Vi chiedo scusa in anticipo se vi copypasto il post che ho scritto sul mio blog a riguardo, ma non riesco a scriverlo un’altra volta. Ma ci tenevo a far sapere a tutti che Verona perde una personalità straordinaria, un portatore di cultura, di sapere, di umanità. Giovanni Zanoni, professore di lettere antiche presso il liceo Maffei (quello da cui provengo), è deceduto ieri nella sua casa di Lazise. Cadendo da un albero. Cadendo da un cazzo di albero. Fine indecorosa per uno come lui. Qui e qui trovate due links alla notizia su L’Arena on line.
Ieri vado a bermi un thé caldo, mollando Messenger senza scollegarlo (quando si ha l’influenza non ci si ricorda nemmeno di essere al mondo), torno dopo una ventina di minuti e trovo una finestra amica aperta, lampeggiante. La ingrandisco, e leggo la frase che non avrei MAI creduto di leggere. E’ morto Zanoni. E’ morto il professor Giovanni Zanoni. Per chi ha frequentato il mio liceo sa quale sia l’enorme perdita, a livello prettamente didattico e a livello umano. Io ho avuto la fortuna di averlo come professore di latino al triennio, e io mi rendo benissimo conto di come io abbia cominciato ad amare la letteratura latina solo grazie a lui. Perchè lui aveva il dono di raccontarti la storia della letteratura, era come una storia piacevole degna dei migliori serial americani, inframezzati poi dai suoi cliché, il sorry but, il non fare gli occhi da cerbiatta con me, il cioè come blocco dello spirito, e via dicendo. E’ stato l’unico che si è sempre sbattuto per noi alunni, l’unico che si incendiava quando qualcosa non andava, l’unico che era d’accordo con me nel sostenere che i professori del mio corso erano un "manipolo di cialtroni", parole testuali. E’ stato l’unico che quando io ero ancora alle medie a Pescantina a venire a presentarci il suo liceo, l’unico che ho visto al primo incontro dopo l’iscrizione al liceo, l’unico con cui in classe si partisse da Orazio e si arrivasse a parlare del più recente argomento di attualità.
E’ di gran lunga il miglior professore che abbia mai avuto.
Ma il problema è che ora, da ieri, sono distrutta. Ovviamente per la sua morte, ma perchè ho cominciato a pensare. Già vengo da un periodo di concreta insoddisfazione e certezza per il futuro. La morte del professor Zanoni mi fa chiedere questo: a cosa serve avere due lauree, fare un lavoro che ti piace, amare quello che fai, farti in quattro per i tuoi studenti e per la tua scuola, parlare correntemente molte più lingue di quelle che conoscevano i miei professori del linguistico…e poi cadi da un cazzo di albero e ti spezzi l’osso del collo.
A che cazzo serve? Perchè uno così deve morire? In un modo così indecoroso poi.
Sto molto male, mi spiace davvero tanto.
Sarà difficilissimo trovarne un altro come lui. Sembra retorica, sembrano un cumulo di orrende frasi fatte, il fatto è che rendersi conto il 29 di dicembre ad una festa ad aver passato mezz’ora a parlare di lui con i tuoi amici che altrettanto lo amavano e poi leggere la notizia è straziante.
"Muore giovane chi è caro agli dei " (Menandro)









Dispiace molto anche a me… ricordo che domani, venerdì 4 gennaio, ci sarà una veglia alle ore 21.00 presso la chiesa di S. Nicolò (quella dietro all’Arena).
anche io stentavo a crederlo.
non era un mio professore, non l’ho mai avuto e l’ho conosciuto veramente poco, ma quel poco è bastato per rimanere sconvolta come gli altri.
c’è stato un passaparola molto sentito, per far sapere a tutti, studenti ed ex-studenti, quello che era successo. mi sono arrivati tanti messaggi tutti uguali che poi anche io ho rispedito. quindi venerdì saremo in tanti, credo.
e ancora non riesco a pensarci.
sì, anche io penso e spero che venerdì saremo tanti. anche io ho ricevuto tanti sms, e forse mi sono stati utili per capire che non era uno scherzo di pessimo gusto.
Addio. Rimane il ricordo.
Sono una sua ex-alunna…vivo lontana da Verona ormai, ma tornerò per salutare il mio professore. Un uomo davvero speciale, energico, sarcastico, divertente e al tempo stesso serissimo. Passava dal sanscrito allo spagnolo al greco con elasticità e con la stessa facilità ti faceva entrare in testa tutto. Metteva alla prova i nostri cervelli e il nostro carattere sempre. Era arguto e pieno di passione. Giovanissimo. Stanotte ho sognato di dare la notizia ad una mia compagna di liceo. La mia compagna di banco, che il primo giorno di ginnasio non riusciva a stargli dietro tanto parlava veloce!!! Al mattino ho creduto che fosse solo un orrendo sogno, ma poi è arrivato il messaggio della veglia e quelli delle amiche distrutte e degli amici senza parole. Tutti esterrefatti da questa morte insolita per un professore, ancora più strana per noi che l’abbiamo visto quasi sempre a scuola. Pensarlo su un albero. assurdo. Ricordo la bella gita a Roma, i suoi sandali da ragazzino…la versione di greco formato poster del compito in classe. Ogni momento della mia vita universitaria l’ho ringraziato per avermi insegnato la precisione, la curiosità, la passione per le lingue.
Ho avuto l’onore di essere stato allievo del Prof. Zanoni il primo anno che è venuto ad insegnare al Maffei, classe V° I del Ginnasio, circa 15 anni fa… quanti anni sono passati!
Nonostante sia trascorso così tanto tempo il ricordo della sua splendida persona non è stato minimamente scalfito e ora che ho appreso della sua assurda morte mi accorgo ancora di più di quanto sia stato una figura importante nella mia vita.
Sento che tutti quelli che lo hanno conosciuto sono stati derubati… sì, derubati da un evento fortuito così banale, da un destino assolutamente cieco, che non fa distinzioni, che non guarda né chi, né come, né quando colpire.
Inutile ora spiegare le sue qualità, la sua brillantezza, il suo modo di fare lezione coinvolgente e vicino agli studenti, a tal punto da diventare un amico più che semplice professore
Sento un profondo rammarico: trovo perfino limitante che una persona così preziosa e di valore non sia stata conosciuta dall’intera città di Verona e, perché no, anche oltre.
Con ciò non voglio certo sminuire l’affetto di noi studenti, che, anzi, oltre ad essere tantissimi, siamo anche probabilmente la cosa a cui teneva di più e a cui si dedicava con anima e cuore.
Ciao Giovanni
Addio grande Prof.
Ho conservato molti di quei compiti in classe di letteratura formato lenzuolo.
Ho conservato i compiti per casa corretti da lui.
Ho una sua foto sorridente in gita a Praga.
Ho la mente piena del suo viso, delle sue parole, dei suoi gesti e anche dei suoi insulti a tutti noi.
E, davvero, oggi mi sento pateticamente foscoliana, come avrebbe detto lui.
Non sono stato allievo di Giovanni ma devo la scelta del Liceo Maffei solo alla sua figura, alla sua capacità, al suo carisma e alla sua carica e determinazione, qualità che mi sono apparse evidenti e lampanti sin dal primo momento in cui l’ho incontrato.
Ho avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo anche al di fuori della scuola, e di diventare suo amico anche negli anni seguenti al liceo.
Ecco perchè la notizia della sua scomparsa mi lascia sgomento, sconvolto e desolato.
Ricorderò sempre aperitivi, passeggiate, le lunghe chiacchierate, i resoconti dei viaggi, le discussioni sulle mie tribolazioni universitarie, i tuoi consigli che ascoltavo bramoso e mai pago, i tuoi incitamenti pari soltanto per affetto e passione a quelli di un padre, i tuoi messaggi in latino, le tue esultanze alla notizia dei miei successi e le tue parole confortanti quando qualcosa non andava.
Sento di avere perso tanto, adesso che non ci sei più. E mi pare di non averti mai fatto capire fino in fondo quanto sinceramente provassi ammirazione, rispetto, e stima per te, per i tuoi insegnamenti, e per quel lato umano così semplice e sorprendente che non sarò mai grato abbastanza di aver potuto conoscere.
Ciao Giovanni
Comitato spontaneo
per l’intitolazione di una sala della Biblioteca Civica di Verona
al Prof. Giovanni Zanoni
Il Signore ha chiamato a sé il caro prof. Giovanni Zanoni, lasciando un vuoto fra i suoi alunni ed ex alunni, fra i colleghi e in tutti i cittadini che a lui rivolgono la gratitudine che si deve a chi ha dedicato la propria vita alla formazione e all’educazione, con umanità, profonda cultura e infinita dedizione.
La cultura e l’amore per il sapere che il Prof. Zanoni ha trasmesso a generazioni di studenti rimarrà sempre con noi, ma vogliamo impegnarci perché la sua memoria vinca il trascorrere del tempo e perché il suo nome rimanga a ricordo di un vero esempio per tutto il mondo della cultura, dell’educazione, dell’insegnamento e della scuola, cui ancora tanto avrebbe avuto da dare.
Per questo è nato un Comitato spontaneo per l’intitolazione di una sala della Biblioteca Civica di Verona al Prof. Giovanni Zanoni.
Per partecipare attivamente o per dare semplicemente il proprio sostegno si prega di contattare Luca Abbate al 347 2420401 o scrivere a abbatelmg@hotmail.com. Si prega di scrivere nome, cognome, recapito telefonico e indirizzo e-mail, perché il Comitato possa aggiornare i sostenitori dell’iniziativa.
Vi prego di diffondere questa e-mail.
Speranzoso di ricevere numerose adesioni porgo i miei saluti
Luca Abbate
Responsabile Comitato
“Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa;
ma allora vedremo faccia a faccia…”
Paolo di Tarso, 1 Lettera ai Corinzi (13, 12)
Arrivederci professore,
Matteo Menghini.
E’ strano come la morte di una persona ti faccia riflettere. Devo ammettere che Zanoni non è mai stato il mio prof. preferito, anzi. Mi ha fatto sudare, incazzare, piangere e dire un sacco di parolacce senza contare che non condividevo molto il suo metodo di insegnamento. Non mi sembra sincero, da parte mia, fare degli elogi ipocriti solo perché non c’è più. Eppure proprio perché mi ha fatto dannare così tanto, ora sono molto scossa. Mi sembra veramente assurdo…i ricordi sono tanti, dai compiti chilometrici, alle spiegazioni..come dire! poco parziali degli autori, come se fossero notizie su novella 2000,alle miliardi di battutine…e non è facile studiare letteratura latina con la sua vocina che dice che Cicerone è uno spacccapalle incredibile..parole sante! Nonostante tutto, penso che mi abbia fatto crescere e maturare, a modo suo, cercandomi di farmi tirare fuori un po’ di quella grinta e di coraggio che oggi penso di avere anche per merito suo. Buon viaggio, caro prof, e chissà che quando ci ritroveremo non ci riappacificheremo!
@fra: hai fatto bene a scrivere così, in fondo non avrebbe senso, come dici tu, scrivere cose ipocrite. e capisco perfettamente la tua posizione, perchè la mia compagna di banco storica nonché migliore amica aveva la tua stessa opinione.e, se vogliamo, nemmeno io andavo benissimo in latino e per questo mi ha fatto incazzare più e più volte con i suoi votacci…! ma non c’entra niente. io non riuscivo a volergli male, perchè lo vedevo non solo come mio prof di latino ma come uno dei pochissimi prof che si interessava alla scuola dove insegnava. mi ha trasmesso molte cose, la grinta, il fatto di tirare fuori le palle e di far valere i propri diritti (se ho fatto qualcosa per la mia scuola e per gli studenti lo devo a lui), l’amore per la cultura e per ciò che studiavo…e la cosa preoccupante è che ogni professore dovrebbe essere così, ma purtroppo, come vedi, la realtà è che un 1% lo è effettivamente.
Nei giorni scorsi ho fatto un bruttissimo sogno. Probabilmente plagiato dall’”emergenza meningite” sognavo di avere una ignota e tremenda malattia mortale. E con lucidità e sgomento pensavo che, cazzo, morire a trent’anni, così, era ingiusto, assurdo.
Il fatto è che l’esistenza non si misura in termini di giustizia o di ragionevolezza: noi siamo il centro dell nostro universo, ma per l’universo non siamo niente. Pensate ai miliardi di persone vissute e morte nel corso dei secoli. A parte le del 99% di loro non v’è nessuna memoria, se non qualche gene sparso qua e la. E quando non c’è più memoria è come se una persona non fosse mai esistita. E di contro una persona può in qualche modo continuare a vivere negli altri quando la sua memoria è mantenuta viva col ricordo e con la propria stessa vita.
Per cui quando ti chiedi a cosa serva studiare, avere due lauree, farsi un mazzo così quando può tutto finire in un istante. Perché se così non fosse oggi nessuno starebbe piangendo il professor Zanoni, nessuno avrebbe mantenuto vivo il suo ricordo, nessuno sarebbe diventato una persona migliore proprio grazie a lui.
Perché il male si tramanda. Ma anche il bene.
Prof Zanoni non è mai stato il “mio prof” ma..beh era il prof di tutti.
Avrei mille episodi da raccontare su di lui ma no,non lo farò.
Ognuno di noi ha un suo ricordo speciale.I miei li custodisco gelosamente.
Sei stato importante per me.
E lo sarai sempre.Grazie di tutto, prof.
“vivi piu che puoi muori proprio quando non ne puoi fare a meno”.Mi sarebbe piaciuto che questa frase ti fosse appartenuta.
ci rivdremo,prima o poi.
sono un ex studente del liceo maffei, mi sono trasferito l’anno scorso agli angeli,ho conosciuto il prof.Zanoni perchè andavo a ripetizioni da lui.
non dimenticherò mai il fatto che traduceva a vista tutte le versioni di qualunque autore,era una persona molto colta ma mi ha insegnato molto anche dal punto di vista umano.
con lui si poteva scherzare,si poteva parlare dei greci e si finiva per parlare della politica e dell’attualiità!!!!lo ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato,trasmesso e per gli aiuti che mi ha dato….!!infine non mi dimenticherò mai dei suoi messaggi che mi mandava quando magari non poteva liberarsi perchè aveva un impegno importante e non riusciva a trovare uno spazio per me che alla fine riusciva sempre a trovare e alla fine del testo si firmava sempre con le sue iniziali G.Z. ora ho un vuoto nel cuore perchè una persona molto importante per me è scomparsa…addio gianni una grande persona disposta sempre ad aiutare tutti….!!!!
propongo di intitolare l’aula magna al grande prof Zanoni!!!!!!!
Anch’io sono stato alunno di Giovanni Zanoni il primo anno che è venuto al Maffei, come il mio amico Alberto che ha scritto poco sopra.
Da allora non l’ho più dimenticato.
Mi ha seguito tanto quando ero a scuola, e tanto anche dopo, quando mi sono laureato e quando ho pubblicato i miei libri, per quanto deliranti. Sempre maestro, sempre geniale, sempre brillante, sempre amico, sempre fiero di me, sempre volendomi bene.
Anche uno scrittore a volte perde le parole, oppure scrive qualcosa pur di non piangere.
In effetti le parole se ne vanno proprio: forse certe brevità sono il contraltare di persone immense.
Ti porterò anche il prossimo libro Giovanni, so che lo vuoi leggere.
Sono stato alunno di Zanoni per i due anni del ginnasio. Era coordinatore di classe, è stato il simbolo di parte della mia esperienza scolastica. Lo stimavo molto, pur dissentendo con lui su molte cose. Mi ha dato moltissimo, sia come professore vche come persona. Certe catene di sant’antonio di sms mi fanno un pò impressione, però. Più che la quantità degli studenti o non studenti che parteciperanno, penso sia importante che partecipino le persone cui il prof ha davvero dato qualcosa. Ma non per fare polemica, tutto qua.
il prof. zanoni era semplicemente il migliore riusciva a conciliare la cultura con il divertimento, le risate, e gli scherzi, riusciva sempre a insegnarti le cose più difficili facendole magicamente sembrare facili è stato per me una guida un faro con l quale potevo confidarmi….!!!una cosa mi rimprovero di non avergli mai dimostrato la stima e l’ammirazione che provavo e provo per lui….!!!! lui però è colpevole di un fatto molto grave di aver lasciato noi studenti soli senza un punto di riferimento….!!!!
ciao grande prof. seil il più grande e il numero UNO
ZANONI 4EVER!!!!!!
Ho fatto un’altra scuola e non conoscevo il professor Zanoni.
Però mi colpisce ciò che si scrive di lui. Fortunati quelli che l’hanno avuto come profe, bellissime testimonianze.
Colpisce specialmente in questo periodo in cui la scuola pare essere in grossa crisi e dove però ci sono ancora professori capaci di sentire e insegnare.
Ma soprattutto colpisce e dà grande forza e stimolo a chi a quel lavoro spera d’arrivare.
Resterai sempre il ragazzo con gli occhi che sorridevano… era chiaro riuscire a capire cosa pensavi.
____________________________IN FONDO AL MARE CADONO LE ONDE…
RIPOSANO PER POI RIPARTIRE E LASCIANO UN’IMPRONTA SULLA SABBIA PRIMA DI SPARIRE.
IN FONDO AL MARE NUOTANO I SOGNI…
PRONTI PER RISALIRE.
SI APRONO NELL’ACQUA COME FIORI E IN UN ISTANTE VANNO VERSO IL CIELO.
DEDICAMI I TUOI SPAZI E QUEST’IMMENSO BLU…
QUALE DISTANZA SERVE A TOCCARE TERRA?
VOGLIO RESTARE DENTRO QUESTO QUADRO BLU…QUI IN FONDO AL MARE.
IN FONDO AL MARE NAVIGA IL SILENZIO, RINCHIUSO DENTRO A UNA SFERA D’ARIA.
LA GUARDO ALLONTANARSI E DIVENTARE
…L’UNIVERSO IN FONDO AL MARE.
IN TUO RICORDO…PER SEMPRE DENNIS
Zanoni era un Grande non perchè la sua conoscenza era vasta, ma perchè sapeva tirare fuori il meglio da chi era in difficoltà.Sapeva far andare avanti coloro che erano arenati.
Onore a Zanoni
Non ti dimentichero’ mai!
L’Arena ha dedicato un articolo per lanciare alla grande la proposta di dedicare al prof una sala della biblioteca civica. Posso dire una cosa? Non avete capito molto di ZAnoni. PIuttosto dedichiamogli un progetto scolastico innovativo, un luogo della scuola, ma NON una sala pubblica che suona come CELEBRAZIONE fine a se stessa. Zanoni detestava la celebrazione fine a se stessa, non penso proprio che avrebbe gradito. Avrebbe preferito che il suo nome fosse stimolo per migliorare i suoi studenti, attraverso progetti educativi magari, ma non infisso su una targhetta al di sopra di un’aula. Vogliamo dimostrare di avere imparato qualcosa dal nostro prof, o facciamo sempre la solita, banale e odiosa retorica che si vede a valanghe al Liceo Maffei e su internet?
Ieri sera alla veglia in memoria di Giovanni Zanoni, lo sentivo presente, lui era proprio li in mezzo a noi..Non ti dimenticherò mai Prof., nessuno scorderà mai la stupenda persona che sei stato.
che articolo, per fortuna hanno censurato il mio linguaggio scurrile…tra l’altro alcune cose credevo di averle scritte io e invece erano state leggermente modificate. tra l’altro passo come quella che si preoccupa dei suoi vecchi voti di latino (come se me ne importasse qualcosa)…tutto questo per dire che in effetti quando io ho ricevuto la mail di abbate ho dato la mia adesione, ma pensandoci meglio forse ha ragione fab. non facciamo qualcosa di fine a sé stesso, ma facciamo qualcosa di costruttivo,che ne so,una borsa di studio, una parte del nostro liceo, ma non un aula della civica (in cui mi dicono dalla regia sono solite andare tutte le fighette…scherzo)
se studio al Maffei è solo grazie a Zanoni.
rimanevo attonita dopo ogni sua lezione
addio prof
rimanevo attonita dopo ogni sua lezione
grazie prof
Il prof. Zanoni mancherà moltissimo anche a me genitore perchè era una certezza, un riferimento importante per la crescita spirituale di mio figlio. Spero che le parole bellissime dette ieri sera alla veglia non cadano nel vuoto e che tutti i suoi colleghi insegnanti raccolgano la sua più grande eredità e cioè la passione, la dedizione, l’amore per i giovani e per la loro formazione. quando sono amati i giovani rispondono, non li si abbandoni!
Così, a caldo, come dice fab one, forse, più che un’aula, sarebbe più adeguato intitolare alla sua memoria una borsa di studio, no?
Secondo me sì..scusate per l’irruenza del mio intervento precedente..
sono andato a salutare per l’ultima volta il grande prof.ZANONI, sono rimasto molto colpito dalla quantità di gente che era presente per l’ultimo “addio”,si, addio perchè è proprio a DIO che lo affidiamo!!! Sono rimasto molto colpito,commosso ed emozionato dai numerosi interventi che sono stati fatti in memoria di questa grande persona!!!!Un intervento che proprio non capisco è quello del preside insulso,spregevole e disonesto come francesco butturini che per parlare nel modo in cui ha parlato poteva tranquillamente starsene a casa pensando a quanto ha fatto Zanoni cose cioè che lui non riuscirebbe neanche a pensare forse perchè troppo stupido!!!!!Comunque non voglio perdere tempo parlando di una persona che non ritengo degna della stima di nessuno.Zanoni,invece,era una persona che meritava la stima e l’affetto di tutti di tutti perchè riusciva sempre a darti una mano, un suggerimento e una stimolo in più per dare il massimo e per non arrendersi mai.Sono stato molto contento di averlo salutato per l’ultima volta e spero che da lassù possa guidarmi,proteggermi e assistermi come avrebbe fatto quando era tra noi.Un abbraccio grande prof.,luce della tua famiglia, guida nella notte, riferimento per la saggezza e faro di noi adolescenti….!!!!!!
Sono stato suo alunno quando ha cominciato ad insegnare al Liceo Scientifico Don Bosco. Eravamo ancora alla fine degli anni 80… Caspita quanto si invecchia in fretta. La triste notizia mi ha raggiunto anche dove vivo adesso, nel lontano Colorado. Ho imparato ad “amare” il Latino grazie a Giovanni Zanoni. Ricordo molti momenti difficili in classe, ma anche molti momenti divertenti dentro e fuori dalla classe. Grazie per l’esempio di semplicita’ che ci hai dato, pur essendo un genio nel tuo campo. Sei l’unica persona che ho mai conosciuto che potesse “parlare” in Latino. Ora potrai conversare con Cesare e Platone. Arriverderci Giovanni.
Sono attonita. Come tutti voi. Giovanni è stato l’unico colpo di fulmine della mia vita. L’ho amato come una ragazzina di 14 anni può amare il cantante della sua band preferita, come un mito inarrivabile, come una divinità del sapere. Sono andata a 4 anni a ripetizione da lui senza averne alcun bisogno, solo perchè non avevo avuto la fortuna di averlo come insegnante. Aspettavo con ansia quell’ora alla settimana per ascoltarlo rapita, davanti alla nostra consueta tazza di caffè in quella mansardina in via sottoriva. Poi la soddisfazione della nuova casetta, nella quale ho molti meno ricordi perchè poi il Maffei mi ha partorita, e sono andata a studiare lontano. Ma siamo sempre rimasti in contatto, fino a questo Natale, quando, mezza brilla per il brulè degli alpini fuori dalla messa, gli ho inviato un sms, di auguri, ma soprattutto di ringraziamento. Per quello che ha saputo darmi, per l’ineguagliabile fascino e carisma che ha sempre esercitato su di me e che mi ha spinta SEMPRE ad andare avanti, nei momenti difficili. Ora di anni ne ho 10 in più, e Giovanni è ancora presente in me.Il suo cellulare giovedì squillava ancora. Non so perchè, quando ho appreso la notizia mi è venuta la pelle d’oca. Ho provato d’istinto a chiamarlo sperando di sentire la sua risata sarcastica e di sentirmi dare della cretina…ma oggi a Lazise eri lì, davanti ai miei occhi. Mi mancherai Giovanni. Tanto, da morire. Ma fai parte delle fondamenta sulle quali ho costruito il mio essere, e anche se nn potrò più rivedere i tuoi occhi sbirciarmi di sottecchi con quel sopracciglio alzato in modo dubbioso, anche se i tuoi auguri durante le feste mi mancheranno, ti porterò sempre con me. Perchè sei stato molto più di quello che speravi. A presto Giovanni. Spero di
mi manca, mi manca terribilmente…non sono andata a salutarlo a borgo trento, perche io voglio ricordarlo che cammina nei corridoi del maffei, voglio ricordarlo VIVO, avere quell’immagine stampata nella mente.
Rachele, non ti conosco ma parli come parlerei io, che l’ho avuto come prof. Grazie per le tue parole.
Quanto all’aula da intitolare, non sarei contraria all’idea di dedicargli l’aula magna del Maffei, oltre a tutte le borse di studio che si voglia.Non è celebrazione tronfia:Zanoni è parte del nostro liceo.
Oltre 15 anni fa tu entrasti nelle nostre vite, quelle degli alunni ragioneria programmatori Don Bosco.
Erano anni di grandi cambiamenti culturali, sia nella scuola sia nella società e tu rappresentasti per noi la novità. Sarà stata la nostra giovane età, il nostro bisogno di riempire sogni ed aspettative, o forse la tua giovane età, il tuo modo di proporti, le tue affascinanti maniere, le tue piccate osservazioni ed il tuo immancabile erudito sarcasmo, ma in te noi vedevamo il nuovo, tutto quello che fino a quel momento non eravamo mai stati.
Come una tempesta tropicale ti abbattesti su di noi insegnandoci a guardare le cose da angolazioni diverse, fuori dagli schemi (come lo eri tu per l’epoca), a far circolare il messaggio che parole e idee avrebbero potuto cambiare il mondo, almeno il nostro.
Beh, ti farà piacere sapere, anche se avrei preferito dirtelo in un occasione diversa, che grazie ai tuoi insegnamenti, alcuni di noi (destinati inesorabilmente a riempire quel ruolo che la società aveva stabilito per loro), hanno continuato gli studi sono oggi persone e uomini diversi da quello che avrebbero dovuto essere.
Due strade trovai nel bosco,
io scelsi la meno battuta,
per questo sono diverso
Cosi recitava il professor Keating nel Film l’Attimo Fuggente, e con la poesia di Walt Whitman che maggiormente mi ricorda quel periodo voglio salutarti
O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è finito,
la nave ha superato ogni tempesta,
l’ambito premio è vinto,
il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante
Ciao Gio’
Grazie di tutto maestro di vita…non dimentichero’ mai quando ti sei presentato per farmi visita in ospedale, non dimentichero’ mai gli utili consigli che mi hai sempre dato e mai scordero’ la passione nel trasmetterci il tuo immenso sapere.
Ci siamo persi di vista in questi ultimi tempi, tu sempre indaffarato in lezioni e ripetizioni anche oltre l’orario scolastico e io, spinto oltreoceano dai tuoi consigli e dal desiderio di metterli in pratica…Avrei tante cose da chiederti, da spiegarti…ma ora non c’e’ piu tempo: il cielo ingordo si e’ portato via un altro dei sui frutti migliori.
Vivrai in noi,in quello che ci hai trasmesso, in cio’ che siamo e saremo…e cercheremo di non deluderti mai…per sempre.
Arrivederci
Gianni non tornerà. Non so descrivervi il mio dolore, penso sia pari al vostro. Ora bisogna andare avanti, pensando a come ci avrebbe spronati se fosse ancora con noi e provare ad essere degni di lui.
Gianni non è il corpo inanimato nella camera ardente, è quello che noi siamo stati per lui e lui per noi. Facciamo in modo che in noi non muoia mai.
Io ho frequentato il Maffei PNI, e quindi non ho mai avuto il professor Zanoni: lo conoscevo solo di “fama”, e di vista.
Leggo però i vostri commenti e, oltre alla grande preparazione che vedo trasparire, intuisco una qualità molto più grande.
Sono pochi i professori che instaurano un rapporto veramente e puramente umano con gli studenti. Pochi quelli che ti verrebbero a trovare all’ospedale, che ti starebbero vicini fuori dall’ambito prettamente scolastico, che avrebbero il piacere di bersi una birretta al bar con te.
A questo, più che ad ogni altra cosa, penso che i professori dovrebbero puntare. Ad un dialogo perfettamente bilaterale, fruttuoso e umano.
In tutta la mia carriera scolastica ho conosciuto solo una persona che possa rientrare in questa categoria. Penso a come starei se venisse a mancare, per giunta in modo così improvviso, e compatisco (nel senso etimologico del termine, come sarebbe piaciuto a lui).
Butturini “se oggi il Maffei è una scuola d’eccellenza in Italia lo si deve anche al prof Zanoni”. Sì, il Maffei deve molto a Zanoni. Ma vedere che un individuo non perde mai l’occasione di tacere e continua nella sua viscida campagna iscrizioni cercando di usare chi era così diverso da lui e ora è morto…è nauseante. Ah, la sezione B del Maffei senza Zanoni e altri professori che sono andati in pensione è tutto tranne che eccellenza, detta da uno che l’ha fatta.
E’ passato qualche giorno, e mi sorprendo ancora qui, con le lacrime che mi rigano il volto, leggendo quello che avete scritto (soprattutto il tuo intervento Matteo Bocchio, che già in chiesa mi aveva lasciata senza fiato,perchè anch’io avevo pensato a quel film e a quella poesia appena appresa la notizia). Mi dispiace dubitare della mia fede, ma non posso fare altro. Perchè? E’ l’unica cosa che riesco a chiedermi. Perchè Dio, se Dio esiste, ha scelto di portarci via uno dei migliori? Un UOMO vero, uno di quelli che non si riempiono la bocca di parole vuote ma che AGISCE, silenziosamente e DIMOSTRA così quanto vale, uno di quelli che ti si imprimono nella mente, nel cuore nell’anima. Perchè? E’ questa la domanda che risuona, senza una risposta, nella mia testa. Giovanni era UN GRANDE, questo è fuor di dubbio. Lo dimostrano le testimonianze infinite di stima, di affetto, di ammirazione, lo dimostrano le chiese stracolme di S.Niccolò e di Lazise, lo dimostrano le lacrime che sgorgavano incessanti, la commozione di tutti, grandi e piccini. Avresti potuto dare molto ancora, e ricevere tutto quello che meritavi, perchè si raccoglie quello che si semina. Ma una cosa mi consola. L’unica cosa che davvero mi consola (al di là di quello che hai lasciato in ognuno di noi e che conserveremo TUTTU gelosamente, ma che purtroppo non ci ridarà la tua mano da stringere) è il sorriso che tuo fratello Marco è riuscito a strapparmi alla veglia di venerdì sera. L’atmosfera era mesta, la tristezza e la disperazione per la tua perdita erano palpabili. Tuo fratello è salito sul pulpito, si è fatto forza, e ha ringraziato le centinaia di persona che erano lì per te nel modo migliore che poteva utilizzare: quello che al suo posto avresti usato tu.
Ha tirato fuori una storiella simpatica della vostra giovinezza, facendo sorridere l’intera chiesa. Senza piagnistei, senza rincarare la dose. Ha semplicemente ricordato il Giovanni che tutti noi conosciamo. E, anche se non conoscevo personalmente Marco Zanoni (se non per averlo visto di sfuggita a Lazise qualche rara volta) mi ha rincuorata il vedere che seppur fisicamente abbiate poco in comune, siete fatti della stessa pasta. Accomunati dalla stessa intelligenza, con la quale probabilmente si nasce, non la si crea. Mi è sembrato di vedere te su quel pulpito, a rincuorarci tutti quanti, a farci sorridere, come facevi sempre quando eri tra noi. Non vorrei che questa fosse scambiata per una sorta di feticismo, spero solo che Marco legga quest’intervento, e, per quanto possibile, possa aiutarlo. Possa aiutare lui, che dice di non sapere riprodurre la perfezione delle tue frasi, di non essere mai stato acuto come te. Vorrei fargli sapere che in lui ho riconosciuto il tuo modo di fare, in lui ho riconosciuto lo stesso calibro che tu usavi per misurare le parole e per fare in modo che risultassero sempre “giuste” e mirate in ogni occasione. Anche per questo ho sorriso. Grazie di tutto Giovanni. Di quello che sei stato e di quello che sei. Non ti dimenticherò mai.MAI.
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
(pessoa)
addio grande prof
Mi dispiace quando si fa polemica, ma quello che non sopporto è che la polemica venga fatta sulla pelle di una persona a cui voglio un gran bene. Mi dispiace che qulcuno si senta in diritto di dire quello che Zanoni avrebbe o non avrebbe fatto, apprezzerebbe o non apprezzerebbe.
Quello che ho imparato da lui non è la letteratura latina e greca, ma è la spinta che lui sempre mi ha dato a tirare fuori i coglioni, a mettere in pratica le mie idee, ad agire.
Se qualcuno ha qualche bella idea per ricordare il nostro Prof perchè non si dà da fare per metterla in pratica, come lui ci insegnava a fare, e come tanti, in tanti modi, stanno facendo? Inviterei “Fab One” e chi ha delle belle idee a metterle in pratica e non criticare l’operato degli altri. Perchè più saranno le cose che ci ricorderanno in nostro Prof, vincendo anche il trascorrere degli anni, e meno ci mancherà una persona speciale come lui.
E’ vero, Zanoni non era l’uomo delle celebrazioni, ma io il suo nome che campeggia nella biblioteca in cui studio lo voglio. Adesso che lui non si può più accovacciare davanti al mio banco, sistemarmi le penne per bene in fila in parata, mettersi la matita fra i tenti e guardarmi storto per farmi capire che di quella versione proprio non avevo capito un cazzo.
Adesso che, alla fine di una delle poche versioni azzeccate, non può più scrivermi: “Avanti, continua così!”
Adesso che non può più incitarmi a continuare la versione col suo: “Muso duro e bareta fracà!”
Adesso che l’unico modo per tirarmi su è ripensare a quando, dopo tutti quegli aiuti nella versione di Greco, mi ha detto: “Abbate, mi devi un’aperitivo!”. E sabato, all’uscita di scuola, mi sono sdebitato e, davanti a quel bicchiere di rosso, in Sottoriva, abbiamo parlato del mio futuro e del mio destino.
Adesso che ho davanti agli occhi il suo viso che non ha abbandonato il suo gigno sotto i baffi neanche nella bara.
Io voglio che continui a vegliare su di noi dall’alto, e un riconoscimento come l’initolazione di una sala della Civica mi sembra il minimo per il nostro Zanna.
Mi dispiace se sembra che anche io voglia fare polemica, ma il dolore è veramente forte e in questo momento mi è venuto a mancare un vero punto di riferimento.
Chiunque avesse un’idea per ricordare negli anni il nostro Profe, si senta libero di contattarmi, perché, per quanto nelle mie possibilità, farò di tutto per dargli una mano.
Scusate se ho fatto qualche errore, ma le lacrime cominciano a velarmi gli occhi.
Grazie Profe.
Sono di Lazise. Come sempre accade nei paesi, tra mezzi imparentamenti ed amicizie tra famiglie ci si conosce un poco tutti.
Gianni l’ho conosciuto due volte. La prima in paese, mille anni fa, nelle varie occasioni di incontro nelle case, o in chiesa, al bar della piazza… Ti colpiva ed affascinava sin da giovane (come se a 45 anni si fosse vecchi…),solo a vederlo, elegante con il fazzoletto di seta al collo o in felpa e birkenstock.
Di lui sapevo poco, dicevano che era molto bravo, molto intelligente, certamente era molto simpatico, come piace a me, con una dose di ironico cinismo che in bocca a lui era comunque tenero, con il suo modo forbito ma spontaneo di parlare, sempre dolce e cortese.
Poi l’ho conosciuto come professore alla succursale del Maffei, appena arrivato. L’ho conosciuto dagli echi delle parole dei miei amici delle altre sezioni, perchè non ero nella sua classe. Era già un grande.
Un ricordo in particolare mi sovviene, in questi giorni di pioggia, nebbia, dolore e sbigottimento, mentre non mi levo dagli occhi le ambulanze sotto casa sua e l’albero della sua corte, con ancora una scala assurdamente stretta e nera appoggiata vicino: una ricreazione di quindici anni fa, vedendomi alla macchinetta del caffè, un po’smarrita nei meandri dei miei quindici anni, mi si avvicinò, come se ci fossimo lasciati due minuti prima, e cominciò a chiacchierare con me come se l’avessimo sempre fatto, chiedendomi come mi trovavo, se ero contenta della scelta, se mi piaceva la scuola…
Poi è venuta qualche ripetizione in vista della maturità, poi è stato professore di mia sorella, intanto ci si vedeva, come sempre, nelle occasioni liete e tristi della vita, ci ha scritto in occasione di un lutto, meno di tre mesi fa mi ha fatto con i fratelli un regalo per le mie nozze…
Tanti piccolo frammenti affollano la mente; è mancato un raffinato e prezioso erudito, un meraviglioso insegnante, ma anche uno di noi, l’eterno ragazzino con gli occhi che ti incantavano.
Di tutto quello che Gianni è stato, per quanto stupido possa sembrare, io non dimenticherò mai quella mattina di ottobre, alla macchinetta del caffè. Come altri hanno già detto, in questi giorni, tra tutte le sue doti, vi era quella di farti sentire davvero considerato quando parlava con te. Non è poco, quando hai quindici anni.
Ciao Gianni.
Arrivederci Gianni,
Sono stata anch’io una Maffeiana e anch’io ti ho “annusato” in quel periodo così verde della nostra vita.
Tu non sai nemmeno chi sono io,perchè questa è la beffa dei più piccoli,mentre tu sei entrato nella mia vita con i tuoi modi gentili e il tuo fare così vicino a noi studenti.Non posso raccontarti,perchè poco so di te e nulla sa di noi,però posso raccontarvi cosa mi è successo la notte di Natale.
Alla S.Messa,dopo quasi 15 anni ho rivisto il Proff Zanoni,avvolto dalla sua mantella impeccabile!
Una strana quanto improvvisa gioia e riconoscenza mi spinse a cecarlo più volte con lo sguardo.
Che bel regalo mi feci quella notte.
“una persona amica”,pensai,in mezzo a tanti volti senza discernimento.
Poi quel tonfo sordo ti ha strappato alla vita.
Che bel regalo mi feci quella notte.
Buon cammino caro prof!
Tu sei il proff di tutti noi,Maffeiani e fieri di esserlo stato!
Zanoni l’ho conosciuto, o meglio, sfiorato in quinta ginnasio: a febbraio la pagella quadrimestrale aveva sentenziato un 5 in latino, e fu lui a seguire i corsi di recupero della nostra sezione, malgrado avessimo un’insegnante, che però era convalescente dalla chemio. Quell’insegnante era Maria Teresa Caldeo, che morì nel gennaio 1998 e di cui ho ancora impressi saldi ricordi.
Anche allora, tante parole, lodevoli e pregiative, ma di quella docente non rimase che un pugno di memorie. Una donna fervidamente convinta, come leggo anche di Zanoni, del potenziale dei suoi alunni, dell’umanità di una scuola che avvicinasse le strade di chi stava al di là e al di qua della cattedra. Un esempio di vita indimenticabile.
Grazie a tutti e due, che altro aggiungere?
Mi manca quel tuo sorrisetto
“beffardo”,ma..ci rivedremo di là..ne sono sicura.
Grazie di tutto,caro prof.
Il tuo ricordo resterà per sempre vivo in me.
Claudia Ferrarin 5AL
Sono ancora incredula e spiazzata per quanto è accaduto; ho avuto l’onore di conoscerti, non dimenticherò mai la cena di fine anno di quest’estate a casa mia.. avevi un sacco di impegni, ma un poco di tempo per noi l’hai trovato senza farti pregare, anche se noi eravamo solo una delle tantissime classi che avevi.. grazie per averci fatto sentire speciali.
Ti terremo sempre nel cuore.
Con affetto.
Elena 5^AL
@claudia e elena: che care, siete nella mia ex sezione, io ero in 5al l’anno scorso, non so se avete presente la mia faccia ma tant’è! sono florencia…
siete fortunate ad avere una classe che fa cene carine di fine anno. la mia ex classe…bah.
è stato il mio prof di latino e greco più di 10 anni fa…ma è come se fosse ieri…è stato IL prof, IL maestro di vita…come lui nessuno e forse per questo mi ha lasciato un vuoto immenso dentro…il rimpianto di averlo perso di vista negli ultimi tempi, non averlo reso partecipe della laurea, dei miei progetti, dei miei sogni…è stato capace di trasmettermi la passione del sapere,la grinta, la fiducia in me stessa, la capacità di non mollare mai…ma soprattutto il bello e la gratuità del trasmettere il sapere…senza esserne richiesti…restavo a bocca aperta nel vedere che non c’era cosa a cui non sapesse rispondere….nelle varie gite cercavo di stare con lui il più possibile perchè passava dallo spiegarti l’iconografia sacra, al parlare di storia contemporanea, per finire con le sue battutine taglienti e la sua risata indimenticabile…una persona unica di cui avrò sempre vivido il ricordo….
grazie mio mitico zanna, grazie per tutto quello che hai saputo trasmettermi…
Francamente con capisco questo provinciale strapparsi le vesti per la dipartita del proff. Zanoni.
Indubbiemente uomo di grande cultura umanistisca dalla quale drivava un certo carsima, ma, per quanto da me conosciuto come genitore, tronfio di se stesso, saccente ed arrogante. Scusatemi se non mi unisco al coro, non è bello morire giovani e di questo do atto a tutti, ma non era l’eroe che si vuol far passare… grande umanista forse.., ma non grande uomo.
caro Enzo, non me ne voglia ma sento puzza di genitore che difende sempre i figli, figli che magari si erano presi un bel debito dal prof.Zanoni; o magari si erano sentiti dire “impiccati sul posto” o altre delle sue frasi taglienti.
Sinceramente qui leggo solo esempi di piccoli e grandi episodi positivi, lei non porta degli esempi…ce ne dia e sarà molto diverso dallo sputare sentenze a vanvera come sta facendo lei!
e sia chiaro che non appartengo alla categoria di persone che elogiano una persona solo perchè è scomparsa.
Mi dispiace per l’anonimo del 53 commento. Sono genitore di chi non ha mai preso debiti, che si è sempre arrangiato da solo, senza farmi spendere una sola lira di ripetizioni private. Un grande professore non dovrebbe avere soglie di alunni superiori al 10% che pagano i colleghi per raggiungere la sufficienza.
bene, mi sbagliavo, tanto meglio.
comunque non da delle motivazioni alle critiche mosse al prof. Zanoni…quindi sono piuttosto inutili
Zanoni sa difendesi da solo anche dall’aldilà: l’affetto di chi gli vuole bene lo dimostra.
L’unica cosa che mi permetto di dire al Sig. Enzo è che il Prof. Zanoni non era un grande perchè sapeva più di tutti gli altri: questo, è vero, gli dava un grande fascino. Ma la sua grandezza stava nelle attenzioni che sapeva dedicare ai suoi alunni e alla scuola intera. Era uno dei pochi (forse l’unico?) che ha puntato non solo alla nostra “istruzione”, ma alla nostra “educazione”. Lui ci dava uno sprone a migliorare a 360 gradi: ad essere persone migliori non solo nella scuola, ma nella nostra vita.
I suoi: “Non ti fermare!”, “Muso duro e bareta fraca’”, “Tira fuori i coglioni” e tutta la serie di carinerie che ci dedicava non erano riferite a quelle versioni in classe, ma alla nostra vita di donne e di uomini su cui lui ha puntato la sua vita perchè potessimo migliorare la società in cui viviamo.
Di questo ti sono grato, grande Prof.
è la prima volta che mi collego a questo blog…il numero di commenti positivi sul prof. Zanoni parla da sè.. non credo Ele che tu debba sprecare parole per rispondere al sig.Enzo.
volevo aggiungere che i professori saccenti e arroganti sono quelli che fanno fatica a salutare il personale scolastico quando entra in classe per avvisi e comunicazioni,quelli che si tengono i compiti in classe da correggere per mesi senza farti sapere nulla, quelli che se li incontri in corridoio a scuola FORSE ti salutano ma se poi li incontri fuori da scuola neanche ti considerano; niente di tutto ciò si può dire del prof. Zanoni.
Io non ho avuto la fortuna di conoscere il professor Zanoni che penso fosse più o meno mio coetaneo, ho letto sull’Arena il suo grande valore culturale ed umano, però ragazzi mi sembra una pagina di necrologi, non un post.
Credo che sia molto più significativo per chi lo ha conosciuto ed apprezzato serbare un bel ricordo di Lui nel proprio cuore che esternare tutto questo strappamento di lacrime.
Scusatemi ma se io dovessi lasciare prematuramente questo mondo vorrei essere solo ricordato e non celebrato.
Molti di voi penseranno che a me morto non mi cagherebbe nessuno può darsi di sì come anche no.
Anche perchè una volta morto non me ne potrà fregare di meno (a parte il ricordo nel cuore di chi ho amato).
Il prof zanoni è stato insegnante di molti e tutti, credo, lo ricordiamo con enorme affetto e gratitudine..non so quanto possa importargli ora di queste discussioni, ma secondo me è stato bello e giusto ritrovarci insieme a ricordarlo..per tutto quello che in questi 5 anni è riuscito a darmi, probabilmente più di chiunque altro..non è esibizionismo, semplicemente un modo per rinnovargli il nostro, il mio grazie
Sono completamente d’accordo con Ele. Magari a Gianni non sarebbe importato, ma questo pubblico e commosso tributo gli è rivolto (da parte mia di sicuro)per rendere meno amara la sua scomparsa, per tenerlo ancora un po’ tra noi.
Ognuno come ritiene, scrivendo messaggi inutili come questo o ricordandolo in silenzio, nel suo cuore.
Le critiche, se costruttive, sono lecite, ma non sempre opportune, tanto più se rivolte a chi non si possa più difendere.
Può dare fastidio tutto questo stracciare di vesti, ma basta abbandonare il sito e non digitare “Giovanni Zanoni” su un motore di ricerca qualsiasi.
Purtroppo quando manca un grande uomo(come tale imperfetto, nonostante le sue virtù), vi è chi ne ricorda aspetti o momenti sgradevoli, magari brevissimi,relativi alla sua persona, o lamenta l’eccessivo spazio dato alla vicenda dai giornali, ecc.
Non dico che sia il caso di chi ha scritto supra, ma spesso tale atteggiamento nasconde malamente una sorta di invidia “retroattiva”.
Io lo ammetto: invidiavo Gianni, per tutte le sue doti di studioso, di insegnante e di uomo. Con tutti i suoi difetti, perchè i miei sono sicuramente maggiori e più gravi.
Straquoto Benedetta.
Vi prego, non polemizziamo anche qui che ci sono altri post su cui farlo.
Ho letto, finora, bellissime parole e paradossalmente molte più persone hanno conosciuto, seppur tardivamente, la figura del prof. Zanoni. Io sono tra quelli e per me, anche solo da ciò che ho letto da parte di chi l’ha conosciuto, è di sicuro un Esempio.
..io avevo conosciuto il prof. quando è venuto a fare supplenza in 4D.. quella è stata la più bella lezione che o fatto in questo liceo..mi ricordo perfettamente come eravamo rimasti affascinati dal suo modo di parlare, sembrava che le parole fossero già scritte e che lui le recitasse..tutti erano inebriati dal suo sapere, dal suo modo di leggere la lingua greca che lui amava..avrei voluto conoscerlo meglio.
grazie Prof. Zanoni per quella lezione stupenda.
Giovanni Zanoni è stato mio professore per ben tre anni. Da subito mi sono accorta della grande persona che mi trovavo davanti e se devo dire la verità più di una volta mi sono sentita in soggezione con lui. Ma il bello del Prof. Zanoni è che lui ci credeva in noi, per quanto “piccoli” potessimo essere di fronte a lui.Non posso dimenticare le parolacce e le imprecazioni durante le lezioni, o le sue sclerate durante i compiti in classe. Quando si avvicinava al mio banco durante la versione, però, una mano me la dava sempre..faceva il possibile per aiutarci.. e se avevi bisogno del suo aiuto, potete credermi che non te lo negava mai. Quello che voleva lui era soltanto che trovassimo fiducia in noi stessi, e che riuscissimo a facela da soli, nella scuola e nella vita. Egli vivrà ora nel ricordo di tutti noi, e in ciò che faremo secondo il suo esempio e secondo ciò che lui ci ha insegnato.
A presto Professore, resterà sempre vivo il ricordo di lei in me.
Chiara Scola
Mi scuso fin da subito per il mio intervento, non vorrei dare adito alla polemica e anzi, vorrei che si chiudesse qui, se possibile, per lasciare spazio a tutti i ringraziamenti che Giovanni merita. Volevo solo invitare il sig.Enzo a riflettere prima di postare in un blog in memoria del prof Zanoni un simile commento. Perchè vede, caro Enzo, la mia umilissima opinione è che la vera ARROGANZA sia proprio al sua. Quella di uscirsene con commenti inopportuni in mezzo a persona che piangono la scomparsa di un uomo a loro caro, quella di chi ha la verità in tasca e non si mette in discussione, quella di chi da giudizi su una persona conosciuta qualche minuto a ricevimento forse, o poco più, a fronte di decine di post commossi e disperati di gente che Giovanni lo conosceva davvero. Anche di alunni che avevano visto la loro carriera di classicisti inzupparsi di una pioggia di votacci in greco e latino. Non se lo chiede lei il perchè? Perchè ragazzini che cominciano il liceo scrivendo “abbasso la scuola” sui muri e falsificando le firme delle assenze ora siano stretti in un unico abbraccio tirando su con il naso per la morte del loro professore delle materie più temute e più dure del liceo classico? Giovanni era sopra le righe, fuori dagli schemi. Non scendeva a compromessi con la diplomazia che spesso ti costringe ad indossare una maschera che non senti tua. Lui era se stesso. E come tale si proponeva, con i suoi “impiccati sul posto”, e con il suo conseguente impegno nel dare una mano a chi restava indietro (senza far spendere centinaia di euro ai genitori, come dice lei caro enzo, che probabilmente non è al corrente del fatto che il prof.Zanoni era sempre in prima linea nel tenere i corsi pomeridiani di recupero per gli studenti che ne avevano più bisogno, corsi assolutamente GRATUITI).
Concludo con una riflessione. Giovanni era un uomo ruvido, è vero. I suoi modi a volte era bruschi, le sue reazioni avevano sempre l’irruenza della spontaneità, della passione, mediata però dall’intelligenza di sapere chiedere scusa, di sapersi sedere ad un tavolo per confrontarsi con l’Altro.
Ma per quanto leggo finora, le sue maniere non sono mai state travisate, e anzi, l’affettto che le guidava è sempre stato colto. Credo dunque, che -ahimè per lui- chi non ha saputo capire ed apprezzare Giovanni, fosse banalmente sprovvisto dei mezzi per farlo. Mezzi che forse, essendo già un genitore di un ragazzo che frequenta il liceo, e quindi probablmente non più giovanissimo, forse è troppo tardi per procurarsi. Le auguro comunque di non mettere la parola fine alle sue ricerche, di non arrestarsi mai. Chissà che un giorno…..
Bah Abbate non era per fare polemica, penso che qui stiamo gia’ ricordando il nostro Profe che tanto ha dato a tutti. Non e’ una gara a chi fa la campagna di celebrazione piu’ bella. Molti qui hanno espresso parole bellissime nel descrivere come avevano vissuto l’uomo e l’insegnante. Chi ancora e’ al Maffei penso si stia mobilitando per far si’ che la scuola in cui studia raccolga al meglio quanto trasmesso dal professore, anche istituendo occasioni di celebrazione ufficiale. IL suo grande impegno anche extradidattico deve essere portato avanti, se ci son studenti disposti a farlo. Ognuno e’ libero di ricordarlo come vuole, penso che tutti abbiano fatto tesoro dei momenti passati con lui, di certo non e’ una gara a chi fa la cosa piu’ vistosa. Anche tu, come altri, sei libero di celebrarlo e ricordarlo come piu’ ti pare giusto, ma essendo la tua celebrazione una celebrazione pubblica, ed avendo essa avuto un lancio ENORME dalla stampa veronese (che ha fatto passare la tua iniziativa, indubbiamente condivisa da molti, come iniziativa di tutti, blogger e studenti)mi sono permesso di esprimere una mia piccola nota di dissenso, guidata dall’emozione del momento. Non mi piace l’idea, per poter dire questo non mi pare di dover organizzare per forza qualcosa di alternativo e altrettanto di risalto, visto che penso di portare con me ogni giorno anche un pochettino di quanto zanoni, come tanti altri professori, mi ha insegnato sulla vita, e ora dunque vado avanti con la mia vita pieno di affetto e riconoscenza verso di lui, sicuro che sarebbe stato contento del mio percorso.
The fab One, nessun modo di ricordare il professor Zanoni è piu giusto o bello di un altro.
Non conosco ne te ne Luca Abbate ma CREDO che ognuno debba essere libero di ricordare una persona che gli ha dato molto nella maniera che preferisce.
Non volevo intromettermi nella discussione ma una cosa che ho sempre detestato sono le persone che, alla scomparsa di qualcuno, si permettono di dire “non lo conoscevi veramente”, “non avevi capito nulla di lui/lei” insomma chi è la persona x per dire una cosa del genere alla persona y??
il prof Zanoni ha trasmesso qualcosa ad ognuno di noi e tutti hanno il diritto di ricordarlo come meglio credono.
qualcuno preferirà ricordarlo in silezio pensando a piccoli episodi che lo riguardano (come farò io), qualcun altro preferirà ricordarlo in modo visibile a tutti (e anche alla famiglia che, da quel che so, ha apprezzato molto i gesti e le iniziative da parte di tutti).
con questo spero che la polemica si concluda…buona serata a tutti
Ho detto le stesse cose che hai detto tu nel mio post precedente
buona serata
Io e mio marito abbiamo incontrato il prof. Zanoni il 4 dicembre u.s., in occasione della presentazione del liceo agli studenti di 3^ media. Era stato insegnante, di nostro figlio e desideravamo che anche nostra figlia potesse incontralro e sentirlo parlare almeno una volta! Non è stato tenero con quei preadolescenti, alcuni se ne sono andati presto! Era arrabbiato, ma era il suo cuore che parlava, la sua passione per questi ragazzi, voleva incitarli a non arrendersi alla mediocrità, a puntare sempre in alto per diventare uomini e donne liberi!
Grazie Professore, Dio le ha donato un’intelligenza fulgida e un cuore grande che Lei ha sempre speso per i nostri figli senza risparmio!
Vedere tante persone che ricordano Gianni con tanto affetto e riconoscenza, mi fa capire quanto noi insegnanti possiamo dare, se ci riusciamo, di positivo e costruttivo ai nostri studenti, ma anche quanto, come qualche genitore in più di un’occasione anche in questo caso evidenziato, può creare danni, poco amore per ciò che impara e per quello che gli viene insegnato.
Io parlo da collega ed amico di Gianni e vi dico, senza retorica, che la sua capacità di comunicare, il suo entusiamo sono cose che resteranno nelle menti di chil’ha conosciuto e serviranno per migliorare il proprio lavoro sia di studente che di insegnante e tanto più di genitore.
Grazie a tutti.
Roberto Maccadanza
chi muore è sempre un Grande, possibile che rimaniamo solo con la feccia? Non ci accorgimo mai di chi abbiamo accanto? Intitoliamo una via a quest’uomo, portiamoci i nostri amici e diciamo “era il mio prof…” mi sembra molto ipocrita tutto cio’. Nipote di un podestà fascista, professore nella scuola piu’ spocchiosa di verona, cosa rimane? nulla.
“Caro”Chicco..
ipocrita sei tu,razza di sbruffone..che pur nn avendo frequentato il nostro liceo e le persone fantastiche che ne fanno e ne facevano parte ti permetti di dire una cosa simile..sii meno invidioso in futuro..
E impara ad avere più rispetto per la vita degli altri.
Zanoni è stato il Professore di mia figlia; una volta ci siamo trovati in un faccia a faccia a discutere sui valori della famiglia; avevamo idee contrarie, è stato uno scontro, ma proprio da quello scontro è nata tra noi un’intesa particolare, fatta di sincerità e stima. L’ho intravisto alla messa di Natale di mezzanotte, come ogni anno a Sant’Anastasia,mi rimane il rimpianto di non averlo salutato per l’ultima volta, lo facco qui. Arrivederci Professore, La ricorderò sempre e Le dico ora quello che a Natale con tutta quella gente non sono riuscita a dirLe: su quante cose aveva ragione!!
Caro Chicco..se solo avessi avuto la fortuna di conoscere il professor Zanoni sapresti che di elogi nei suo confronti ne sono stati fatti tanti anche quando era ancora con noi, non solo adesso che non c’è più.
“nipote di un podestà fascista”…e quindi? le persone meritano di essere ricordate per quello che sono state, non per essere stati “il figlio di, la moglie di, il nipote di”.
Mi da anche un po’ fastidio risponderti, perche dimostri ignoranza, supponenza e maleducazione. Ma non ce la faccio a stare ferma e non replicare.
Aver frequentanto “la scuola più spocchiosa di verona” (non ci avrai messo piede e conosciuto persone come il prof. Zanoni,e altre centinaia di splendide persone tra alunni e docenti, ecco perche parli cosi) mi impedisce di essere gretta e meschina come sei tu e soprattutto mi impedisce di inserirmi nei discorsi in momenti e modi poco opportuni, be…ne sono fiera, molto fiera.
Poi credo che il prof. Zanoni non abbia assolutamente bisogno di essere difeso, men che meno quando le accuse partono da un imbecille che neanche lo conosceva e che si basa su degli articoli di bassissimo spessore de L’Arena.
Sono stato allievo di Giovanni negli ultimi due anni del mio altrimenti grigio liceo. Non fu amore a prima vista per me, ma ammirai subito le doti di insegnante e uomo di lettere. Le qualità umane, cominciai ad apprezzarle in seguito, dopo un annetto forse, e devo dirvi che raramente ho incontrato persone simili. Gli devo moltissimo, per avermi aiutato a cavarmela in una situazione non facile ai tempi del liceo, per avremi spinto poi a fare i viaggi che avrei altrimenti rimpianto, per avermi insegnato che quello che vogliamo è a portata di mano, basta avere la forza di prenderlo.
Giovanni ha accettato di confrontarsi con me su tutto, ha accettato il mio odio e disinteresse (esplicitamente dichiarato) per la classicità che adorava, ha accettato che io fossi orgoglioso e polemico e a volte presuntuoso. Mi ha preso com’ero e, senza provare a cambiarmi o influenzarmi, mi ha fatto tirare fuori il meglio di me. Ripensandoci, questo non è da tutti.
Io gli devo tanto (e credo di non essere il solo, vista la partecipazione ai funerali).
Fare un pezzo di strada al suo fianco è stato un onore e un privilegio ed ora bisogna provare ad esserne degni.
Chicco, Chicco…Ipocrisia?
Nipote di un podestà fascista? Ma lo sai che a Lazise la famiglia Zanoni, ai tempi della guerra, insieme alle altre famiglie più in vista, o fortunate, o “siore”, al sabato regalava ai bisognosi i prodotti delle loro campagne per non farli crepare di fame? Che il podestà Zanoni era cercato come una persona saggia ed intelligente, prima che come un’autorità civile, in caso di controversie da dirimere?
Pensi che al funerale di Gianni, adesso che fortunatamente e da decenni le condizioni di Lazise sono notevolmente migliorate,nessun cittadino sia voluto mancare per omaggiare indirettamente il defunto politico di un regime decaduto?
Non ti viene in mente che si possa essere persone in gamba anche se si ha la fortuna di nascere bene? Sono stata maffeiana, non sono “figlia” o “nipote di”,non sempre ho condiviso le idee o gli atteggiamenti di chi mi parlava dalla cattedra o sedeva accanto a me, ma sul livello della preparazione che tale liceo(ed alcuni insegnanti) mi hanno dato, beh…devo solo ringraziare.
Ci sono molte persone valide che grazie a Dio non sono morte (ed alle quali è possibile esprimere personalmente il proprio apprezzamento), non resta solo la feccia, ma ce ne sono tante che se ne sono andate.
E’ tanto brutto tacere invece di dire gratuite cattiverie?
Non ce la faccio a leggere ’ste cose ed a mozzicarmi la lingua, proprio no.
Ho conosciuto Giovanni 7 anni fa, quando sono arrivata, insegnante alle prime armi, al Maffei. All’inizio la sua cultura sconfinata, la sua intelligenza geniale e i suoi modi appassionati, a volte ruvidi e sempre pungenti, mi hanno messa in soggezione, e per qualche tempo ho nutrito perplessità sui suoi metodi didattici. Ma poi, poco a poco, ho capito. Avevo sbagliato tutto. Solo chi si ferma alla superficie e non ha fatto vera conoscenza di lui può dire che fosse una persona arrogante, o attribuirgli chissà quali difetti. Invece era il professore più grande e strepitoso del mondo, completamente consacrato ai suoi studenti e alla sua scuola, ed era un uomo di umiltà profonda e moralità altissima. Tra tutto quello che di bello e grande si è detto e si dice di lui, e che è TUTTO VERO, la cosa che più mi piace ricordare è la sua dolcezza. Sì, Giovanni era una persona dolcissima,capace di una delicatezza, di una tenerezza e di una sensibilità del tutto straordinarie. Perché era un UOMO BUONO. Prima maestro, e poi amico, amico vero, che nella sua discrezione profonda mi aveva lasciato entrare nella sua vita, Giovanni è diventato un pezzo del mio cuore. Non ho potuto scrivere nulla prima di oggi, per il dolore e lo sbigottimento. Ma ora, mentre faticosamente, attoniti e perduti, cerchiamo di proseguire la strada, dietro le sue orme, non posso tacere. Giovanni era la persona più grande e meravigliosa che potesse esistere. Vivere senza di lui è possibile solo nell’attesa di ritrovarlo, con quel suo sorriso intelligente e dolcissimo, un giorno. Amico mio, amico carissimo, il migliore di tutti noi… a presto! Tua, con tutto il cuore e per sempre
Erica
No caro chicco. Chi muore non è SEMPRE un grande. A volte capita che muoiano anche i grandi, e questo è uno di quei casi. Non resta solo la feccia, alcuni “grandi” professori del Maffei che hanno in più occasioni dimostrato di non venire a scuola solo per ricevere uno stipendio hanno lasciato un post proprio in questa discussione. E ne approfitto per ringraziare anche loro. Perchè una cosa è vera…tanti di noi hanno trovato la forza di dire al prof Zanoni quello che è stato solo quando lui ormai non può più sentirlo. Sarebbe bello imparare questa lezione, e sforzarsi di non avere più rimpianti. Quindi grazie anche a te Roberto. Tu, giovanni e pochi altri/e siete stati dei grandi punti di riferimento. E ve ne sarò sempre grata
Rachele Zanchetta
Chi scrive senza conoscere ciò che succede nella nostra scuola commette un grosso errore. Noi non siamo la scuola dove si va tutti d’amore e d’accordo, ma grazie a persone come Giovanni Zanoni, Erica e tanti altri si possono creare situazioni di vera amicizia e grande collaborazione professionale. Sono le persone come Rachele che rendono tutto questo possibile perchè ci fanno capire con le loro parole (un abbraccio forte da parte mia ad una delle mie più care studentesse!)che ciò che facciamo può lasciare un piccolo segno in ogniuno di loro.
Caspita, è passato già un mese! Ancora non riusciamo a smettere di pensare al profe che tanto ha segnato i destini di noi studenti. Ho visto che domani al Maffei celebrano la “Giornata della Memoria”: chissà se ricorderanno anche Zanoni. Io negli 8 anni che sono passati da quando l’ho conosciuto non l’ho mai dimenticato. Così come non ho dimenticato i terribili anni del ginnasio dove solo il lato umano dei professori di allora (Zanoni, Maccadanza, Zanini, Zenatello…) sono riusciti a farmi andare avanti. Ha ragione il Macca qui sopra, e sono contento che un profe come lui abbia scritto su questo blog: i segni rimangono, per fortuna anche quelli buoni!
E’ stato bello avere avuto un po’ di attenzione da Zanoni, allora, senza che lui fosse il prof. della mia sezione; sono felice che il Maffei non sia più conosciuto solo “una scuola di cagoni” (come viene considerata) ma anche come un luogo dove professori intelligenti EDUCANO (bravo LucaAbbate che sottolinea qst aspetto) alla civiltà, alla vita!
Ne approfitto per salutare i bravi profe che restano, sperando che davvero abbiamo imparato da Zanoni “come si fa”! Buon lavoro!