Perdonate eventuali errori, ma questo articolo è stato scritto di mattina presto, appena sveglia, ancora fresca fresca di emozioni. Lo potete trovare anche qui, ma è proprio uguale, quindi dubito vi interessi. Chi altro c’era??
I concerti nei posti immensi hanno la pretesa di essere perfetti. Impianto perfetto, luci perfette, immagini perfette, strumenti costosi accordati perfettamente e voci che devono cantare perfettamente.
I concerti nei posti immensi hanno spesso un costo spropositato, c’è la sicurezza ad ogni porta e se ti arrampichi sulle ringhiere o fai qualche gesto euforico ti risbattono subito al tuo posto.
Una volta i concerti avevano pretese molto minori, probabilmente gli impianti erano "da battaglia" così come gli strumenti. Infatti erano talmente da battaglia che un giorno capitò che un chitarrista ebbe la geniale idea di distruggere la chitarra contro un amplificatore. Ma questa è un’altra storia.
Oggi gli Who sono rimasti in due e sono due vecchietti arzilli, diciamola così. Pete è riconoscibile per via del nasone e Roger non lo so se è riconoscibile.
La mia testa era proiettata al concerto si ieri sera come ad un concerto di un gruppo di oggi, un gruppo che aveva dimenticato quello che era una volta. Mi aspettavo quindi un concerto senza sbavature, realizzato in una logica molto "da casa discografica" del tipo "facciamo sentire tutti i pezzi del nuovo cd e poi magari qualcos’altro, tipo Baba o’riley, così, per dare un contentino".
La mia più grande paura era che cominciassero con Fragments. Canzone carina, certo, ma che ti illude troppo, perché sembra Baba o’Riley, la versione stanca di Baba o’Riley. Molti dei presenti in Arena probabilmente non si erano preoccupati di comprare l’ultimo cd. L’Arena sarebbe esplosa in un boato esaltato per poi sbrofondare in un silenzio incuriosito e infastidido. E deluso.
Invece no, gli Who cominciarono con I Can’t Explain, e le mie paure si dissolsero. Cantai e ballai gioisamente le prime quattro canzoni, ringraziando la pioggia che mi rinfrescava delicatamente. E urlavo convinta "Distruggila Pete! Distruggila", sicura che tanto non l’avrebbe fatto. Aspettavo con ansia ogni canzone, sapendo che certe le avrebbero fatte di certo, e io non vedevo l’ora. Invece la pioggia delicata si trasformò in una bufera. E tutta l’Arena si svuotò. Io aprii il mio ombrello colorato, che coprì anche molti dei giovani rockettari di fianco a me, e rimasi pazientemente al mio posto, urlando "No Rain, No Rain", come la stessa innocente speranza di chi l’aveva urlato prima di me.
Il concerto si interruppe per un’ora. Poi, ricominciò, e sembrò ricominciare bene, con una canzone splendida come Behind Blue Eyes.
La voce di Roger però se ne era andata a causa dell’umidità. Interruppe la canzone a metà e se ne uscì dal palco sconsolato e credo molto imbarazzato. Fu Pete a dirci che a causa della voce di Roger non avrebbero potuto proseguire il concerto.
A questo punto avrei potuto fare come la maggior parte dei miei vicini: bestemmiare, imprecare, insultare pesantemente gli Who, richiedere indietro i miei soldi o maledirli perché mi avevano fatto perdere una giornata di studio/lavoro. Intorno a me sentivo tutto questo e mi sentivo triste.
Perchè io non ce la facevo. Fino a quel momento avevano suonato bene, avevano spaccato, come si dice. Mi avevano emozionato e mi erano parsi dei grandi. Sì, per me erano ancora dei grandi. Una voce che si abbassa non è una cosa per insultare un cantante. E’ ovvio che non se la senta di cantare se il suo strumento viene a mancare. Come suonare con una chitarra senza un paio di corde, con un basso scordato, con una batteria senza piatti. Si può fare, certo, ma non è la stessa cosa. Una voce che si abbassa è solo il segno che il tempo è passato. Too old to rock’n'roll, too young to die, ha detto qualcuno.
I soldi che avevo speso per il biglietto erano tanti, ok. Forse erano pure tantissimi. Però non riuscivo ad odiarli per questo. E’ difficile parlare di musica, è difficile decriverla a parole. Sono linguaggi così diversi, come si può darle adirittura un prezzo?
Pensavo, ed era molto idealistico farlo, ma in fondo era anche vero, che gli Who appartenevano ad un altro tempo. E che in quel tempo la gente non si sarebbe preoccupata dei soldi del biglietto, del lavoro, del biglietto del treno. Probabilmente avrebbe accettato la cosa, perché i soldi e tutte le preoccupazioni non facevano parte di quella musica.
Dopo un bel po’ di tempo, e un bel po’ di movimento dietro al palco, il gruppo torno fuori.
Ora accaddero un paio di cose, che magari qualcuno ha interpretato male, ma che io, piena della mia bontà musicale non sono riuscita a fare.
Accadde che gli Who regalarono un’oretta scarsa di concerto, in cui Roger canto per quel che poteva, cacciando urletti con la sua voce rauca che fecero impazzire l’Arena intera. E capitò anche che, probabilmente perché la voce era quella che era e non avrebbe potuto durare ancora molto, infilarono uno dopo l’altro tutti i loro brani più grandiosi. Uno dopo l’altro, senza sosta. Qualcuno potrebbe dire "ma sì, ci hanno dato il contentino, ci hanno fatto sentire quello che volevamo sentire per farci tornare a casa tutti contenti".
No, loro hanno cercato di dare il meglio, con i loro mezzi. E’ stato un concerto ben lontano dalla perfezione sonora, è stato un concerto di quelli che ti emozionano veramente non solo per le canzoni che suonano, ma anche per chi le suona e per come le suona. Con l’anima, col la forza di qualcuno che vuole dare un senso a quello che sta facendo. Ero in delirio.
Di fianco a me, i giovincelli rockettari. Esaltati più di me, poichè quello era il loro vero primo concerto. Uno di loro mi prese pure sulle spalle, durante Baba O’Riley. Fantastico.
Quando dicevo di ascoltare i Led Zeppelin, i vecchiardi mi guardavano con stupore e sospetto, increduli davanti a qualcuno che poteva apprezzare una musica così vecchia.
Invece queste persone continuano a nascere, anche se i tempi sono cambiati e uno spirito come quello di ieri sera difficilmente lo ritroveremo.
Però, lo possiamo proprio dire. I bambini stanno bene.









Ottimo lavoro verdeanita.
Chissà cosa ne pensano Ligabue, Verdone e Capossela che erano tra il pubblico ieri sera…
io c’ero! e devo dire che concordo pienamente!
ligabue era di molto nero quando hanno sospeso e s’è rifugiato negli arcovoli del retropalco…magari poi quando è ripreso gli è passata.
Verdone invece all’uscita era normale…almeno questo è quanto ho notato…
Caposella non visto.
PS: secondo me comunque era meglio il concerto di Roger Waters…sarà che non pioveva! eheh
anch’io c’ero e la penso come te
sono uscito piangendo e coi brividi, per le emozioni di una musica che ti entra dentro, umana al mille per mille, intensa, fatta nonostante tutto e nonostante tutti
semplicemente grandiosi, hanno reso onore alla storia del rock che rappresentano
Io non c’ero, purtroppo, così come non sarò a tutti i concerti grandiosi di luglio per colpa della maturità…
Boh… magari sarò io che ho le braccine corte come si suol dire però i biglietti costano sempre di più e sembra proprio che ci vogliano spennare!
pare bello. Sarei tentato di essere critico ma non dico nulla! Certo un grandissimo gruppo con una grandissima storia. Ma non so se siano ancora una band, come lo sono invece i Rolling Stones o i Deep Purple per intenderci. Daltrey mi piaceva anche negli anni ‘80 come voce, non so come sia adesso…mi sembra dalla descrizione un concerto ben diverso da quello che altre band “attempate” mi hanno offerto, non so. Non sono affatto un fan della “perfezione sonora” visto che detesto i dream theater, ma mi sembra un “tipo” di concerto particolare. Sono abituato ai Deep Purple ecco…cmq mi sarebbe piaciuto esserci ieri sera!
e chi ce li aveva 50 euro per andarci..
Il commento di Luciano Ligabue sul concerto di ieri sera.
Da Ligachannel: The Who
Era davvero tanta la voglia che avevo di vedere gli Who dal vivo.
Se non ho capito male avevano suonato in Italia quando avevo otto anni.
Francamente un po’ presto per poterli apprezzare.
Ma ora, finalmente, l’occasione era arrivata: per la prima volta li avrei visti in azione e, oltretutto, in uno scenario fantastico come quello dell’Arena di Verona.
La mattina a Correggio il sole splende.
Un’occhiata alle previsioni del tempo.
Su Verona segnalano temporale.
Ahi!
Alle noveemmezza i nostri salgono sul palco senza troppi fronzoli.
Salutano, attaccano le spine.
Partono:
“I cant’explain”
“The seeker”
“Substitute”
“Fragments” (dall’ultimo Endless wire)
“Who are you” (quest’ultima appena tornata al grande successo come sigla di C.S.I.)
Così.
Avete capito?
Così.
Si sono presentati “così”, con questa sequenza mozzafiato.
Quattro di quelle cinque canzoni permetterebbero a qualsiasi gruppo di campare di rendita vita natural durante.
Per loro è solo una parte di un incredibile repertorio.
E “loro” sono lì, Townshend a menare sulle sue Stratocaster e Daltrey a faticare un po’ nel canto ma a fare la sua parte.
E se è vero che Keith Moon e John Entwistle resteranno per sempre insostituibili per la loro unicità, è anche vero che Zarkey Starr (il figlio di Ringo) e Pino Palladino sono lì per garantire solidità e l’impalcatura tiene.
Eccome.
Townshend ha molta voglia.
Ha cominciato a roteare il braccio, nel suo gesto più famoso, già dal primo pezzo.
Suona di brutto.
E’ così carico che fa spesso battute con il pubblico.
L’ultima che lancia però, forse, porta un po’ sfiga..
Dice: “E’ sempre capitato che piovesse su di me. Questa sera tocca a voi.”
Dopo queste parole, ironia della sorte, il concerto viene sospeso.
Cerchiamo un po’ di riparo dove si può mentre viene giù a secchi.
C’era già chi si voleva fare bastare quei cinque memorabili pezzi come, comunque, qualcosa di storico.
Io, francamente, non ne volevo sapere.
Proprio perché quei venti minuti erano stati fantastici ne volevo ancora, volevo tutto il resto.
Nel backstage è tutto un tiramolla fra tecnici e organizzazione mentre il vento piega la pioggia che ora ha inzuppato tutta la strumentazione.
Si fa davvero brutta.
Dopo circa tre quarti d’ora risalgono.
Ricominciano con “Behind blue eyes”.
Appena il tempo di esaltarmi (parlo di trenta, quaranta secondi) che a Daltrey si rompe la voce.
Dice che non ce la fa.
Townshend gli si avvicina e prova a convincerlo a tenere duro.
Ma il suo partner non se la sente e scende dal palco.
Un incubo.
Adesso non vi sto a fare la cronistoria di tutto il carosello ancora capitato da lì in poi ma vi dico che finalmente, dopo un’altra mezz’ora di sofferenza, gli Who hanno ripreso il “loro” concerto.
Daltrey non ce la faceva ma voleva esserci per cui a volte suonava l’acustica, a volte il tamburello.
Quando proprio non riusciva a trattenersi, provava a cantare.
Ma non aveva motivo di preoccuparsi.
Perché di fianco a lui c’era un fenomeno.
E quel fenomeno aveva un nome e un cognome.
E quel nome era Pete e quel cognome era Townshend.
Era lì a suonare.
Era lì a cantare.
Era lì a giganteggiare.
Io nel frattempo mi ero ritrovato al mixer.
Da lì ho potuto vedere in quali condizioni assurde era costretto a lavorare il fonico.
Ma come, comunque, il sound fosse fantastico.
Non c’era più una scaletta.
Era Townshend a decidere pezzo per pezzo come sarebbero andati avanti.
Non solo.
Improvvisava.
Scriveva nuove parole su nuove musiche.
Cambiava gli arrangiamenti.
Costringeva tutto il gruppo a seguirlo mentre ci regalava la sua perizia e la sua creatività.
“The kids are alright”
“The real me”
“My generation” (allungata quasi a suite)
“Magic bus”
“Pinball wizard”
“Baba ‘o Riley” (che fatica acquistarne i diritti per usarla in apertura di “Da Zero a dieci” eh, Procacci?)
“Won’t get fooled again”
Ecco il rock.
Ecco chi ha raccontato la propria inquietudine.
La propria rabbia.
L’incertezza del proprio futuro.
La sensazione di non venire capito fino in fondo.
O di essere scambiato per qualcuno che non sei.
La voglia di segnare il proprio passaggio.
Di costringere il mondo a fare i conti anche con te.
Perché ci sei.
Perché esisti.
Perché non possono fare finta di niente.
Tornando a casa mi coccolavo quel senso di appagamento e di esaltazione che due ultrasessantenni (va be’: uno in modo particolare) sono riusciti a infondermi.
Mi sentivo grato perché una musica così bella e importante non solo era stata creata e mi ha fatto compagnia fino a oggi ma, dal vivo, sa ancora pulsare di emozione e di verità.
Non posso sapere se “in cielo passano gli Who”.
So che sul pianeta terra gli Who passano ancora.
Eccome.
Chissà se in cielo passano gli Who.
E buonanotte a tutti i sognatori
a quelli che la devono far fuori
a chi c’ha il mondo sempre più lontano
perché ha vissuto sempre contromano
a chi non butta via la notte coi pensieri
a quelli che una coppia è gia una folla
e dicono che il cielo sia una balla
a quelli che da soli ci stan stretti
e pensano che il cielo sia di tutti
a lui e lei che stanno insieme solo con la colla
e poi a quelli che non ritornano
certo lassù forse lassù
sono capaci di non dormire mai più
chissà se in cielo passano gli who
chissà se in cielo passano gli who
chissà che nome d’arte avrà il dj
se sceglie sempre e solo tutto lui
se prende le richieste che gli fai
a chi decide di ammazzare il tempo
e il tempo invece servirebbe vivo
a chi sta in giro perché non ha scelta
perché comunque il sonno non arriva
a quelli che ogni notte puoi giurarci son presenti
e buonanotte a chi la sa godere
a quelli che han bisogno di star male
a chi ha paura di restare fermo
e sogna un po’ più forte quando è sveglio
a quelli che non hanno mai saputo dove andare
poi a quelli che non salutano
certo lassù forse lassù
sono capaci di non dormire mai più
chissà se in cielo passano gli who
chissà se in cielo passano gli who
chissà che nome d’arte avrà il dj
se sceglie sempre e solo tutto lui
se prende le richieste che gli fai
Liga
“Ecco il rock.
Ecco chi ha raccontato la propria inquietudine.
La propria rabbia.
L’incertezza del proprio futuro.
La sensazione di non venire capito fino in fondo.
O di essere scambiato per qualcuno che non sei.
La voglia di segnare il proprio passaggio.
Di costringere il mondo a fare i conti anche con te.
Perché ci sei.
Perché esisti.”
LIGABUE NASCONDITI!!!!!! QUESTO E’ BANALIZZARE IL ROCK’N ROLL!
Perché non possono fare finta di niente.
Scusa Fab One io ho riportato il commento di Ligabue al concerto e la canzone che ha dedicato agli Who.
Anche io amo il rock degli anni 60-70 nel 1973 avevo 14 anni e comunque anche da bambino ho fatto in tempo a fare entrare nella mia testa alcune canzoni dei Beatles, degli Stones, degli stessi Who, poi ho vissuto il periodo dei Genesis, dei Pink, degli Yes etc.etc. Ho visto Santana dal vivo in Arena nel 1976. Non voglio tediarti oltre. Vorrei spezzare però una piccola lancia per il Liga l’ho visto più volte e permettimi a Campovolo il 10 settembre 2005 ha fatto qualche cosa di unico, almeno io la penso così.
fab, sii critico…
io non mi esprimo per quanto riguarda ligabue perchè non sarebbero belle paroline dolci. comunque, sono stata al concerto e pur conoscendo pochissimo del loro repertorio ho sentito quello che avrei voluto sentire e francamente prendere tutta quella pioggia ne ha aumentato il valore intrinseco, secondo me.
ah, presenti in arena anche omar pedrini e rocco tanica, tastierista degli elio e le storie tese.
Ma no, mica posso essere critico su una cosa che non ho visto. Ero critico sulla visione che ne dai nella tua review forse, ma anche lì, mica posso criticare il modo in cui tu hai vissuto un concerto!
eh, ma era proprio quello che volevo da te…
ciao a tutti,
io lunedì sera c’ero, ho anche tirato un paio di racchette quando è iniziato a diluviare e quando si è ‘rotta’ la voce di Roger, ma non erano indirizzate certo agli Who o all’organizzazione, bensì a questo clima di m…a che da qualche giorno non ci fa godere pienamente del mese di giugno e, soprattutto, non ci ha fatto apprezzare in toto il concerto che molti aspettavano da anni. In ogni caso, il mio commento è che Townshend non dimostra per niente i suoi 62 anni (orpo, ha un anno più di mio padre!), ha tenuto su la baracca con “some stuff” (alla faccia…) nonostante la sfiga e anzi, ha fatto tornare parecchia gente a casa con gli ’sgrisoloni’ per l’emozione.
Per motivi di lavoro andrò a Dublino a fine mese e ho la mezza tentazione di andare a sentire l’altra metà del concerto, quella con Daltrey che canta…
Vorrei sapere un parere da qualcuno di voi molto più giovane di me cosa ne pensate dei Genesis, dei Pink Floyd, dei Led Zeppelin, di Frank Zappa, di Emerson, Lake and Palmer, dei Jetrho Tull, dei Deep Purple ….. e di quella generazione di band pop rock che ha contaddistinto un ben determinato periodo (la mia gioventù) nonchè dei due gruppi italiani che io penso fossero i più giusti del tempo PFM e Banco.
P.S. Mauro Pagani ex PFM è da qualche anno nella band di Ligabue.
Ne ho citati solo alcuni ma secondo me la musica di quel periodo non trova riscontro oggi, almeno come prodotto molto divulgato, forse oggi ci saranno band di assoluto livello ma sono patrimonio di pochi estimatori nobilissimi, ma per chi ha una certa età è difficile trovare oggi musica come allora, quella di alcune band di quel periodo era in radio 24 ore al giorno come a dire qualità e quantità. Io mi sento molto “vecchio” e magari desto scandalo perche mi piacciono Ligabue, Zucchero, Michael Boublè per dirne alcuni, mai come i succitati però. Se qualcuno di voi mi da lumi sul pensiero musicale corrente gli sarò grato. Anche perchè se ascolto la musica che va per la maggiore nei giovani e passata in radio e TV (vedi festivalbar) c’è gran poco di buono.
Ciao.
Homer Simpson disse “Lo sanno tutti che la musica ha toccato l’apice nel 1974″
E’ ovvio.
Sfondi una porta aperta anche se MANCANO I QUEEN NELLA LISTA, CAZZO!!!!!!!!:)
Non potevo nominarli tutti però sono un amante sfegatato dei Queen, ma mi piacevano anche i Police e prima i King Krimson, Santana, Yes, e anche gli Eagles non voglio farti una lista enorme.
Comunque sono uno di coloro che pensano che Freddy Mercury sia stata una delle voci più eccelse del panorama (Barcelona, Show must go on, Bohemian Rapsody e tutte le altre).
Ciao e grazie.
Bè, è un discorso un po’ complicato e lungo da fare. Negli anni passati (dopo un periodo di comprensibile ingnoranza data la giovane età) ascoltavo solo gli artisti che hai citato (qualcuno in più e qualcuno in meno).
Adesso ascolto anche altre cose, diciamo cose più recenti, e mi piacciono, certo. Ma non hanno la stessa forza. Probabilmente anche perchè i tempi sono notevolmente cambiati, è cambiato il contesto e il modo di fare musica (e cito myspace ad esempio). Più quantità e meno qualità.
Se poi vuoi un giudizio sulle band che hai citato, i Jethro e i Pink Floyd sono tra i miei gruppi preferiti, gli altri li conosco di meno, ho solo qualche (bel) cd (o LP, eheh),i Genesis e i Deep Purple poco poco in realtà.
Sono stata al concerto del Banco, non quest’anno ma quello prima, ed è stato bellissimo.
La musica che passano adesso in radio, o al Festivalbar, magari è anche carina da ascoltare, ma a livello comunicativo non trasmette proprio nulla.
mi permetto di darti un modesto consiglio ascolta alcuni CD dei Genesis quelli da Nursery Crime a The Lamb Lies down on Broadway. Guarda la loro discografia sono 4 o 5. Specie Selling England by the pound.
Pensa che sono stati famosi prima in Italia che in Inghilterra. Un mio amico di qualche anno più vecchio di me ha visto dal vivo pensa al LEM nel 1972 credo la prima uscita di Foxtrot dove c’è la celebre Supper’s ready 26 minuti di canzone tratta liberamente dall’Apocalisse di S.Giovanni. Incredibile. Dopo the Lamb… andò via Peter Gabriel e divvenne voce solista Phil Collins che era il batterista e per qualche anno fecero ancora due o tre buoni LP, poi chiusero con Phil Collins alla voce con il celebre concerto da cui è tratto il doppio live Seconds Out prima dell’addio anche di Stecve Hackett un chitarrista eccelso. Ascolta Firth of fifth su Selling England o The musical box su Nursery Crime. Scusa ma ho amato i Genesis più di ogni altra band in quel tempo. La loro formazione tipo fu Peter Gabriel voce e altri strumenti (flauto), Phil Collins batteria, Steve Hackett chitarra solista , Michel Rutheford basso e seconda chitarra, Tony Banks tastiere e grandioso pianista. Ciao.
permettiti Ola, permettiti… grazie!
Io venero tutti i mosti sacri da voi citati ma ho distinto fra dovere e piacere. Non sempre mi va di ascoltare i Genesis, tanto per capirci. Ultimamente mi sono molto indirizzato più su l’aspetto rock’n roll. Ho rivalutato molto gli anni ‘80, e ascolto anche molto AOR appunto.
Per l’Ola Izquierda delle 13:14: prendila come una critica costruttiva, ti prego. Mi sembra che la tua richiesta di sapere cosa ne pensiamo della “tua” musica “vecchia” noi “giovani”, e vai di “virgolette”, sia una ricerca di conferme, di sapere che ascoltavi la musica “giusta” già al momento giusto. E la risposta può essere sì, ma soprattutto perchè coi nomi che citi c’è da andare abbastanza sul sicuro, specie nella misura in cui essi sono assurti al rango di classici, ai quali ci si rivolge anche a scatola chiusa, entrati ormai in tutte le liste dei cento_dischi_imperdibili del critico_di_turno, immutabili e intoccabili.[Strano che verdeanita non t'abbia rimbeccato sulla mancata citazione dei V.U...] Vuoi per pigrizia, vuoi perchè ci si crede, ci si fida. Certo, tu c’eri (invidietta), li hai vissuti. E puoi dir di no, ma il fattore nostalgia conta. Leggevo pessimismo nel tuo intervento: la bella notizia comunque è che la musica d’oggi non è il festivalbar, nè mtv, e c’è tanta discreta carne recente sul fuoco del musicdom. Ma notizia ancor più bella è che c’è tanta *ottima* musica da riscoprire anche del decennio magico, e grazie a internet non c’è nemmeno più la scusa della poca reperibilità (poi quel che piace si compra, nèh!). Stairway to heaven -E’- un gran pezzo, ma possibile che non si sia stufi di sentirlo dopo 35 anni ? E che abbiamo ancora la pfm in giro che tra impressioni di settembre e i pezzi di de Andrè continua a fare l’ombra di se stessa, quando anche allora c’era di meglio? Che non ci sia voglia di conoscere altro, e che ci si bèi nelle certezze tranquille del lagnucolame inoffensivo alla Verona Beat ?
Ripeto, la mia vuole essere critica costruttiva. C’è tanto buon materiale, là fuori (potrei fare qualche nome ma non voglio fare un’arida lista) basta aver voglia di mettere un po’ alla prova il proprio sedime critic-aurale.
Anche se la notizia più sconvolgente in fondo è che con 50 euro alla fnac ci si porta a casa *tutto* Ludovico Van.
Ma poi, l’hanno fatta gli Who “A quick one, while he’s away” ? Sarebbe l’unico pezzo per cui forse mi pentirei di non essere andato a sentirli.
P.S. Sono un ggiovane spocchioso che scrive seriamente di cose frivole. Che poi non voglio mica sembrare il super-esperto, it’s only rock’n'roll, solo che ho realizzato che la storia del pop è stata fatta anche dai cosiddetti “minori”, ed è bello rivalutarne qualcuno ogni tanto.
bè, penso che di nomi Ola ne abbia dimenticati parecchi, o meglio, ne abbia messi alcuni per inquadrare un po’ la situazione. La domanda io l’ho sentita più come “ma una volta era meglio o vi piace anche adesso?” non tanto “i miei gruppi erano meglio dei vostri”.
Secondo me “i vecchi” sono la base.
Tra le persone che conosco c’è molta gente che ascolta buona musica “di adesso”, però tutti sanno perfettamente che è Jimi Hendrix o i Velvet Underground.
C’è poi chi ascolta musica “alla mtv” e ignora completamente certi nomi.
Diciamo che certe cose ti preparano, ti istruiscono… ti allenano l’orecchio.
[Mi piace la discussione che sta venendo fuori, continuate...]
MESSAGGIO PROMOZIONALE

Quello che voleva dire Albenliebe è che ci son molti gruppi nuovi che andrebbero ascoltati.
Ad esempio questi…
lemi quello è spam, mica messaggio promozionale, malandrino!
comunque per piacere non parliamo dei queen perchè sono di animo sensibile e poi mi metto a cantare tutte le loro canzoni e piango e rido e ballo e mi esalto e mi deprimo e penso che mio padre se li è visti ben due volte, quello stronzo.
Comunque i Velvet Underground, Lou Reed e tutto quel filone pseudo alternative mi fa cagare a spruzzo, detto letteralmente. Preferisco mille volte una canzone tamarra anni ‘80. Non è che una cosa degli anni ‘70 debba per forza essere oro colato. C’è anche tanta merda.
Ognuno ha i suoi gusti e le sue opinioni. Per me, ad esempio, i Velvet Underground erano avanti di almeno 30 anni sul loro tempo. Quindi geniali.
Negli anni ‘70 c’è stata anche merda, c’è in tutte le epoche storiche e musicali.
Nell’elenco però, a mio avviso, Lou Reed così come molta della psichedelia, proprio non ci sta… (tra l’altro il miglior album dei V.U. è del ‘67…).
Dire che nei ‘70 c’era anche tanta merda è abbastanza qualunquista. Il punto è che i vari Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan, sono solo la punta di un iceberg che ci riserva ancora tantissime “Pearls before swine” da dissotterare, e non vedo perchè limitarsi ai soliti nomi del prontuario precotto. Il brutto è che purtroppo mentre un 35-40 anni tanta bontà era anche mainstream, oggi non è più così, l’iceberg è quasi del tutto sotto.
Grazie albenliebe io ho citato diciamo i mostri sacri per capirci anche a me piace molto degli anni 80 Police per fare un esempio innline U2, per esempio restando sulla tipologia Genesis ottimi sono stati i Merillion, anche il rock duro mica è stato solo Deep Purple, Led Zeppelin etc. e Crosby, Still, Nash & Young. E le Orme si le italianissime Orme. me ne ero scordato poi un giorno non so dove ho sentito Vento d’autunno intriso di sabbia… e mi si sono aperti alcuni file impolverati. La musica è così ogni stagione ha dato i suoi frutti alcuni anni sono stati più rigogliosi altri meno come per il vino, ma una buona bottiglia in qualche cantina impolverata si può sempre trovare, cosi qualche smagliante lattina appena confezionata. E’ che il problema dei più o di quelli come me oggi sommersi dalla musica commerciale le cover per carità, fa fatica non essendo un esperto come voi di gruppi giusti a trovare nel mare magnum odierno qualcosa che gli piaccia e che sia valido anche nella crescità del gusto musicale e allora ci si accontenta anche di Liagabue o Zucchero per non soffocare tra i tormentoni e le canzonette che ci sono sempre state ma si confondevano meno con il prodotto rock di ternt’anni fa.
Ciao a tutti.
Credo di avere capito che l’interprtetazione del mio primo scritto di verde anita sia quela giusta, io volevo sapere da voi esperti se quella musica era ed è ancora giusta, ovvio che con il passare degli anni ho dimenticato molte belle canzoni adesso mi si stanno aprendo i files mentali e mi sono venute in mente The year of the cat, Music, e poi I Sipmle Minds.
Comunque ho capito posso continuare ad ascoltare quella musica ma vorrei aggiornarmi un pò.
P.S. Tra le altre cose ho anche una passione per la musica disco anni 70, 80, 90 house per esempio ho 200 CD del periodo 1975-2000. Quando ho smesso di andare in discoteca alcuni penso rari e difficili da ritrovare, prodotti in pochi esemplari (credo). Cosa pensate di questo tipo di musica?
Ciao.
Ah, beh.
Se parliamo di gusti musicali non ne usciamo più. Un pò come parlar del sesso degli angeli.
Ognuno c’ha i suoi.
A parte i Queen che è impossibile non convenire che siano dei geni, no?:-D
@phlo: lo so che non è la stessa chose ma li ho visti due anni fa con Paul Rodgers. Ebbene ho rivisto il dvd due giorni fa e avevo fiotti di lacrime che scendevano.
Ho definitivamente perso il senso critico per i Queen.
Io dico solo che non si tratta di mitizzare un’epoca ma di ascoltare i gruppi e la musica. A me i generi e gruppi che vanno in voga adesso (che ne so, Muse, Strokes o simili) non mi piacciono proprio per niente. Io ascolto quello che mi piace secondo quello che ritengo debba essere l’approccio giusto alla musica, non vado per forza in orgasmo davanti ad un album di una band sconosciuta progressive degli anni ‘70, per intenderci. Ascolto se mi piace. I Jethro Tull li stimo ma mi annoiano molto. Ascolto più volentieri i Kiss, che pochi considerano una band credibile. Io li stimo anche di più dei Jethro Tull però, perchè sono rock’n roll. Alla fine è una questione sia di gusti che di cosa cerchiamo nella musica.
Concordo con fab parkare di musica è come parlare del sesso degli angeli.
Ieri sera ho trovato una vecchia musicassetta mentre tra l’altro davano il concerto del Liga a Milano in TV, di un album sconosciuto di Michael Rutheford che mi pare si intitolasse Small cripes alone. Splendido. Ciao a Tutti.
P.S. Fab cos’e che schifa del Liga. A me sembra che abbia dei buoni pezzi e dei buoni strumentisti a parte Pagani anche Poggi Pollini mi sembra bravo.
Io non so cos’è che a fab schifa del liga, ma posso dir la mia: scrive sempre la stessa canzone, con le stesse chitarre che fanno sempre le stesse trite pentatoniche sui soliti 4 accordi, e con testi che se li ascolti sono di una nullità devastante, quand’anche non fastidiosi. Il fatto che abbia buoni strumentisti significa meno di niente. Fin qui la parte osservabile e riproducibile in laboratorio. Soggettivamente, invece, non sopporto la sua voce, mi da fastidio fisico. Tossisci liga, per favore.
Siamo esondati in un offtopic clamoroso.
Caro albenliebe mi scuso se ho provocato l’offtopics, ma sai io non sono un blogger esperto, il PC lo uso per altre cose il mio quotidiano sono tabelle, lezioni con power point, adobe etc etc.
Questo della musica mi sembrava un bel post per ricercare tra le vostre varie voci pareri. Oltretutto poi io non so nemmeno suonare l’ocarina, perciò vado molto a sensazioni. Certo che da sempre nei miei oltre 45 anni di vita la musica è sempre stato un sottofondo che a seconda dei vari momenti colorava o oscurava gli eventi della mia esistenza. Non chiedo a voi esperti così a caso forse 30 anni fa ero un’eperto anche io, ma il tempo passa e vedere citati alcuni gruppi che consideravo patrimonio di vecchi nostalgici musicalmente parlando ovvio come me mi fa piacere. Perchè se un ragazzo/a di 20-22 anni sa riconoscere Starway to Heaven, Hotel California, Betty Davis Eyes una splendida canzone a mio avviso mi pare di Kim Karnes o anche alcune stranezze di Kate Bush (brutto cognome) mi fa piacere, mi capisci. E’ èer questo che chiedo a voi che a quanto ho capito suonate pure pareri, mi va bene tutto critiche, consigli tanto io ho i miei CD e per esempio mi emozionano ancora i Commodores, De Gregori, i Dire Straits, anche alcune canzoni degli A-Ha spero si sciva così, un pò meno l’heavy metal, ma conìme dici tu e altri va a gusti.
A me per esempio mi è piacita tantissimo la sigla che Paolo Conte ha scritto per il Giro d’Italia. Cosi come il popopopoporoppoo mi ricorderà sempre il trionfo ai mondiali. Ogni canzone per ciascuno di noi ha un significato.
Anche alcuni pezzi di Ramazzotti possono contare. Come sempre è tutto relativo.
l’importante è parlarsi comunicare con gli altri anche se con uno “sterile PC”, sarebbe meglio fare una serata sulla musica magari su un campo ristretto e chi vuole viene e dice la sua.
Per concludere per farti un esempio una canzone di merda ad esempio una di Gigi d’Alessio che io detesto per uno che quella sera ha conosciuto una donna di cui si è innamorato e magari poi l’ha sposata può avere valore immenso, e a me mi fa cagare.
Allora occorre secondo me per non andare offtopics (devo anche imparare la vostra terminologia) che voi esperti ci indirizziate. Io credo che Verona Blog lo è già ma diventerà un grande luogo di scambi culturali e anche di altre cose più facete se al vostro grande gruppo iniziale si aggrega più gente possibile, magari dicendo tantissime cagate e io ne ho dette molte. Magari andando oltre il segno. Però questo è dinamismo, è vita.
Scusami ancora ma siccome si parla sempre meno e si comunica così poco tanto vale fare unico Verona Blog multisfaccettato, uno spazio per tutti, con gli storici fondatori a dirigere il traffico.
Credo che con la scusa delle elezioni abbiate avuto molti accessi in più e che stiate diventando un blog bello tosto.
Un ultima rottura di palle cosa pensi di Zucchero, andro a vederlo in Arena il 21 settembre.
Il Liga non vale niente, fa canzoni pop a marchio per vincere il festivalbar, con dei testi fastidiosissimi. E inoltre è un personaggio odioso, lui e le sue poesie mediocri.
Non volevo in alcun modo biasimare nessuno per via del discorso offtopic, ma render noto che ne ero cosciente nel caso qualcuno se ne lamentasse, tipo la proprietaria del post iniziale, tutto lì. Io poi sono uno degli ultimi arrivati, e pensa che dell’OT ho bellamente profittato perchè del concerto non avevo nulla da dire, non essendoci stato. Comunque… invidio davvero chi come te, e ne conosco, riesce ad associare emotivamente una canzone ad un evento o un periodo, e a farlo rivivere risentendola. A me non succede, e mi sento un po’ menomato da ciò. Per dire, il poporopopooopo mi ricorda più che altro il patto fatto col mio amico di non vedere le partite dell’italia, che non è un granchè…
Su zucchero non mi pronuncio, ma cito (sic!) gli articolo 31: “Che bisogno c’è di essere zucchero se c’è già joe cocker ?”
Ah, una chicchetta. Lo sapevate che il poporopopopooopo è un “riff” di musica classica ? Nulla si crea…
E’ successo un casino al concerto di Mestre una tromba d’aria ha abbattuto parte dei tralicci del palco sembra che ci siano solo feriti non gravi. Guardate la pagina di televideo 103. Ciao.
Ho sentito, tremendo veramente speriamo si salvino i 2 gravi, almeno quando avevo sentito io erano solo 2 e tipo una trentina di feriti
Spero che nessuno abbia avuto la sfiga di ritrovarsi sia al concerto degli who che a Mestre. Ma in fondo è piuttosto probabile.
Tornando in topic, oggi sul corriere, oltre ad un editoriale di Giovanni Sartori, che non c’entra nulla con la musica, c’era un insertino carino sul concerto degli Who.
Inoltre, dopo aver appreso da fonti informate che gli Who si sono fermati a Verona anche il 12 giugno, ho realizzato che era veramente Pete Townshend l’uomo col naso grosso che ho visto seduto in una osteria in via sottoriva.