
“Considerato l’allarme sociale, oltre ai danni e al degrado, creato nella cittadinanza da tutta una serie di atti vandalici attuati – spiega Tosi –, a volte anche in gruppo spesso per futili quanto sciocchi motivi di svago, poiché le norme e le sanzioni precedenti non sembrano avere una sufficiente forza deterrente, abbiamo ritenuto di rafforzarle aumentando la multa fino a 500 euro per scoraggiare quei comportamenti vandalici”.
Questo il commento rilasciato dal nostro sindaco alla stampa in merito all’ordinanza che colpisce i vandali delle scritte su monumenti, muri e quant’altro capita loro a tiro.
Bene, anzi benissimo.
Solo che qualcuno si è un po’ distratto nell’azione di maquillage alla vigilia del provvedimento: si è provveduto a cancellare recentemente le scritte segnalate proprio un anno fa (quando si dice la coincidenza), ma non ci si è accorti che altre erano in giro.
Una, residuo della gloriosa campagna elettorale di un anno fa, campeggia ancora in bella vista all’altezza del 18 di via Amanti (strano peraltro che sia sfuggita questa via del centro che già nel nome evoca circostanze peccaminose).
Questa della vignetta contribuisce all’incremento del valore di mercato di un garage, al n. 3 di Vicoletto Leoni.
Chi volesse verificare di persona si sbrighi, ché a breve saranno sicuramente cancellate.
Complimenti.







Suvvia Gianfy, stai sempre lì a guardare le robe al microscopio!
Ma quelle erano nobili cause!
direi al signor Tosi di cominciare a far cancellare tutte le varie svastiche tracciate con scaligera grafia dai suoi amici e sostenitori della curva sud. siamo l’unica città al mondo, dopo berlino (ma nel 1933), ad avere simili addobbi
Un flagello ubiquitario: i writers
Da tempo le mura private e pubbliche di tutte le città italiane sono umiliate da scritte demenziali e disegni osceni e lo stesso dicasi delle carrozze ferroviarie, delle statue e dei monumenti anche i più famosi, imbrattati da vernici colorate, che penetrando in profondità creano danni irreversibili. Una situazione intollerabile, sconosciuta all’estero, dove tali scempi non solo non sono tollerati, ma nemmeno immaginabili.
Alcuni cattivi maestri, che si credono critici d’arte, hanno in passato tessuto le lodi di questa arte povera ed espressiva ed hanno cercato di spiegarci che si trattava di pittori incompresi, una fandonia alla quale stesso loro non credevano, ma blateravano in giro queste idiozie per mostrarsi alla page e anticonformisti.
Questa scriteriata devastazione deve essere fermata al più presto e per farlo, in attesa di una auspicabile normativa che preveda pene esemplari per i writers, basterebbe applicare la legge, imputando i trasgressori di danneggiamento aggravato e, quando molto spesso agiscono in gruppo, prevedere anche l’ipotesi dell’associazione a delinquere, che permette l’arresto, un escamotage ben noto alla magistratura quando vuole eseguire dei provvedimenti con grande risalto mediatico.
Non dovrebbe essere difficile raggiungere lo scopo, gli avversari da battere sono semplicemente dei giovani disadattati, non certo pericolosi criminali, per cui una eventuale sconfitta contro tali scalcagnati personaggi rappresenterebbe per le istituzioni una cocente sconfitta e la lampante dimostrazione di non saper gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione.
Achille della Ragione