Premetto che non sono un’esperto di diritto. Immagino abbiate tutti sentito la nuova proposta del nostro sindaco al Comitato Provinciale per la sicurezza, già denominata "guerra ai nullafacenti", che consiste nel "rispedire al suo paese chi non lavora per più di 90 giorni di fila". Ebbene, la legge italiana ed europea sono dalla parte di Tosi; mi riferisco in particolare al Decreto Legislativo 30/07 che è l’attuazione della Direttiva Europea 2004/38/CE nei quali si legge chiaramente:
Articolo 1
1. Il presente decreto legislativo disciplina:
a) le modalità d’esercizio del diritto di libera circolazione, ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato da parte dei cittadini dell’Unione europea e dei familiari di cui all’articolo 2 che accompagnano o raggiungono i medesimi cittadini;
b) il diritto di soggiorno permanente nel territorio dello Stato dei cittadini dell’Unione europea e dei familiari di cui all’articolo 2 che accompagnano o raggiungono i medesimi cittadini;
c) le limitazioni ai diritti di cui alle lettere a) e b) per motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.[...]
Articolo 6
1. I cittadini dell’Unione hanno il diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo non superiore a tre mesi senza alcuna condizione o formalità, salvo il possesso di un documento d’identità valido per l’espatrio secondo la legislazione dello Stato di cui hanno la cittadinanza.
[...]
Articolo 7
1. Il cittadino dell’Unione ha diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo superiore a tre mesi quando:
a) e’ lavoratore subordinato o autonomo nello Stato;[...]
Ci sono delle cose che però mi lasciano molto perplesso. Innanzitutto questa proposta è comunque rivolta solo agli stranieri (e questo lederebbe sia la costituzione italiana che la carta dei diritti europea che sanciscono l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge) perché, ammesso che un veronese non abbia un lavoro per 90 giorni consecutivi dove viene trasferito? In secondo luogo, come ho trovato scritto anche su L’Arena on-line di oggi, un’eventuale legge del genere sarebbe di fatto inapplicabile perché:
E’ difficile stabilire se una persona è rimasta a Verona o ha lavorato per i 90 giorni consecutivi a quando è stato fermato la prima volta (ad esempio la casalinga è considerato un lavoro? si considera anche il lavoro in nero? come si conteggiano i giorni di lavoro dal momento che, per quanto ne sappia io, non esiste un ente che certifichi quanti giorni una persona lavora?)
Il comune non ha né gli strumenti legali né gli strumenti economici per accompagnare i trasgressori fino alla frontiera. Per cui, anche venissero superati i problemi che ho già elencato, i nullafacenti potrebbero essere accompagnati al massimo a S. Giovanni Lupatoto o ad Affi (tanto per citare due comuni della provincia) e poi, con una corriera dell’APTV ritornare tranquillamente a Verona.
Senza contare il fatto che il Decreto 30/07 parla di "allontanamento" e non di "espulsione". A questo punto mi viene da pensare che anche questa legge sia assolutamente inutile e, nel caso in cui entrasse in vigore, costituirebbe solo uno spreco sia economico che di forze dell’ordine oltre al fatto che i problemi concreti della città non vengono ancora affrontati.







Non sono d’accordo che la legge lo supporti.
I “permessi di soggiorno per motivi di lavoro” si suddividono in tre categorie:
lavoro stagionale con validità massima di 3 mesi rinnovabile per 3 anni consecutivi
lavoro a tempo determinato validità 1 anno rinnovabile finchè siano presenti i requisiti.
lavoro a tempo indeterminato validità 2 anni rinnovabile finche siano presenti i requisiti.
Il permesso di soggiorno da diritto a risiedere sul suolo italiano per l’intera durata della sua validità.
Come tale per allontanare lo straniero dovrebbe ritirare il permesso di soggiorno, cosa non nelle possibilità del comune.
Inoltre esistono i titolari di carta di soggiorno
coniugi di cittadini italiani già regolarizzati prima del matrimonio
coniugi di cittadini italiani da almeno 6 anni regolarizzati dopo il matrimonio.
La carta di soggiorno ha validità infinita questi come li allontani?
Non dimentichiamoci i religiosi stranieri in italia senza contratto di lavoro o documento attestante la frequentazione ad un corso (scolastico o universitario).
In ultimo ci sono pure i genitori di cittadini italiani.
Il figlio di un cittadino italiano e di uno straniero ha cittadinanza italiana.
Come tale permette al genitore straniero di rimanere in italia praticamente a tempo indeterminato anche se questo non ha contratto regolare matrimonio con cittadini italiani (basta riconoscere il figlio all’anagrafe) e non ha lavoro.
come ho premesso io non sono esperto di queste cose però ho fatto una ricerca (minima) per vedere se questa possibile legge (perchè al momento è ancora una proposta) potrebbe essere attuata per quanto io la ritenga assurda e mi trovi completamente d’accordo con te.
Certo che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma un cittadino italiano è già nel suo paese di origine, giusto?
Sull’inapplicabilità della legge bisognerebbe vedere il testo definitivo per giudicarla, ma è abbastanza ovvio che in mancanza di un contratto di lavoro né casalinghe né lavoratori in nero possono vantare diritti in questo senso.
Sempre la presenza di un contratto di lavoro certifica per quanti giorni una persona lavora.
Sulla seconda parte del post concordo, rischia di essere una legge non applicabile per quanto condivisibile (personalmente) dal punto di vista concettuale.
Ma allora, caro McCoy, visto l’inattuabilità di questa legge, non si potrebbe favorire una politica “sociale” anzichè “economica” mirando all’integrazione al posto di “o sei così oppure te ne vai” cercando di eliminare il lavoro in nero e cercando di creare nuovi posti di lavoro (magari con opere pubbliche finanziate dal comune).
Quello che io critico al nostro sindaco che talvolta ha delle buone idee è il metodo con cui le promuove e cerca di applicarle proponendo, come in questo caso, leggi assurde.
Lavorare in questo modo è solo un spreco di tempo dal mio punto di vista.
Punti di vista. Io ritengo che il cosiddetto “sociale” sia un bella parola che nella pratica non risolve questo tipo di problemi. L’integrazione non si fa creando posti di lavoro inutili, finanziati dal comune. Chi vuole integrarsi veramente, si integra, anche a costo di sacrifici che magari chi è già italiano non deve fare. Quello che io vedo, e che non condivido per niente, attirandomi ovviamente le ire dei numerosi buonisti ipocriti che mai mancano in qualsiasi blog con una certa utenza, sono un esercito di stranieri che si barcamenano tutto il giorno senza una meta e senza un obiettivo che non sia ubriacarsi o mendicare qualche moneta. Questo mentre altri stranieri, anche a costo di accettare inizialmente lavori “umili”, cercano di integrarsi realmente, creando amicizie e interagendo anche con chi non è della loro nazionalità.
Il fatto è che io sono per la tolleranza zero, per “estirpare” gli stranieri di tipo 1 e aiutare e dare tutte le possibilità per crearsi una vita migliore agli stranieri di tipo 2. Tutto il resto sono belle parole di fratellanza buone solo per canzoni hippy.
Non credo tra l’altro che Tosi abbia mai affermato di essere a favore del lavoro in nero. La volontà di eliminarlo si attua con i controlli in tutti quei settori nei quali nero E’ la regola, e con le sanzioni per i trasgressori.
@McCoy in linea di massima sono d’accordo con te.
Però allora prima mi sembrerebbe necessario modificare la legge riguardo a chi offre lavoro in nero.
Altrimenti alla fine si rischia di punire di più la vittima che per esigenza (mangiare) accetta di lavorare in nero piuttosto del carnefice che si arricchisce.
Per le casalinghe il problema non si pone perché tale legge può riguardare solo i permessi di soggiorno per motivi di lavoro, se sei casalinga sei logicamente parente di una persona che ha il permesso di soggiorno per lavoro (o è cittadino italiano) e come tale hai il permesso per ricongiungimento familiare che non può essere sottomesso al contratto di lavoro.
Il problema più grave è che nella nazione con più leggi almondo (il corpus juris italiano è il più corposo in assoluto) si fanno ulteriori leggi anche quando agli occhi di inesperti ne è difficile l’applicazione.
Forse ha intenzione di reintrodurre il reato di vagabondaggio.
C’è poi da dire che credo che Tosi si riferisse ad extracomunitari. In tal senso non so che dica la legge. Certo è che, appunto, il Comune non può certo farsene carico, anche perché, se non erro, l’immigrazione è di competenza statale, non locale.
Dice che vuole fare un censimento dei “NULLAFACENTI” e si riferiva proprio a quelli che dormono sulle panchine o negli anfratti.
Quelli visitati ogni notte dalla Ronda della Carità.
Ditemi che male fanno.
Sarà anche libero, uno di dormire sotto un ponte, o no?
Quanta demagogia in queste proposte.
Buone, solo, per il titolo sul tg di Telenuovo.
Perchè il bello di queste sparate è che poi pochi vanno a controllare quali siano gli effettivi risultati ottenuti.
L’importante, penso, per lo staff del sindaco sia dare l’impressione di offrire una soluzione alle richieste di sicurezza.
Ma queste sono solo palliativi populisti.
Avanti con la prossima. Tutto è possibile!
Nullafacenti o senza fissa dimora? C’è una bella differenza.
A Parigi si trovano lavoratori (anche a tempo indeterminato) che per motivi economici non possono mantenere una casa e dormo in tende lungo i canali.
Mi sorge un dubbio, diciamo che sono il figlio di Bill Gates, americano e come tale extracomunitario.
Il denaro sicuramente non mi manca (ne avrei a sufficienza per far eseguire ai gesta bellica bandiera rossa) come tale non lavoro.
Mi fermano e mi danno il foglio di via perché sono nulla facente?
Puoi sempre chidederti se:
b) dispone per se’ stesso e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato durante il periodo di soggiorno, e di un’assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo comunque denominato che copra tutti i rischi nel territorio nazionale;
ma nel caso extracomunitario che intendi te sono quasi sicura che un visto turistico abbia pensato di farlo prima…
In ogni caso non si parla di sottrazione del permesso di soggiorno, che è un documento concesso dallo Stato, ma di allontanamento dei nullafacenti dal territorio comunale di Verona. Esistono città – un esempio è Bologna – che sembra compiaciuta di attrarre i parassiti di mezzo mondo…
Inoltre vorrei sottolineare che i seguenti articoli del Codice Penale sono tuttora vigenti. Se qualcuno si peritasse di applicarli…
669 Esercizio abusivo di mestieri girovaghi
Chiunque esercita un mestiere girovago senza la licenza dell`Autorità o senza osservare le altre prescrizioni stabilite dalla legge è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da lire 20.000 a lire 500.000 .
Alla stessa sanzione soggiace il genitore o il tutore che impiega in mestieri girovaghi un minore degli anni diciotto, senza che questi abbia ottenuto la licenza o abbia osservato le altre prescrizioni di legge.
670 Mendicità
Chiunque mendica in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con l`arresto fino a tre mesi.
La pena è dell`arresto da uno a sei mesi se il fatto è commesso in modo ripugnante o vessatorio, ovvero simulando deformità o malattie, o adoperando altri mezzi fraudolenti per destare l`altrui pietà.
671 Impiego di minori nell`accattonaggio
Chiunque si vale, per mendicare, di una persona minore degli anni quattordici o comunque, non imputabile (c.p.85), la quale sia sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, ovvero permette che tale persona mendichi, o che altri se ne valga per mendicare, è punito con l`arresto da tre mesi a un anno.
Qualora il fatto sia commesso dal genitore o dal tutore, la condanna importa la sospensione dall`esercizio della potestà dei genitori (c.p.34) o dall`ufficio di tutore.
scusa ma nullafacente non significa per forza vagabondo o accattone!
é sottointeso che il cittadino deve svolgere lavoro in regola e non in nero, se ha fallito la Bossi-Fini, fallisce anche questa che è una sua fotocopia in piccolo…più che altro serve per fare propaganda…
C’è qualche inesattezza nei vostri commenti. Io ho un amico rumeno e un amico che lavora all’ufficio stranieri e ho ben presenti le regole.
L’ordinanza di cui si discute in questi giorni riguarda i cittadini dell’Unione Europea, non gli extracomunitari (per questi è già prevista e applicata l’espulsione se non hanno il permesso di soggiorno).
Per i cittadini UE, invece, non esiste più il permesso di soggiorno, ma si fa solo l’iscrizione anagrafica, che viene fatta solo se si ha un lavoro o se si dimostra di avere i mezzi di sostentamento.
La legge che prevede l’allontanamento di chi non ha questi requisiti dopo 90 giorni è già in vigore, non è una proposta e il testo riportato nel post è quello definitivo.
Il problema vero sta nell’applicazione di questa legge (problema che c’è anche per molte altre leggi in vigore ma inapplicabili o non applicate).
Ma l’anomalia sta proprio in questo, in un Paese che vota e promulga leggi e che ratifica trattati internazionali senza poi peritarsi di applicarli… E se il problema fosse la testa degli italiani?
come ho scritto nel post un disegno di legge del genere a livello comunale non è fattibile perchè:
1) non ci possono essere i controlli
2) il comune non si può assumere la responsabilità di “allontanare” i trasgressori.
Il problema non è la testa degli italiani ma la testa del sindaco
Non parliamo di un disegno di legge, ma di una legge già vigente nel nostro Paese. E personalmente spero che il primo intendimento di ogni Sindaco sia quello di applicare le norme…
attenzione a non confondere il termine nulla facente categoria a cui appartengono la maggior parte dei figli dei Vips di Verona con il termine di malvivente categoria a cui appartengono la maggioranza dei loro padri.
Ironia a parte se uno non fa un c…. ma non delinque ne disturba il prossimo che colpe gli si possono imputare?