03 settembre 2007, 15:52

Nella sala convegni Unicredit Group di via Garibaldi, sabato si è tenuto un convegno sul tema Prevenzione del carcinoma della cervice, vaccinazione anti hpv. Special guest dell’evento, promosso dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza con l’appoggio dell’assessore regionale alla sanità del Veneto, on. Francesca Martini, era il prof. Joseph Monsonego, EUROGIN Executive Secretary & Founder, Medical Director Institut Fournier di Parigi.

Si è parlato anche di Gardasil, indebitamente osannato come the only vaccine that may help guard against diseases that are caused by human papillomavirus (HPV) Types 6, 11, 16, and 18. Efficace, qualcuno dice, al punto da rendere inutile lo screening. L’ Ulss 20 di Verona, al contrario, aveva espresso forti perplessità.

Angela, pure lei molto perplessa sull’utilità del vaccino, era presente.

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16 commenti
  1. Mille grazie a Verona Blog per lo spazio che ha concesso in queste due settimane, i contatti che ho avuto sono stati numerosissimi e certo adesso c’è qualcuno in più a sapere dei dubbi attorno alla vaccinazione. Per essere esatti al convegno si è parlato molto anche del Cervarix, il vaccino HPV della GlaxoSmith, e, notizia che ha dato l’Assessore Martini, il vaccino sarà gratuito per le dodicenni da gennaio 2008 e al 50% del suo costo effettivo per tutte le ragazze e donne di età differenti. Credo sia l’unica regione italiana ad aver previsto quest’altra soluzione.
    Altra precisazione importante è che al Convegno si è parlato chiaramente della necessità di affiancare la vaccinazione allo screening, il vaccino infatti non copre per tutti i ceppi di Papilloma virus.
    Grazie Emanuele per l’attenzione che hai dedicato a questa vicenda.
    Tasti

  2. Se, come si legge, l’evento era sponsorizzato da glaxosmithkline è abbastanza logico pensare che si è parlato molto di Cervarix, visto che la casa ne ha tutto l’interesse.

  3. Vedo che quì ci sono persone più informate di me, come tale sarei grato se qualcuno mi indicasse documentazioni per chiarirmi alcuni dubbi.
    Vanno bene anche molto tecniche visto che ho buone basi di chimica organica, biologia molecolare e genetica.

    Tento di esprimere i miei dubbi in modo più chiaro possibile.

    L’HPV è dichiarato come causa del 98% dei cancri alla cervice uterina. Tale virus attacca indifferentemente uomini e donne, ma allo stato attuale non viene correlato al cancro del pene o del retto.
    Poiché bio-geneticamente parlando la cellula epiteliale maschile e femminile hanno pochissime differenze, come viene giustificata la differente reazione?
    Quando un virus infetta la cellula vi inietta il proprio DNA alterandone il funzionamento, ma questa alterazione affliggerebbe entrambi i sessi.

    Oltretutto di HPV ne esistono circa 70 ceppi, alcuni pericolosi, altri molto meno, che senso ha un vaccino che ne copre 4 (il 5,7%).

    Un altro dubbio è di natura statistica. Ora non so esattamente a quanto ammonti la popolazione femminile in Italia, per ipotesi diciamo il 50% anche se sicuramente è per difetto.
    Dunque siamo 57milioni, quindi la metà sono 28,5 milioni.
    Il 70% di queste contrae almeno una volta nella vita un infezione genitale da HPV, sono 19,95milioni.
    Ogni anno si ammalano di cancro della cervice 3500 donne, tenendo conto di un periodo dai 20 ai 60 anni sono 3500*40=140mila.
    Questo implica che matematicamente lo 0,7% delle donne che contraggono un infezione da HPV contrarrà il cancro.

    Ora magari sarò cinico, freddo e matematico, ma l’oncogenicità dell HPV almeno sulla carta fa venire dei dubbi.
    Mi aspetterei che un virus a così ampia diffusione mostrasse un attività ben più marcata.

    Infondo se ci pensate il 98% dei cancri alla cervice è causato dall’HPV, ma statisticamente anche il 70-75% delle persone che contraggono il cancro al seno ha avuto contatti con l’HPV.

  4. Nel 1962 Papanicolau l’inventore del PAP-test disse che se nel mondo cosiddetto civile una donna muore per carcinoma invasivo della cervice uterina questo è un errore della medicina.
    Oggi noi vediamo 3-4 cancri invasivi e quindi letali di questo tipo.
    di solito donne che non si sono sottoposte mai al pap-test.
    Il pap-test ha lo scopo di individuare lesioni potenzialmente maligne è uno screening e come tale induce a successive indagini e o terapie che impediscono qualora la malattia sia individuata di progredire.
    L’HPV è un virus assai diffuso e con molti cepppi, le normali verruche, i condilomi sono dovute ad es. ad esso. Solo nella cervice uterina però alcuni ceppi trovano il terreno per integrarsi nel DNA delle cellule epiteliali di quella sede e provocare modificazioni progressive.
    Il maschio al massimo presenta condilomi e in nessun altro organo salvo casi particolari l’HPV ha potere oncogeno.
    Circa il Vaccino ovvio che per ora c’è una lotta tra produttori per acapparrarsi il mercato, l’ideale è per ora a mio modesto avviso vaccinare tutte le donne sotto i 12 e poi monitorare con il PAP-test l’efficenza del vaccino per un pò di anni. Mi è un pò diffficiel scendere ne perchè e nel percome l’oncogenicità di alcuni ceppi è selettiva per la cervice ma vi asssicuro che è così cosi come altri virus oncogeni come l’HBV sono selettivi solo per il alcuni soggetti e alcune regioni del mondo.
    Vi invito a consultare la rete non tanto sul vaccino ma sulla prevenzione del carcinoma della cervice uterina, sul PAP-test.
    P.S: Ultimamente noi abbiamo introdotto oltre al PAP-test un test di biologia molecolare che individua i ceppi ad alto rischio da quelli a basso rischio, è molto utile per prevedere l’evoluzione della malattia.
    Per ora tutto resta nell’ambito dell’individuazione precoce delle lesioni potenzialmente evolutive e nella loro cura. Il vaccino sarebbe una prevenzione primaria. Ma come a l solito ancora una volta prevalgono aspetti di mercato su quelli di Welfare reale. Comunque a mio avviso è una strada da percorrere.
    Se avete dubbi ponete domande precise se riesco vi rispondo dettagliatamente.

  5. Io ho trovato un medico ASL al distretto che mi credeva scema perchè io ci tenevo a fare il paptest una volta all’anno, e il signorino non me l’ha fatto.
    Inutile dire che dopo questa esperienza ho cercato un medico all’AIED.

  6. l’HPV è correlatoal cancro al pene e al retto. E al cancro alla gola.
    Al laboratoriogenoma trovi un documento “tecnico”.
    Non sono in grado di mettere in dubbio l’oncogeneticità dell’HPV… certo che se l’HPV non fosse correlato al cancro la vaccinazione mondiale in corso è per prevenire le verruche genitali?
    No, io credo che sia stato sufficientemente dimostrato che il virus HPV sia causa necessaria del cancro alla cervice dell’utero, pene, retto e gola… vero Ola? Perchè se così non è si apre un’altro abisso per me, il vaccino infatti verrà distribuito presto anche per i maschietti, e se i maschietti non ne hanno bisogno qualcuno dovrà pur dirlo, no? Vi consiglio, diversamente da Ola, di consultare la rete sul vaccino, meglio sapere cosa fanno della nostra salute. Il pap test va comunque affiancato al vaccino che non copre da tutti i ceppi di HPV.

  7. @Ola, ho cercato un po’ in internet per quanto mi abbia permesso il lavoro.
    Le uniche documentazioni che ho trovato parlano di analisi statistiche di co-incidenza dell’infezione da HPV e del cancro della cervice.
    Niente prove in vitro.

    Riguardo al collegamento del HPV con cancri delle mucose del pene, della bocca e del retto, sono tutt’ora solo ipotesi derivate dalle ricerche sul cancro della cervice, ma non suffragate da prove.

    Premetto che vado a memoria, ma mi pare di ricordare che i virus oncogeni siano specifici per le tipologie di tessuto e non per il sesso.

    Ora sto tentando di correlare i pochi dati a mia disposizione per colmare alcune lacune.

    1)L’HPV è nella maggior parte dei casi asintomatico e l’infezione regredisce spontaneamente.
    Questo indica che l’HPV non è molto virulento, ha una capacità di riprodursi limitata e il sistema immunitario controlla facilmente l’infezione.

    2) Prendiamo ora in esame il processo di replicazione virale. Una volta che il virus ha infettato la cellula ne utilizza i normali meccanismi biochimici per replicare il proprio DNA, tal volta questa operazione porta alla formazione di DNA anomalo all’interno della cellula ospite che qualora sopravviva alla gemmazione del virus può risultare tumorale.
    Questo meccanismo è replicabile in vitro, ma non trovo informazioni a riguardo.
    Sarebbe comunque possibile un controllo incrociato dei nucleotidi, le differenze fra il DNA del paziente e quello delle cellule tumorali dovrebbero essere riconducibili a particolari sequenze del virus.
    Eppure anche a questo riguardo non sono capace di trovare nulla.

    Parlano dell’ HPV-DNA Test che ricerca l’intero frammento di DNA del virus, quindi ne rileva la presenza.

    Ho trovato discrepanze abissali sui numeri (da 33.000 casi/anno a 12.000casi/anno per l’Europa).

    Per dare un esempio cito da altro sito
    “Grazie all’avvento di metodiche di ibridizzazione molecolare (HCII) è stato possibile identificare la presenza del DNA virale a livello delle cellule che ricoprono la superficie della cervice uterina

    E’ stato altresì dimostrato come la persistenza dell’ infezione sia una condizione necessaria per il processo di carcinogenesi cervicale”
    Questo in breve dice che l’infezione deve essere persistente e nelle analisi hanno trovato il DNA dell’HPV.
    Scusate, ma a me pare abbastanza probabile trovare il DNA del virus su un tessuto che è infetto.

    In quel documento si parla abbastanza tecnicamente di come avviene la mutazione genetica nella cellula.
    Nel caso che il DNA virale venga integrato nel DNA ospite esiste un sito E2 che qualora venga funzionalmente disattivato provoca una sovraesposizione delle proteine codificate dai siti E6 ed E7 e la probabile trasformazione della cellula ospite in cellula tumorale.

    Non riesco però a trovare informazioni riguardo ad una ricerca di tali proteine all’interno di cellule tumorali, dopo aver rimosso il virus dal tessuto in analisi.

    Comunque a mio giudizio il documento si basa, come moltissime altre ricerche sulla presenza del virus in donne con cancro alla cervice, ma questo è sufficiente per dichiararlo come “causa scatenante” (anche se alcuni lo declassano a con-causa)?

  8. Alcuni ceppi di HPV si integrano nel genoma delle cellule cervicali provocando mutazioni del DNA o megli integrandosi nel DNA epiteliale squamoso della cervice uterina e provocando una serie ingravescente di lesioni preneoplastiche individuabili con il PAP-test il vaccino somministrato in età giovanile copre la possibilità di fare si che i ceppi più pericolosi non intettino le cellule suddette. Per quamto poi riguarda la progressione tumorale non accade quasi più che con i mezzi a nostra disposizione una donna muoia per carcinoma cervicale invasivo lo prendiamo prima con la prevenzione secondaria.
    Vaccinando tutte le ragazzine i risulatati si vedranno fra 25-30 anni tale è il tempo che se un infezione da HPV lasciata a se stessa si esplichi in un carcinoma invasivo avanzato.
    Per cui anche per il fatto che il vaccino non coprirebbe tutti i ceppi lo screening con il pap-test resta ad oggi insostituibile.
    Detto ciò invece ben diversa è la situazione nei paesi del terzo mondo dove il carcinoma cervicale invasivo è frequente perchè non c’è prevenzione delle lesioni preneoplastiche.
    Circa le lesioni ad altri organi il carcinoma del pene è rarisssimo e spesso non correlato all’HPV così come molti altri carcinomi squamosi (laringe, polmone etc. etc.) la cervice uterina è sensibile anche per la sua ormono sensibilità all’azione dell’HPV ed infine molti SIL low grade ovvero displasie lievi regrediscono spontaneamente.
    La progressione verso il SIL ad alto grado e/o il carcinoma in situ è percentualmente molto bassa e anche quand’anche il carcinoma è in situ è guaribile con un intervento detto conizzazione.
    Mi rendo conto che il discorso sembra difficile ma in realtà la prevenzione ha prodotto già risulatati eclatanti. Le donne che muoiono di carcinoma uterino non muoiono di carcinoma cervicale ma bensì di carcinoma dell’endometrio che con l’HPV non c’entra nulla anzi ha fattori di rischio opposti analoghi a quelli del carcinoma della mammella che pure con l’HPV non ha nulla a che vedere.
    Se ci riesco metto nel mio blog un post più “concreto” sul problema tratto dalle nostre lezioni e dai nostri testi più recenti di ginecopatologia.

  9. Vi do un sito a mio avviso abbastanza esplicativo
    Chiarisce alcuni punti come il fatto che la maggior parte delle infezioni da HPV contratte regrediscono spontaneamente.

  10. Ecco un altro sito esplicativo http://digilander.libero.it/fertility.it/hpv.htm

  11. Comunque a quanto pare nulla, in nessuna parte del mondo qualcuno ha eseguito prove in vitro di infezione con decorso neoplastico.

    Tutti ribadiscono il “probabile” funzionamento della trasformazione tumorale.

    Tutti ribattono sul medesimo tasto, il 99% delle donne con cancro alla cervice hanno avuto un infezione da HPV.
    Certo che senza prove in vitro posso dare statistiche migliori.
    Il 100% delle donne con cancro alla cervice ha le tette e il ciclo mestruale, ha contratto l’influenza, il raffreddore, respira ossigeno, assume proteine, grassi e carboidrati.

    Il mio dubbio rimane sempre lo stesso. La coesistenza dei due fattori, Cancro alla cervice ed infezione da HPV, è sufficiente a giustificare una correlazione diretta fra i due, considerando che uno dei due fattori è presente nel 75% delle donne (e quindi se i due fattori non avessero nessun collegamento comunque il 75% delle donne con cancro avrebbe comunque contratto l’HPV)?

  12. …avete deciso di mettermi in crisi? volete dire che l’Hpv sta al cancro come… la febbre alla peritonite?
    Non so se c’entri nulla, ma vi segnalo un documento di diagnostica molecolare
    http://150.146.201.200:8080/PAAS/servlet/viewFile?nomeFile=1/3/Bevilacqua.doc
    Devo preparare un cd per Beppe Grillo sul vaccino e le polemiche inerenti, potreste curare l’aspetto della correlazione? (Dev’essere pronto per il 16)

  13. Diciamo che più che una affermazione è un dubbio, poiché apparentemente nessuno dice il “contrario” con analisi specifiche.
    IL virus HPV è largamente diffuso ora il fatto che il 99% delle donne affette da cancro alla cervice abbia contratto tale infezione può essere interpretato in 3 modi.

    1) L’HPV è causa o con-causa del tumore alla cervice.
    2) Il tumore alla cervice rende il tessuto un substrato particolarmente favorevole allo sviluppo dell’HPV.
    3) Nessuna correlazione oggettiva tra i due eventi.
    Quindi la causa del tumore potrebbe essere cercata in uno dei comportamenti sessuali o igenico-sanitari che favoriscono la diffusione anche dell’HPV.

    Ora l’unico modo di avere la risposta è la mappatura genetica delle cellule tumorali e il confronto di queste con il genoma del paziente e del ceppo virale incriminato.
    L’obbiettivo è trovare nel DNA mutato delle cellule tumorali sequenze specifiche del virus.

    Ora magari queste ricerche sono state fatte, ma nessuno ne parla o ne parlano, ma non sono in grado di trovare accenni in rete.
    Io continuo a ribadire di aver dubbi basati su una mancanza di informazioni, non su informazioni diverse.

    Però onestamente, se foste l’azienda produttrice di un prodotto da 500€ al pezzo vendibile a tutte le donne del pianeta …
    Di quanti soldi stiamo parlando?

  14. Alcuni ceppi di HPV possono provocare l’insorgenza del cancro della cervice quello invasivo che fa morire, ma oggo nei paesi occidentali pochissime donne arrivano a questo stadio le lesioni preneoplastiche fino al carcinoma in situ (localizzato solo alla cervice) sono curabili e la malattia avanzata non si manifesta più. Il vaccino renderebbe “inataccabili” quelle cellule dal virus ma come dici tu è un grosso investimento e i risulati si vedranno fra 20-30 anni.
    Casomai andrebbe somministrato prima laddove esiste ancora il carcinoma invasivo perchè non esiste la prevenzione secondaria ovvero lo screening.

  15. Queste ricerche di genoma virale sono state fatte e si fanno in donne affette da displasia cervicale da HPV per suddividere quelle con i ceppi più pericolosi da quelle con i ceppi meno aggressivi che spesso si autolimitano o comunque hanno una progressione assai minore verso le forme più avnzate si chiama vira-test e si esegue su una piccolo prelievo di mucosa cervicale ove si siano riscontrate in colposcopia lesioni compatibili con un CIN di grado elevato.

  16. @Ola il vira test è uno screening relativo alle proteine virali.

    In pratica serve a riconoscere il ceppo virale che sta infettando in quel preciso momento.
    In effetti da sempre esito negativo su donne con cancro alla cervice che non abbiano infezione da HPV in atto.

    In molti casi non si riscontra contemporaneità fra la scoperta del tumore e la presenza di HPV (infezione già risolta), ma sono stati riscontrati i tipici condilomi.

    Servirebbe una mappatura genetica (o cariotipo) comparativo.

    Ora il mio dubbio è vale la pena di investire tanti soldi nella distribuzione di un vaccino ancora incompleto.
    In Italia sempre considerando le donne il 50% della popolazione parliamo di soli 14.250.000.000 (leggasi 14miliardi 250milioni di euro).

    Stiamo parlando di un investimento mondiale di oltre 1.500.000.000.000€ (mille cinquecento miliardi)

    Non sarebbe meglio investire tale denaro nella diffusione del pap-test in altri paesi?

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