07 Maggio 2008, 17:14

Da "L’ARENA" di oggi:

LA TESTIMONIANZA.
Il ricordo di un giovane aggredito in pieno centro solo per aver chiesto di passare.
Gli aggressori sono dello stesso gruppo dei cinque arrestati
Calci, pugni e la testa rotta a bottigliate
«La cosa che mi fa più male è vederli ancora in giro, con quelle facce strafottenti e gli occhi pieni di odio»

«Da un anno sono in cura da uno psicologo, soffro di insonnia e alla sera non esco più e, se proprio devo, rientro prima delle dieci perché molti di quelli sono ancora in giro, e non sono più tranquillo, le stesse facce strafottenti e gli occhi pieni di odio, sempre pronti a menar le mani e incuranti delle conseguenze». «Quelli» sono i giovani tra i 18 e i 25 anni che una sera di una anno fa, in pieno centro, a due passi da piazza Erbe, lo hanno massacrato di botte per aver chiesto a uno del gruppetto di passare. Amici dei cinque ragazzi finiti in cella per aver ucciso di botte Nicola Tommasoli. Lui, che dice di non vivere più sereno, che ha paura per i suoi familiari, che chiede di rimanere anonimo, sulla testa è pieno di cicatrici: bottigliate e bicchieri che gli hanno spaccato sul capo in un raid durato pochissimo, ma di una violenza inaudita e che lo ha mandato all’ospedale a farsi suturare le ferite. «Erano tutti in mezzo alla strada, saranno stati una decina, ho chiesto permesso, ma gentilmente, si sono limitati a guardarmi, si sono fatti da parte e poi, tutto di un colpo, mi hanno aggredito alle spalle. Mi hanno rotto una bottiglia in testa. E poi un’altra e un’altra ancora, ero ricoperto di sangue, ho cercato di difendermi ma erano in troppi e calciavano e tiravano pugni da tutte le parti. Per fortuna non sono caduto a terra, altrimenti era la fine, magari finivo come Nicola, il ragazzo che hanno ucciso». «La cosa che mi fa più male», continua, «è che nonostante siano stati individuati, denunciati e nonostante ci sia un’inchiesta in corso, molte di quelle facce le vedo ancora in giro, questi non hanno paura di niente e quando mi vedono mi guardano pure in segno di sfida». «In città li conoscono, e anche alla polizia, sono un gruppetto di una ventina di persone, si muovono in branco da un bar all’altro in cerca di risse. Vestono con polo e bomber, portano i capelli corti e hanno molti tatuaggi». A Verona, quindi, è emergenza criminalità. Ma gli stranieri non c’entrano, si tratta piuttosto di «quelli», giovani veronesi annoiati che si identificano nell’estrema destra perché fa figo essere violenti e che scorrazzano per la nostra bella «bomboniera» assetati di sangue. Il sindaco Flavio Tosi, che a dicembre ha marciato alla manifestazione del Veneto Fronte Skinheads ha commentato più volte l’aggressione di Nicola Tommasoli ribadendo, tra l’altro, che si è trattato «di un episodio isolato». Non è vero: ripercorrendo le cronache degli ultimi mesi, contando le denunce fioccate in Questura per aggressione, ascoltando gli agenti della Digos, sfogliando i giornali, emerge un quadro piuttosto definito e inquietante: i pestaggi in città nell’ultimo anno e mezzo si sono ripetuti con una cadenza allarmante. Sono a decine, da piazza Viviani a via Mazzini, da Veronetta a piazza Erbe, da Volto San Luca a Corso Cavour. Ragazzi inseguiti, malmenati, feriti e in alcuni casi accoltellati. La morte aspettava dietro l’angolo. Un’emergenza messa in evidenza dal nostro giornale il 26 marzo scorso quando pubblicammo l’allarme lanciato dagli 007 del Viminale sull’estremismo politico in città: «Riproposte tesi razziste», scrivevano gli agenti dell’intelligence che fa capo al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, «Gruppi dell’ultradestra hanno intensificato le iniziative di impronta xenofoba». Marchio pesante, clima incandescente. E non per i phone center o i negozi di kebab ma per il rischio che un giovane uscito per bersi una birra possa finire all’ospedale. «E chi si sente al sicuro perché si illude che questa gente se la possa prendere solo con i "diversi"», conclude il ragazzo pestato un anno fa, «sbaglia: io non ho niente che mi possa fare identificare come uno di sinistra, o come uno straniero, e quasi mi ammazzano di botte. C’è da avere paura, ma sul serio».

letto 965 volte
11 commenti
  1. Caro Massimo, vedo che la stampa si sta svegliando ma noto ancora una volta il bieco e fine tentativo di far passare l’aggressione senza fini politici.
    Tosi a quanto pare è molto intelligente perchè è riuscito comunque a far “aggravare” la posizione dei 5 sub-umani senza scalfire la “gloriosa dignità” dell’estrema destra nazista cittadina.

  2. Mamma mia che feccia di gioventù. Ma che cazzo di genitori rammolliti c’hanno?Li si può vedere tutti in faccia uno ad uno, se li incontro e li riconosco adesso avrò paura.

  3. No Tosi intendeva isolato perchè l’hanno pestato in un luogo isolato.

    Secondo voi ci sono speranze che il suo unico neurone smetta di farsi le pippe e si riproduca per gemmazione?

  4. Non ho parole.
    Ma forse le ho.
    Merde.
    per tre volte.

  5. Ma quelli di fogna nuova adesso non dovrebbero cagarsi addosso?
    Continamo a dire che non ha nulla a che fare con la politica eh? mi raccomando.

    Verona, uno degli aggressori si candidò con Forza Nuova

    Laura Eduati
    Federico Perini, uno dei cinque arrestati per il pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, si è candidato nelle liste di Forza Nuova alle amministrative di Verona del 2007.
    Il fatto sconfessa quanto sostenuto da Forza Nuova e dalla destra estrema all’indomani della morte di Nicola, e cioè che i giovani picchiatori non avessero nulla a che fare con la politica.
    C’è di più: sul sito di Forza Nuova, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis diffida gli organi di informazione minacciando di querelare chi attribuisce qualsiasi responsabilità della vicenda al partito di Roberto Fiore. «I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria» prosegue Caratossitidis. Il ragionamento di Fn è semplice: se «il ragazzo» frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano i neofascisti, «questo è un altro discorso non minimamente ricollegabile a Forza Nuova».
    Un piccolo collegamento, invece, esiste: il giovane Perini, residente nel comune limitrofo Bosco Chiesanuova, nella primavera del 2007 risulta candidato di Fn per la seconda e l’ottava circoscrizione.

    08/05/2008

  6. Beh ragazzi… non so cosa dire!!! Sono andato sul sito di Forza Nuova e sono andato a leggere il loro forum. Un tale “duka” ha riportato un post che era apparso qualche giorno fa su questo blog riguardo alla faccenda dei 5 ragazzi. Lo hanno letteralmente assalito e coperto di insulti. Se si comportano così tra di loro figuratevi con gli altri. Io certamente non sono di sinistra, ma nemmeno di quel genere di destra!!!

  7. http://www.forzanuovaverona.org/forum_forum.asp?forum=1&section=2&post=2643&page=2

    ma quanto meschini e privi di cervello sono.
    Ho capito l’antifona, sti tizi sono sulla stessa linea di Bussinello perchè sanno di essere (come movimento) nella merda più totale e si stanno arrampicando su specchi che più lucidi di così non sono mai stati.

  8. certo! ma loro non erano come i moschettieri? Tutti per uno, uno per tutti? E adesso se le danno pure tra di loro?

  9. questa storia mi ha profondamente disgustata. ma come fate a sostenere un sindaco che appoggia protegge nasconde condivide quese ideologiee certi mostri? vi prego ribellatevi

  10. guardando bene la foto, si vede che in realta’ le braccia tese sono tutte dei saluti alla famiglia: ciao mamma!

Lascia un commento

Puoi usare questi tags XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>