11 ottobre 2007, 18:16

La Giunta Tosi ha revocato la delibera della precendete Giunta Zanotto n.21/2006 che derogava la Legge Regionale Veneto 10/1996 circa i parametri relativi per alla superficie utile degli alloggia di edilizia residenziale pubblica. Traduco: ora, di nuovo, per ottenere l’idoneità alloggiativa necessaria agli extracomunitari per rinnovare il permesso di soggiorno, chiedere un ricongiungimento familiare o semplicemente lavorare, saranno necessari 46 mq calpestabili per una persona, 60 per due, 70 per tre, 85 per quattro, 95 per cinque e più di 110 per più di cinque. La delibera Zanotto prevedeva, invece, 14 mq a testa per le prime quattro persone e 10 mq dalla quinta in su.

Vi dico come stanno le cose. Ve lo dico perché io all’ufficio idoneità alloggiativa ci lavoro. La delibera "Zanotto" fu motivata dal fatto che i parametri regionali erano decisamente troppo restrittivi. La metà degli alloggi risultavano non idonei. E non sto parlando di casi di dieci persone in un buco di casa – non idonei prima quanto adesso. Sto parlando di papà, mamma e bambino con una casa di, mettiamo, 50 mq calpestabili: non idonea. Quindi niente permesso e/o niente lavoro. La mamma o il papà avrebbero dovuto trasferirsi. Situazione ancor più spiacevole se la casa era di proprietà. Uno ha appena acceso un mutuo da centomila euro e ti vengono a dire (dopo) che lì non ci puoi abitare. Ciliegina sulla torta, di quei parametri per l’edilizia pubblica, l’edilizia pubblica se ne sbatte, per gli immigrati quanto per gli italiani, visti i non pochi casi di persone con contratto AGEC o ATER non idoneo.

Allorché, per porre rimedio ad una situazione piuttosto grottesca, la giunta Zanotto fece suo un paragrafo dell’articolo 77 del Regolamento Edilizio del Comune, come sopra descritto. Passando da un eccesso all’altro, ovvero il raddoppio circa della capacità alloggiativa, e provocando l’insorgenza di casi di realistico sovraffollamento. Casi che, venuti alla luce, hanno spinto la nuova Giunta al ritorno alla situazione antecedente. Il problema è che entrambi gli approcci sono nati non tanto da una precisa analisi del problema quanto dai rispettivi convincimenti politici. Permissivista la sinistra, rigida la destra. In mezzo gli immigrati e chi, come me, lavora all’ufficio idoneità alloggiativa.

Signor Sindaco Tosi, io certo non propendo per il suo schieramento politico. Ma, parimenti, non approvo la condotta del permissivismo e perdonismo. Ritengo che sia il tutti fuori che il tutti dentro portino, di fatto, ad un incremento del fenomeno della clandestinità. La soluzione, a mio avviso, è niente più che un uovo di colombo: giusti coi giusti e severi con chi sgarra. Nello caso in questione dell’idoneità alloggiativa stiamo parlando di immigrati regolari, residenti e lavoratori. Non rietene che, specialmente nei casi di effettivi nuclei familiari, costringere un coniuge o un nonno anziano a trasferirsi sia una misura drammatica? Guardi, c’è una soluzione semplice semplice e già a portata di mano: il suddetto articolo 77 del Regolamento Edilizio. L’errore della precedente amministrazione è stato quello di estrapolare dal contesto solo una parte, quella che recita che la superficie calpestabile debba essere non inferiore ai 14 mq a testa per le prime quattro persone e 10 dalla quinta in poi. Ma l’articolo 77 indica anche quali debbano essere i parametri minimi delle camere da letto e del soggiorno. In questo modo viene evitato che ogni stanza, quale che sia la sua natura, possa essere destinata al "bivacco", come nei casi di sovraffollamento scoperti, e l’idoneità valutata in base ad un’effettiva, vivibile e sensata capacità. Anche perché, mi perdoni, ma oltretutto è abbastanza allucinante che, essendo l’idoneità alloggiativa chiesta a posteriori (uno la casa deve prima averla, per poterne certificare l’idoneità, no?) non vi sia a monte nessuna norma che regoli l’affitto o la vendita di una casa di diciamo 50 mq a due persone – non idonea – trovandosi quindi gli immigrati nella condizione di aver pagato per una casa e non aver poi diritto d’alloggiarvi.

Da "addetto ai lavori" mi permetto quindi di invitarLa a ripensare la totale abolizione della delibera 21/2006 per ripiegare piuttosto sull’integrazione effettiva dell’articolo 77 del Regolamento Edilizio che, più che Legge Regionale Veneto 10/1996, rende l’equa misura della reale idoneità abitativa di un alloggio.

Cordiali saluti e buon lavoro.

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18 commenti
  1. conoscere come stanno le cose è fondamentale. Grazie per le informazioni che ha postato…penso che nessuno più di te che lavori con questa materia potesse spiegare meglio la situazione.
    E come al solito…la soluzione non l’hanno azzeccata al comune…

  2. Grazie.
    Ottimo post.
    Domiziano sindaco!

  3. Par mi luni i me licensia. :-D

  4. Quando stamattina l’ho letto sul giornale non ci volevo credere. Ora invece mi è più chiaro e mi convinco.

    Mi sfugge però una cosa (e la chiedo a Domi, visto che è bene informato)… dato che siamo in Italia, non è che per caso si tratti solo di un enunciato senza alcun seguito pratico (ossia qualcosa che soddisfi gli elettori in linea con i principi epuratori della razza veronensis)? O davvero mandiamo a casa chi non sta nei miseri parametri?

    Grazie per il post. Auguri per il lavoro lunedì ;-)

  5. Se non gli diamo l’idoneità alloggiativa non possono rinnovare il permesso di soggiorno o cominciare a lavorare, a meno che non trovino un altro alloggio, cosa di cui dubito. Dubito pure che uno che sta qui da cinque anni da un giorno all’altro se ne voglia tornare a casa. Per cui v’è il rischio che “sprofondino” nella clandestinità e nel lavoro nero.

  6. un po’ troppo politichese.
    traduci in italiano.

  7. Tranquillo, domi.
    Nessuno può immaginare quale sia il nome che si cela dietro il tuo diabolico e misterioso nick.

  8. Una casa idonea per 5 persone diventerà idonea per 2. Le altre 3 dove se ne vanno? Certo, magari 5 è stato un errore. Ma pure 2. Facciamo 3?

  9. Ahahah. Come no. Soprattutto dopo che ho mandato il post al Corriere di Verona. :-D

  10. e io cosa devo dire che abito il 28mq????????????

  11. Il fatto è che la legge regionale parla di edilizia pubblica. Per cui, per i privati, non dovrebbe valere. Ma allora perché vale per gli immigrati in alloggi con contratti privati se non addirittura di proprietà?

    E ripeto io non sono certo un difensore degli immigrati a spada tratta. Ma riconosco un’ingiustizia, quando ne vedo una.

  12. Sono un filino disilluso.
    Secondo voi a quanti veronesi frega di sta cosa?
    Quale eco potrebbe avere nei titoli di un tg della sera?
    Zero.
    Purtroppo.
    Ognuno pensa a sè.
    A quanti veronesi frega della qualità dell’aria?
    A quanti veronesi frega d’avere un parco in centro?
    Temo, Domiziano, che Flavione non ti cagherà.
    Almeno ti rimane il posto di lavoro, che di questi tempi non è poco.

  13. Non ho capito bene una cosa: quando parli di calpestabili ti riferisci ai metri o ai diritti?
    A occhio direi i secondi, ma posso sbagliarmi.
    In ogni caso, per qualche mese (diciamo fino a gennaio) un letto, un posto a tavola e un pc posso passarteli.

  14. Mi auguro che i tanti datori di lavoro (veronesi-veneti-italiani) si facciano vivi in comune per consentire ai loro dipendenti a rischio abitabilità di rimanere nelle loro case.

    Se venisse qualcuna a vivere con me, sarei anche io a rischio!! Spettacolo!

    Ci vuole un pò di sana attività di lobbing.

    Chi è imprenditore tra di noi? ;-)

  15. Grazie per le informazioni!! Provvedimento davvero scandaloso… Io stesso se fossi un immigrato sarei non idoneo!!

  16. @Folcus non ho dato della “merda” a te non mi permetterei mai ho detto questo paese di merda ovvero l’italietta, purtroppo abitato da troppi che la pensano come te, nell’ambito di un dibattito in un altro post. Scusate l’off-topics.

  17. Aphrodite anche in 28 cmq brilleresti di luce propria, senza secondi fini.
    Ola

  18. Ottime le informazioni! Approfitto, se possibile dell’addetto ai lavori: c’è speranza di reperire su qualche sito almeno l’elenco della documentazione necessaria per richiedere l’idoneità alloggiativa e magari indirizzo e tel. dell’ufficio competente? Grazie

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