, Malaparte, Balbo e molti altri temi del Novecento; Armando Torno, responsabile delle pagine culturali del “Corriere della Sera» e scrittore egli stesso con diversi saggi quali «Senza Dio?» (1995), «La truffa del tempo» (1999), «Le virtù dell’ozio» (2001), «La moralità della violenza», «Considerazioni sul male della storia» (2003); Quirino Principe, musicologo e scrittore autore di fondamentali studi su Gustav Mahler e Johann Strauss, ma anche primo responsabile della diffusione in Italia de «Il Signore degli Anelli» di Tolkien, quale curatore della prima edizione Rusconi; Marina Valensise, giornalista del Il Foglio, traduttrice di Francois Furet e autrice recentemente tra gli altri di «Sarkozy. La lezione francese».







Cool! (Escamazione tradizionale veneta)
Un’altra bella favola è quella della cosidetta “veronesità”: da alcuni giorni, davanti alla GranGuardia c’è un presidio che protesta pacificamente contro la tragedia di Gaza. Ogni volta che passo di lì guardo le foto di questa tragedia, donne, anziani, baMbini massacrati, scambio qualche parole con chi è lì, e regolarmente me ne vado con le lacrime agli occhi o un gran groppo in gola. Non ho mai visto più di una decina di persone eppure siamo nel punto di maggior passaggio di questa lurida città! VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!
Io una tradizione la intravedo….
Chissà, protrebbero organizzarla nel fantomatico stabile in via Pallone dove, secondo archivi, venivano internati gli ebrei prima di deportarli in germania.
Magari per discutere delle italianissime leggi razziali del 38 che consentirono di uccidere 8000 ebrei italiani ed estrometterne 45000 dalla vita civica, firmate, tra l’altro, da eminenze cattoliche quali Padre Agostino Gemelli.
… O dei più di 40 campi di concetramento italiani per i civili yugolsavi, dal 41 al 43.
Per Giulia ,
io domenica ero con loro e non penso di essere ne lurido ne di dovermi vergognare e sono 30 anni che vivo e lavoro a Verona . Aggiungo anche che le persone che domenica pomeriggio erano in Bra hanno espresso un parere positivo verso quello che stavano facendo .
Se ci sono dei luridi sono coloro che hanno fatto una guerra del tutto inutile che si dovrebbero vergognare al minimo 2 volte perche se la stanno prendendo con le parti piu deboli del popolo ( donne e bambini ).