23 agosto 2007, 15:41

L’Inail ha reso noti i dati sugli infortuni sul lavoro relativi ai primi 6 mesi del 2007.
Il Veneto è in testa alle regioni del Nord.
La provincia di Verona è seconda per morti (11 contro i 12 di Venezia), ma è in testa per gli infortuni complessivi (11000 come Vicenza e Treviso: 61 ogni giorno).
Raramente gli incidenti avvengono sui monumenti, e generalmente i malcapitati non sporcano (chi interviene in soccorso poi pulisce anche) e nemmeno si ha notizia di accampamenti abusivi di infortunati.
Ma generano lutti, tragedie familiari, invalidità, costi sociali ed economici altissimi.

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14 commenti
  1. quindi che si propone di fare? chiudere tutti i cantieri? obblicare il CSE (coordinatore sicurezza in fase esecutiva) a stare tutto il giorno con fucile a pompa in un solo cantiere a vigilare che l’operaio metta il casco, le cuffie e la maschera protettiva e che non faccia tarzan tra i ponteggi?
    Dall’anno prossimo sarò CSE se tutto va bene e sinceramente oltre a fare una lettera all’impresa, che esegue i lavori, e alla Spisal su cosa ho visto e cosa ho Ordinato d’eseguire in cantiere non posso fare. Se l’operaio non si vuole mettere l’elmetto perchè fa caldo, io lo obbligo a metterlo, ma so già che appena esco dal cantiere lui se lo toglie…i corsi di sicurezza ci sono, le imprese (alcune) li seguono, ma è poi l’operaio che il più delle volte fa solo e soltanto quello che vuole. Lo puoi licenziare, certo, ma lui ti fa causa ai sindacati…e lì non la si finisce più.
    Esperienza personale.

  2. Folcus chiedi a chi si occupa di sicurezza e informati invece di proferire parole nonsense.

  3. Aggiungo vedo che parli spesso di dpi e gran poco di dpa.
    Riflettici.

  4. Il grande gianfalco è di nuovo tra di noi. Bentornato!
    Il problema è davvero terribile. Il veneto è sempre tra i primi posti, nelle cose peggiori…

    Folcus, anche qui vale ciò che ho detto nel post Breaking news…Si cazzeggia su falsi problemi, per produrre fumo, che oscura quelli veri.
    Impera l’ipocrisia e la falsa morale.

    Leggendo le tue righe uno si fa l’idea che i cantieri siano popolati da schiere di aspiranti suicidi….
    Non escludo che spesso chi lavora non indossi il casco…ma escludo sicuramente che tutti i tragici episodi di morti sul lavoro letti sui quotidiani ultimamente avrebbro avuto un epilogo diverso(la morte) se gli sfortunati protagonisti avessero avuto l’elmetto in testa..Suvvia…Si parla di crolli di tetti, di lastre d’acciaio, di ponteggi precipitati…
    Senza parlare di quante volte le vittime sono extracomunitari senza contratto alcuno.

  5. Ola, io mi occupo di sicurezza e nei miei cantieri non è mai avvenuto nulla.
    Emma, il più dei lavoratori nei cantieri sì, sono aspiranti suicidi…tutti i giorni che sono in cantiere li trovo a “volare” sui tetti…invece d’avere l’imbragatura di protezione. e perchè? perchè ci vuole tempo e “rompe” metterla. Parole loro eh!
    se i ponteggi crollano è colpa di chi li ha montati…e in merito ultimamente ci sono controlli maggiori, relazioni nuove (vedi il pimus) ma alla fine non cambia nulla.
    Se il tetto crolla mentre ci lavoravi sopra/sotto allora Tu lavoratore non hai rispettato qualcosa (vedi sistemare in modo corretto i vari cristi di sostegno)…non è sempre colpa del Datore di lavoro…che palle…perchè è lì che si vuole parare…

  6. Ah emma, mi illustri schematicamente quali sono i “probelemi” reali?

  7. Folcus, sei tu l’ingegnere/geometra/architetto/capocantiere.
    Personalmente mi occupo di ben altro. La percezione della gravità del problema me la sono fatta attraverso l’informazione e, in qualche caso perchè conoscevo gli “infortunati”.
    Quindi nessuno schema sui problemi reali. Solo le mie personali opinioni. Ribadisco che sicuramente qualche volta un atteggiamento superficiale del lavoratore avrà pesato sulle cause. Ma anche lavorare in nero “destabilizza” il rapporto qualità/lavoro. Anche essere pagati poco o essere sottoposti a ritmi massacranti. Anche assegnare lavori pericolosi a persone assunte da pochi giorni.
    A parte il fatto che le tragedie non avvengono solo nel settore dell’edilizia, ti rovescio la domanda: fammi lo schema di tutte le sciagurate decisioni che i lavoratori prendono per essere sicuri di morire il più presto possibile, sollevando i dirigenti e i propietari dell’impresa da ogni responsabilità (ovviamente)!

  8. Folcus, quando affermi che “non è sempre colpa del Datore di lavoro…che palle…perchè è lì che si vuole parare…”, innanzitutto mi attribuisci un pregiudizio, e vabbé; ma poi lo confermi perché – stabilito che parliamo la stessa lingua – “non è sempre colpa del datore di lavoro” significa che normalmente lo è.
    Ma non volevo dire questo col post: ho solo voluto evidenziare un problema drammatico che esiste e si espande e che richiede una soluzione seria, quali che siano le origini.
    E, innanzitutto, che è una questione prioritaria rispetto a tante altre che si sbandierano a soli fini di spettacolarizzazione.
    Tutto qui.

  9. Premetto che io per lavoro i “cristi” li tiro quando saltano le partizioni di un server.

    Credo che sia sempre una questione di responsabilità, credo che in genere se si presenta un rischio di vita, ci debba essere sempre l’avvallo di persona preparata a giudicare il lavoro e a pagare le conseguenze in caso di incidenti.

    Se viene giù il soffitto è colpa di chi ha posizionato i sostegni e di chi non ha controllato che il lavoro fosse eseguito correttamente.

    @Folcus, se serve a salvare delle vite, sì il capocantiere passa la giornata ad urlare dietro ai muratori, infondo lo pagano per questo.

  10. gnubit: mica parlo del capo cantiere…parlo del responsabile sicurezza, che è tutta un’altra figura. il capo cantiere gestisce i lavori sul campo, non la sicurezza.

  11. Non me ne intendo e non so quale sia la figura responsabile.
    Comunque sperare che un muratore si attenga di propria sponte alle norme di sicurezza è come sperare che l’utente medio faccia il backup con regolarità.

    Deve esserci una persona, se occorre anche tutto il giorno che controlla e accerta sotto la sua responsabilità che è stato fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.
    Mi rendo conto che comunque il fattore sfiga rimane, ma aiutarlo mi pare esagerato.

  12. beh, è come dire “che la persona si attenga di propria spontanea volontà a mettersi le scarpe per uscire di casa”…è una cosa che con l’andare del tempo per l’uomo è diventato naturale. Così per il muratore dovrebbe essere mettersi l’elmetto, i guanti (ok, parlo di dpi)…
    Il responsabile non può stare su un solo cantiere tutto il giorno, per un fattore semplicissimo, ha una grandissima responsabilità e per stare lì tutto il giorno dovrebbe essere pagato notevolmente tanto…cosa che al giorno d’oggi non è fattibile.

  13. @folcus
    “Il responsabile non può stare su un solo cantiere tutto il giorno, per un fattore semplicissimo, ha una grandissima responsabilità”

    E pieno di lavori che hanno una grandissima responsabilità, e la gente viene appunto pagata per essere lì.
    Pensa se il cardiochirurgo venisse lì, desse un occhiata, lasciasse le direttive e se ne andasse.
    Non so quanto vengano pagati, ma solitamente grandi responsabilità=grandi retribuzioni.

  14. Due morti sul lavoro: a Rovigo e a Parma

    Due morti sul lavoro nel giro di poche ore.

    Un operaio di 52 anni di Rosolina, Giovanni Guzzon, è morto in seguito alle ferite riportate dopo una caduta da un’impalcatura che stava installando.

    L’incidente è avvenuto ieri a Porto Viro, in un cantiere edile nel quale l’operaio stava prestando servizio.
    Guzzon è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Porto Viro, dove i medici hanno tentato inutilmente di salvargli la vita.
    Sull’incidente stanno indagando i carabinieri e il personale dello Spisal.

    Poche ore prima un altro operaio di 19 anni è morto a Noceto (Parma) dopo essere stato travolto da un blocco di cavi e tubi di metallo.
    Il giovane stava lavorando nel magazzino della Esseti, una ditta di servizi tecnici che ha sede nel paese del parmense, quando un cavo di sostegno ha ceduto e l’operaio è stato colpito alla testa e al torace.

    Inutile l’intervento dell’elisoccorso alzatosi in volo dalla pista dell’Ospedale Maggiore di Parma. Sulle cause dell’episodio stanno indagando i carabinieri della stazione di Noceto.
    Pubblicato il: 28.08.07

    Altri due che se ne vanno, lavorare non per vivere, ma per morire.
    Quel che fa ancor più male è, che li pigliano pure per i “fondelli” :
    …. sono loro che si buttano…..dai ponteggi… ( Sic!), si buttano sotto pesanti blocchi in caduta libera….(Sic!)….non vogliono perder tempo ….tempo è denaro……!

    Immaginiamo il responsabile alla sicurezza…. disperato …. correre “affannato” da un cantiere all’altro…. fermare sti pazzi “aspiranti suicida” …… coccolarli, calmarli, mettergli il casco….. (Sic!).

    E che dire del datore di lavoro…… è si, lui ” poveruomo” continua a predicare….state calmi, non correte, pensate alla salute…..non importa se perdete tempo, non importa se rendete meno, noi padroni vi amiamo e non ci interessa il profitto……(Sic! Sic! proprio così…).

    Non so voi, ma la mia depressione sale !!!!
    Un beso – pippo

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