29 Maggio 2008, 10:08

Dopo il dietrofront di monsieur Loyette directeur del Louvre il comune ha già pensato a come riparare al danno: nelle sale della Gran Guardia verranno esposti i migliori disegni prodotti da Enzo Flego durante le riunioni della Giunta comunale.

Le opere sono delle toccanti immagini della nostra storia recente impresse lucidamente su fogli A4 con vividi pennarelli. Appena Goldin ha visto il materiale ha immediatamente scatenato la macchina organizzativa di Linea d’Ombra per procedere con la promozione dell’evento, che potrebbe trasformare Verona in sede della nuova avanguardia definita come "infantilista".
Nelle aule del comune serpeggia un euforico sentimento di sfida: i francesi non ci hanno voluto dare i loro capolavori? Bene, vedremo cosa succederà quando verranno ad implorarci i nostri.
Flego nel frattempo si è ritirato nel suo nuovo atelier per completare gli ultimi disegni, promettendo un successivo evento a base di sculture. I più informati pensano si tratti di posacenere fatti col Das.

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10 commenti
  1. Enzo Flego non conosce l’italiano è un buzzurro esaltato con quattro soldi. Non merita nemmeno uno sputo, non ti curar di lui ma guarda e passa.
    Specie Pitecantropus.

  2. AH AH AH AH AH AH!!!
    GENIALE!!!
    Me son capotà dal ridar…
    Grandi!!

    Immagino abbiate letto su L’arena le mirabolanti impressioni del Nostro Aqqulturato durante la visita alla Torre del Capitanio…

  3. Lemi, per chi se le fosse perse, che impressioni mirabolanti sono state proffeirte?

  4. figo ma basta col link “continua a leggere su l’ombroso”…postate tutto qui e amen

  5. bretek è la politica per quando si mirrora un post proprio su verona blog: cominci qui e finisci là. E’ un win-win. :-)

  6. Ecco qua:
    da L’Arena,

    Flego: «Ma chel turco lì
    g’alo i ociai?»

    «Ma chel turco lì g’alo i ociai?». Enzo Flego non si smentisce. Quando vede un extracomunitario, soprattutto con la pelle scura, vede rosso. Anzi, verde. Anche se è di 500 anni fa. Tocca all’architetto Massimiliano Valdinoci spiegargli che no, è solo un riflesso, forse effetto del restauro. Flego è rassicurato solamente dal fatto che l’affresco celebra la battaglia di Lepanto del 1571 e la vittoria delle flotte cristiane sulle navi degli infedeli della mezzaluna.
    Poco prima aveva avuto a che ridire con l’architetto Costanzo Tovo, sia per come aveva raccontato la sconfitta degli eserciti veneziani fuggiti di fronte alle truppe imperiali di Massimiliano d’Asburgo («Noantri no scapemo mia. Casomai se retiremo»), sia per la definizione di Verona città sottomessa a Venezia, come dimostrato dai leoni dipinti e scolpiti con la coda bassa, a differenza di quelli in Laguna, titti a coda ben ritta («E la spada? No l’è mia cosita, basta vardar la spada»).
    Il tocco finale, però, sono le critiche alle scale di cemento armato a vista costruite da Libero Cecchini nel primo intervento (incompiuto) di restauro degli anni ’80. Tovo improvvisa una lezione di storia dell’architettura per spiegare come quegli anni fossero caratterizzati dalla corrente del «Brutalismo». «Ah, eco parché iè cosita orende. No se dovaria mia fare opere brutaliste…».Giancarlo Beltrame

  7. non ci credevo, credevo scherzassi, poi ho controllato sull’Arena…
    la realtà supera decisamente la fantasia.

  8. si è la politica dei googla ads al massimo :D
    comunque sono sempre dei grandi post!

  9. Ma non si potrebbe istituire uno “sbarramento culturale” alle elezioni?

    Se uno non supera l’esame di 5a elementare non può essere eletto.

    Va bene essere governati da disonesti, ma anche sub umani nooo.

  10. Più che uno sbarramento culturale una scheda con il curriculum vitae che deve essere lindo come quello di un cherubino e un test severissimo di entrata a chi viene eletto, oltre naturalmente a ridare al cittadino la preferenza unico strumento per eleggere in un partito chi vuole lui in liste pulite.
    Basta Ciarrapichi et similia.

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