Il 25 Aprile si terrà a Verona una manifestazione dei migranti e degli antirazzisti; questo è il comunicato che mi è arrivato via e-mail e che potete trovare a questo indirizzo:
Le nostre città stanno diventando città della paura. Non per motivi reali, ma per l’effetto indotto da retoriche securitarie e paranoiche di cui si fanno portatori cinici imprenditori politici delle passioni tristi.
Troviamo indecente stigmatizzare l’altro, costringerlo nella gabbia del pregiudizio, obbligarlo all’esclusione.
Troviamo pazzesco che il veneto, per lungo tempo terra di emigrazione, pretenda di chiudersi di fronte agli stranieri e di piegarsi su di sé. Su di una fantasiosa, inesistente, identità padana che ci va comunque stretta e che rischia di soffocare la creatività, la gioia, l’imprenditorialità singolare e collettiva degli uomini e delle donne che nel veneto ci vivono. E che dal veneto partono per andare liberi in giro per il mondo.
Troviamo demenziale la pretesa che chi in veneto vive e lavora debba poi farsi invisibile di notte, dato che le case non ci sono e che le agenzie rifiutano di affittare agli stranieri.
Politici impresentabili, che probabilmente non passerebbero l’esame di cultura italiana che pretendono di imporre agli stranieri, incolti e fieri della loro crassa ignoranza, lavorano alla chiusura degli spazi , vogliono fare delle nostre città fortini difesi, e marciano alla testa dei cortei dei razzisti, quando non sono in prima persona dei pregiudicati per fatti di razzismo.
Non si vergognano di trovate inutili e dannose, comunque solo retoriche, quali quelle che mettono in campo contro gli stranieri. Non si vergognano di evocare scontri di civiltà che esistono solo nelle loro teste incivili. Ci parlano di valori e solo sanno produrre violenza, miseria, idiozia, aggressività nei confronti dei più deboli.
Noi facciamo parte di un altro mondo. Quello che col nostro lavoro cerchiamo di guadagnare per noi e per tutti. Un mondo aperto, senza frontiere, senza violenza né guerra, un mondo di fratellanza e di ospitalità.
Quello che immaginavano i partigiani e i costituenti dedicando il 25 aprile alla liberazione. Alla liberazione della paura, dal fascismo e dal razzismo.
La nostra città, il nordest che viene, è quella che vince e che vince la paura. E’ quella che vediamo dischiudersi come potenza di un comune nei giochi dei bambini. Nell’amore dei giovani che non conosce il colore della pelle. Nell’incrocio di culture che ci spalanca il mondo.
Un grande filosofo, Baruch Spinoza, diceva che l’indignazione non è animata dalla distruttività dell’odio. E’ una passione che apre all’altro perché la proviamo quando chiaro vediamo il peso dell’ingiustizia. Indignarsi è già compiere un passo verso l’altro. E’ sentire quello che sente lui.
Per questo riteniamo giusto aderire al giorno dell’indignazione a Verona. Noi preferiamo la goia all’odio, la vita alla morte. Noi stiamo dalla parte di miliardi di persone. Non con i pochi potenti che le opprimono, le sfruttano, le denigrano.
Ulteriori informazioni sul sito GlobalProject.info









LIBERA…RESISTENTE…LAICA…INDIGNATA
Orgogliosamente antifascista…
.noi la giornata del 25 aprile la viviamo così…
LIBERA dalle paure e dalle paranoie che nascono dalle ossessioni identitarie, denominatore comune dei vecchi e nuovi fascismi, delle esasperazioni nazionaliste e localiste, della xenofobia e del razzismo. Chiusure culturali che alimentano il “falso mito della sicurezza”, il virus dei “sindaci sceriffo” (di destra e di sinistra), la filosofia della caccia al diverso, del “capro espiatorio” e della “guerra del povero contro il povero”, in un crescendo caotico che copre le responsabilità e difende gli interessi di chi rende veramente insicure le nostre vite.
LIBERA dalle nuove servitù del lavoro, che il mercato pretende flessibile, genuflesso e accondiscendente; da un lavoro che si appropria di ogni tempo e spazio della nostra esistenza, che precarizza la vita e che considera effetto collaterale del profitto lo stesso rischio di morire.
LIBERA di muoversi, di abitare, di partecipare, di rivendicare, di rompere le gabbie e di attraversare i “confini” entro i quali l’assioma liberismo-nazionalismo vorrebbe costretti i corpi dei migranti
LIBERA dalla repressione come risposta isterica, come strumento “democratico” di contrasto alle lotte sociali, sindacali, ambientali, che si diffondono a macchia d’olio nel nostro paese.
LIBERA dalle nuove guerre umanitarie permanenti preventive “esportatrici di democrazia”.
RESISTENTE al revisionismo strisciante, alla militarizzazione del 25 aprile, alla sua “mummificazione”, perché la storia si ri-legge non si ri-scrive, perché la liberazione e i suoi valori sono tra i pochi argini alla deriva del presente, perché la vogliamo attuale, capace di “armarsi” per cambiare e costruire.
LAICA, libera e resistente all’aggressione medievale dei nuovi integralismi e fanatismi contro il corpo delle donne, contro gay, lesbiche e transessuali, contro la pluralità delle “forme di vita” e i diritti conquistati sino ad oggi.
Venerdì 25 Aprile
• Ore 9, piazza Brà UN FISCHIO DI LIBERAZIONE
Per “rianimare” il corpo stanco e malato delle commemorazioni ufficiali “liberiamole” dalla retorica con i nostri corpi e “salviamole” dal pericolo di essere definitivamente seppellite dalla presenza dei nuovi razzisti e fascisti. Con una respirazione “bocca e fischio” cancelliamo la vergogna di chi ha sfilato con loro.
• Ore 15 stazione porta nuova CORTEO NAZIONALE MIGRANTI
Fermiamo i sindaci sceriffo, libertà di movimento senza confini, prendiamoci i diritti
• Ore 18 piazza Brà “Uccisi dalla Barbarie, sepolti dal Silenzio”
Iniziativa per ricordare tutte le vittime dimenticate dei campi di concentramento: ebrei, ‘zingari’, omosessuali,lesbiche, trans, “asociali, “malati di mente”, disabili, dissidenti, comunisti, anarchici, mendicanti, emigranti, testimoni di Geova.
Sabato 26 aprile ore 18.30 –23.00 presso Circolo Pink
Donne sotto il fascismo: deportate, lesbiche, partigiane
Presentazione di libri e filmati e di una Mostra fotografica sulle donne deportate: “Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi”
La giornata della LIBERAZIONE
oggi è la giornata dell’INDIGNAZIONE
perché la nostra indignazione non è animata dall’odio è una passione che ci muove verso l’altro quando vediamo e condividiamo ogni ingiustizia,
perché il noi facciamo parte di un altro mondo…..quello che immaginavano i partigiani
Promuovono:
csoa lachimica, Circolo Pink ,Metropolis cafè
25 Aprile, festa di San Marco
Caselle di Sommacampagna
25 latino americano
26 musica 70-80-90
27 ballo liscio
Stand gastronomici tutte le sere!
mirko fa tutta la festa che vuoi ma oltre al santo sarebbe l’anniversario della liberazione eh
magari facci un saltino e poi va a ballare cubano
é il giorno della liberazione i tutta Italia.
Mentre in Veneto è il giorno di San Marco e a Verona delle pasque veronesi, dove molti veronesi persero la vita per difendere la repubblica Veneta dall’invasione di Napoleone.
è giusto ricordare e non dimenticare…
è giusto ricordare anche quei poveri celti che si opposero alla tirannia di quei terroni dei romani. 2000 anni fa. Pax tibi, Marce.
Potevate farla in un altro giorno sta pagliacciata.
ce ne erano un sacco.
“La commemorazione è oggi ridotta al solo 25 aprile, data della morte del Santo, ma ai tempi della Serenissima si festeggiava anche il 31 gennaio (dies translationis corporis) e il 25 giugno, giorno in cui nel 1094 dogante Vitale Falier avvenne il ritrovamento delle reliquie del Santo nella Basilica di S.Marco.”
Cosa fa l’italia? venne invase il veneto? alla fine chi venne? chi invase?
io vengo e invaso.
“Progetto Nordest ricorda la data del 24 Giugno 1866, Battaglia di Custoza, giorno in cui l’Italia venne invase il Veneto per conquistarlo e venne sconfitta dall’esercito Veneto-austriaco.”
tutta la verità storica su:
http://www.pneverona.org/
Liberarla dal giogo austro-ungarico mio caro liberarla, anche perchè i veneti non sopportavano più la tirannia e a milano qualche anno prima i lumbard erano insorti contro gli austriaci (ricordi o hai mai sentito parlare delle 5 giornate di milano) risorgimento mio caro non restaurazione o volete riscrivere la storia.
Ignoranti se i vostri bisnonni potessero ricordarvi come venivano trattati gli Italiani lombardo-veneti dagli austriaci dovreste vergognarvi di dire certe cazzate.
Ah dimenticavo di ricordarvi anche cosa hanno fatto i tedeschi insieme ai republichini di Salò alle popolazioni locali tra il 1943 e il 25 aprile 1945. O vi va bene anche quello.
Verona, 18 apr. (Adnkronos) - La bandiera di guerra della Serenissima che sventola al posto del Tricolore Italiano a Porta Nuova. E’ successo a Verona ieri e ne da’ notizia il quotdiano “il Corriere del Veneto”. Il fatto, che ha scandalizzato molti cittadini, e’ accaduto perche’e'un comitato per i festeggiamenti delle “Pasque Veronesi” avrebbe fatto richiesta all’amministrazione di poter esporre la bandiera della Serenissima per ricordare l’insurrezione del 1797. Sembra che il Comune, attraverso un sollecito funzinario, abbia dato il via libera all’operazione e cosi e’ stato ammainato il Tricolore e issato il Leone. Appresa la notizia, su pressioni di Alleanza Nazionale, il sindaco Falvio Tosi, all’oscuro di tutto, ha voluto subito chiarire la cosa, capire cosa fosse successo e fare risitemare al suo posto la bandiera.
(Paj/Col/Adnkronos)
18-APR-08 13:48
Va ricordato sia il giorno di San Marco che il giorno della liberazione dal nazi-fascismo.
è sbagliato opporsi a uno dei due…
Cominciamo a stangare subito le eresie:
Mirko, che cacchio stai dicendo?
Mica si vieta di festeggiare san marco. Come non si vieta di festeggiare la sagra della sparasina.
Ma il 25 Aprile É la festa della Liberazione e si festeggia quella.Poi tu fa quello che vuoi.
Ma infatti non capisco questi discorsi..ho solo fatto presente che a Caselle di Sommacampagna c’è la festa di San Marco tutto qui..
Emigrati state a casa vostra
emigrati andate casa vostra
gerVASO DA NOTTE
si parla di giornata dell’indignazione, non della defecazione.
Sei il perfetto prototipo del leghista: defecazioni orali.
basta con questi assurdi deliri di buonisti che hanno fatto ormai perdere la pazienza a tutta l’italia. visto che ormai siete voi la minoranza. andate dalle donne stuprate da rumeni o dalle famiglie rapinate in casa dai rom a dire che questo è un mondo di fratellanza. se volete questa gente prendetevela a casa vostra. spero tanto che a quella pagliacciata che inscenerete il 25 ci siano anche i butei di forza nuova a tirare un po di calci nel sedere
stò blog me gà cancelà i post.
.
pensela come che volì,
mi son veneto e vojaltri ve sentì taliani,
no condivido le vostre idee
ma cobaterò fin ala morte parchè posì dirle.
.
Cò San Marco nel còr. Saludi
Caro Claudio la tua ignoranza mi sembra superfluo sottolinearla.
Leggi la storia cosa fu l’illuminismo, la rivoluzione francese, il periodo napoleonico, la restaurazione, la dominazione austro-ungarica, l’annessione all’Italia, Cesare Battisti, il fascismo in veneto e poi la Repubblica di Salò, la lotta di liberazione partigiana, il potere ecclesiale nel Veneto, la lobby democristiana Rumor-Bisaglia ed altre cose.
Nel 1848 gli austriaci hanno lasciato i veneziani irredentisti morire di fame e peste, questi sono gli idealisti dell’autonomia veneta, erano i nostri padroni e noi veneti l’ultima provincia del loro impero. Quanto al breve intermezzo napoleonico vedo ancora oggi che non è servito a nulla poichè un pò di sano illuminismo venato anche da uno spirito giacobino di libertà, uguaglianza e fraternità magari imposta con qualche sana applicazione, qui da noi ha attecchito molto poco. Per cui studia e poi dai voce alla tua ignoranza che forse si sarà ridotta un pò. Dubito.
Il Comitato di Salute Pubblica di Ola.
Caro Ola,
ebbene si, mi hai scoperto, sono un veneto ignorante. Non darmene una colpa però perchè questo è nei miei geni. Chissà un giorno l’ingegneria genetica…
Purtroppo, anche se ne avevo le capacità, da ragazzo non ho potuto studiare perchè nel mio piccolo paese chi proseguiva dopo la 3° media era malvisto dai veci, e dunque anche a me è toccato laorare in tei campi fin quando me gà tocà nare militare negli alpini.
Sono stanco di discutere con te perchè anche oggi devo fare le mie solite 12 ore sul tornio nell’officina che gestisco in nero, ho ancora le mani sporche d’olio e sono 3 giorni che non mi lavo perchè non ne ho il tempo, a gò da laorare e ciapare i schei mi, no come i teroni che i xè tuti statali.
Purtroppo in questo periodo ho un sacco di spese, l’atro giorno ad esempio ho ammaccato il SUV stirando un negro di notte per strada mentre tornavo dall’osteria ubriaco fradicio come sempre, l’ho lasciato lì nel fosso, che casso vuto me ne frega mi del negro. Chissà di carozzeria cossa che el me costa deso.
Domani 25 aprile, giorno di San Marco, sono impegnato nel cantiere dove stò costruendo la mia bellissima viletta abusiva, devo dare una mano al muratore in pensione che me la stà tirando sù. Malta - cazola, malta - cazola, malta - cazola e forati, che dù cojoni zio can.
Se te ghè bisogno de na man a fare quache laoreto in casa conta pure su de mi, basta che no te me domandi la fatura.
Schiavo tuo. Sani.
Se mai ti avessi dato dell’ignorante non avertene deriva dal latino e vuole dire colui che non sa, invece penso che tu oltre che giustificatamente ignorante sia stupido e questo si è genetico, te lo dice uno che conosce il DNA come le sue tasche.
Comunque ti auguro una Buona Pasqua (veronese) io celebro la liberazione dall’orrore nazi-fascista.
grazie ola per i preziosi consigli, non conoscevo bene il vostro mondo, adesso mi è tutto molto più chiaro.
A no se finise mai de imparare ciò.
Per imparare è necessario un organo posto all’interno della scatola cranica (testa) il cervello.
ancora una volta hai ragione! Non ho nessuna certezza al riguardo, tu che conosci il DNA come se el fose tò fradelo, mi sai dire come sono messi percentualmente i Veneti a riguardo? Considera che io sono veneto da un fraco de generasioni.
Grasie ancora.
Sono messi come la maggior parte degli umani sono le loro vicende storico sociali e i loro pregiudizi che ci fottono.
Scusame sior Ola mi so vèneto, non so bon de capire na roba. I taliani i conbate e i perde la guera, i vien invasi, po dopo i se inventa na festa, dove che i dixe che el nemico non ne gà invaso ma el ne ga liberà, da na linea poitica che i taliani se gheva dà, e i ne libera pure da dei aleati che se ghivino scelto prima de tradirli. Ma alora Mario, Bepi, Toni e tuti quei che xe morti per la patria col tricolore sul peto, parchè i ghe sparava a sti liberatori?
El 25 April xe nata na p_tana e li ghe ga ciamà, Republica Italiana!
Tegnivela!
25 APRILE PER TUTTI
Category: Blogging
GIU’ LE MANI DAL 25 APRILE
«Il 25 aprile? Una festa da abolire. Meglio sarebbe festeggiare la vittoria della Dc del 18 aprile 1948, la vera svolta dell’Italia».
Fabio Garagnani , neoparlamentare PDL
Reggio Emilia , 23 Aprile 2008