L’ambito semantico del termine dialettale galdega è quello delle feste contadine. Indica i festeggiamenti offerti dal proprietario terriero ai suoi braccianti alla fine della stagione dei raccolti. Quello che un po’ stupisce è la consistente quantità di varianti fonetiche (quelle in cui mi sono imbattuto io: valdega/dandega/galzega) ma nessuna è stata mutuata all’italiano di uso corrente. Vi lascio con due domande: conoscete altre varianti fonetiche? C’è qualcuno che saprebbe estrapolare la radice etimologica?
Se non ne avete mai sentito parlare chiedete ai vostri nonni.







segnalo gazega (z sonora), mi pare… qui in valpo.
dal piccolo dizionario veronese-italiano:
garzèga, cfr galdèga
galdèga (p.), sf. -desinaràre o cena offerta agli operai dal capomàstro o dal proprietario del fabbricato quando l’edificio è arrivato al tetto (cfr. fràsca); E al dì de la galdèga on carnevàle! (A. P.)
mai sentita ’sta parola!
Anch’io conoscevo la versione di coniglione…
@coniglione: anche qui sul confine con vicenza “galdega” ha assunto con tempo quel significato: quando i muratori espongono “la frasca” sul punto più alto dello stabile è ora di “galdega”.
A questo punto è utile sapere se ci sono differenze “edili”: qui in valdalpone i muratori espongono “la frasca” quando hanno finito di costruire il tetto, prima di consegnare la staffetta dei lavori ad idraulici ed elettricisti per l’impiantistica.
In Valpolicella Galzega voleva dire fare baldoria fare festa in generale, poi ha assunto il significato più specifico detto da Emanuel.
Mi sono informato da un quasi ottantenne di S.Pietro Incariano.
nella mia terra natia si dice bèndiga o bàndiga…..