Tobias Jones, editorialista del britannico "Daily Mail", si scaglia con forza contro la nostra città sconsigliando vivamente a Sarkozy e Carla Bruni di venire a passare le loro vacanze qui. Secondo Jones, come potete leggere nell’articolo riportato nel link, Verona è una città cara, basata sullo sfruttamento indiscriminato della leggenda di Romeo e Giulietta sulla pelle di turisti creduloni. Una specie di parco a tema in cui non si possono nemmeno mangiare i panini.
Le risposte di Galan e Tosi sono state nello stile dei personaggi. Il primo ha detto che Jones è un "surrogato scadente della caricatura del giornalista usa e getta", il secondo ha sghignazzato che "Jones è giornalista talmente esperto nello scriver spazzatura da augurarsi che non vada a fare inchieste in Campania". Come sempre, politically correct e raffinati.
In ogni caso, ritengo ovviamente esagerato il tono di Jones, da tipico giornalista biritish che spara a zero sull’Italia magari scrivendo fra le ciminiere di Manchester, però delle cose vere ci sono. Che nel centro di verona ci sia ben poco di autentico, mi pare vero. Pensiamo solo ai banchetti di piazza erbe o ai negozi di gadget e souvenir. Negli itinerari battuti dai turisti di angoli tipici non si vede manco l’ombra. Questo perchè si investe tutto sul turista, su un certo tipo di turista, a scapito del cittadino che in città ci vive tutto l’anno (vedi la scomparsa dei cinema dal centro storico). Vero anche che le ordinanze anti bivacchi appaiono, giustamente, incomprensibili in un resto dell’Europa che ha ha una concezione di spazio pubblico abbastanza diversa da quella Tosiana. E che, in effetti, Verona è inquinata e di certo non ci verrei per la bella aria italiana.
Però, caro Jones, probabilmente lei è proprio quel determinato tipo di turista che arriva col pullman in Via Pallone e segue la visita guidata per Via Mazzini, Via Cappello, Piazza Erbe, Ponte Pietra, arrancando dietro alla guida, facendosi fresco con un bel ventaglio di Pompei e filmando ogni secondo con la sua bella telecamera. Provi a girare la città da solo, ad andare nelle vecchie osterie di Sottoriva, magari. Scoprirà una Verona un pò diversa. E forse i nostri governanti capiranno che una città è bella e attira turisti quando è viva, non quando è trasformata in una sorta di scenografia Zeffirelliana.


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mai fidarsi di uno che non sa nemmeno cos’è un bidet!!!!
Io una volta accompagnai un inglese in centro.
Gli spiegai, strada facendo, delle belleyye di verona: teatro romano, arena, castelvecchio, le mura, san zeno etc.
Lui ad un certo punto mi fermó e mi disse: “Guarda, a noi inglesi ci interessa solo di vedere i luoghi di Shakespeare, mica d’altro.”
E lui, essendo prof d’inglese, sapeva benissimo quanta verita’ ci fosse dietro la storia.
Ok, mica tutti son cosí.
Ma se, anziché fare stupide leggi ombelicali, sparare bordate da stampa nazionale e chiudere le mura, puntassimo seriamente sul turismo, valorizzando zone poco conosciute forse sarebbe meglio.
Ottimo post, comunque.
Anche io sconsiglio a Sarkozy e alla Bruni di venire in Italia… se ne stessero a casa loro, che han proprio rotto le balle con ’sta liaison, paparazzata e gossippata, trasformata nel peggiore dei reality show!
tra 400 anni si parlerà ancora di Shakespeare e di Verona, mentre di Tobias Jones fra 4 giorni non parlerà più nessuno
Concordo con quello che hai scritto. Pienamente.
E il mio odio verso i giornalisti cresce ogni giorno di più.. evvai!! Odio quando parlano di cose che neanche conoscono..
Se questo è il prezzo da pagare perchè quei due cialtroni megalomani sarkomani in cerca di pubblicità se ne “stessero” a casa loro……..Immaginatevi il caos tra le strade di Verona fra poliziotti e fotografi e…gossippari incalliti- E tosi che dovrebbe srotolare il suo noto sorriso da ebete per accoglierli….
Ah ah Lemi si vede che sei a Brixen: la tastiera tedesca non perdona, e se scrivi z veiene fuori y, e viceversa.
Al di là del mertio, questo è il profilo di Verona Blog che mi piace.
Poichè Sarkosy (che mi ricorda il SARComa di kapoSI) mi sta altamente sui …., per una volta mi toccherà apprezzare un opera del Flavione.
Qualsiasi cosa che possa tener lontano il fratello povero di Jean Paul Belmondo dalla mia città ha il mio totale ed incondizionato appoggio.
Suo padre si chiamava Pál Sárközy, è stato ministro delegato del Bilancio nel governo di Édouard Balladur.
Solo io ci vedo un preoccupante destino…