03 Luglio 2007, 15:19

Il nostro nuovo vescovo, monsignor Zenti, si è insediato e giustamente già dialoga con i veronesi.
Ieri lo ha fatto rispondendo al telefono dalla redazione del Corriere di Verona, che oggi ne dà conto.
Tra le altre affermazioni, tutte degne di riflessione, il prelato ne ha ribadita una sulla quale mi ero già intrattenuto qualche tempo fa:  si tratta dello spritz, che il nostro vescovo vede come "segno di una cultura dello sballo", e quindi come peccato.

Per carità, se lo ripete vuol dire che ne è profondamente e sinceramente convinto ma, sommessamente, mi pare estremamente improbabile che, bevendo ogni tanto lo stesso vino che si usa per la Messa (per di più allungato), una volta lasciata questa valle di lacrime io rischi di essere scaraventato nel profondo dell’inferno in compagnia - mettiamo - di Hitler o di Stalin o di qualche paperone nostrano che non è riuscito a passare la cruna dell’ago.
Per dire.

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9 commenti
  1. posso dire che la vignetta mi fa *riderissimo*? eh, posso dirlo?

    vabbè, l’ho detto.

  2. Rispondo al saluto nel mio blog di frequentazione (non è il mio, io non ho un blog a parte su msn per le foto e un sito personale per il lavoro): non è abbastanza chiaro che dopo questo weekend di gentilezze posso anche fare a meno di stare dove mi prendo solo che bastonate e atteggiamenti ostili? A CHE pro? Bye

  3. ma che gli si cambi il nome allora per vedere se i fedeli vescoveronesi si adeguano:

    SPIRITZ SANT
    cin cin

  4. la cosa più bella della citazione “è più facile che un cammello passi per cruna di un ago…etc” è che è una traduzione sbagliata dal greco. Kamelos infatti è la parola usata dai greci per identificare le funi che usano le navi per attraccare, non cammello animale :D

    purtroppo viviamo sospesi (iniziare una frase così con homer accanto mi inquieta) fra una società civile che deve progredire e una società religiosa che se lo fa muore…noi siamo in mezzo :D

  5. però c’è anche l’aramaico gamal, che può significare sia corda che cammello

    e la “cruna dell’ago” pare fosse una piccola porta di accesso a Gerusalemme. Da qui la famosa frase ..è più facile…

  6. io sono per l’errore di traduzione che è più facile…come si fa a saper se quella porta è esistita o no????

  7. Non vorrei aver avviato involontariamente una irrisolvibile diatriba filologica.
    Il mio contributo si limita al classico “prima vedere moneta, dopo vedere cammello”…
    Mentre ci si pensa su, ci facciamo uno spritz?
    Naturalmente, offro io.

  8. ma hai fatto un corso per fare sempre queste uscite in grande stile??? :D :lode:

  9. Dipende se era un cammello che ha due gobbe o un dromedario che ne ha una sola.
    Credo sia più facile fare passare il dromedario perchè il cammello rischia di intrappolarsi nella cruna dell’ago tra una gobba e l’altra e poi non riesci più ne a buttarlo avanti ne a tirarlo indietro. Così si sarebbero creati un sacco di problemi a Ken Follet che starebbe ancora scrivendo il suo più famoso romanzo.

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