31 Maggio 2007, 21:39

Il blog della settimana (barra laterale destra) è la bandalarga; se vi va, dateci uno sguardo: è il racconto in progress dell’esperienza di un gruppo di persone che cercano di offrire con la musica - e in futuro con altre arti - dei momenti di benessere a chi è gravemente colpito e ai loro familiari.
Questa segnalazione mi offre l’opportunità di richiamare l’attenzione sul rapporto tra la città e l’handicap.
Come d’abitudine, cerco di farlo invitando a un sorriso, ma la situazione non è delle migliori, malgrado quello che pure è stato fatto.
La presenza e l’attivismo del volontariato sono eccezionali, ma non bastano; questo è un settore in cui contano i provvedimenti di legge e gli investimenti, e questi mancano.
Sono spariti i fondi stanziati negli anni 90 per il "dopo di noi", gli insegnanti di sostegno sono in continuo calo e sempre più precari; l’assistenza domiciliare è minima, non vi sono strutture - se non volontarie - che offrano momenti di tregua ai familiari di disabili gravi; si ristrutturano quartieri interi, ma non si pensa a renderli praticabili e sicuri, ignorando che ciò che viene fatto per i disabili è fruibile da tutti e a tutti garantisce mobilità agevole.
Per dare un’idea della superficialità con cui certe cose vengono decise e poi realizzate, la vignetta propone una situazione in cui Verona credo potrebbe essere in cima a una classifica particolare, se solo qualcuno si decidesse a stilarla: le mezze barriere architettoniche.
Ci deve essere qualcuno in comune, o un intero ufficio, che ha attraversato indisturbato amministrazioni di colore diverso esercitandosi instancabile nella progettazione (e successiva realizzazione) di passaggi pedonali in cui un accesso è facilitato, mentre l’altro non lo è, oppure è ostruito. E quindi chi deve raggiungere l’altro lato della strada rischia doppio perché, non potendo accedere al marciapiede opposto, deve transitare sulla sede stradale finché non trova un accesso praticabile, sempre che non venga travolto prima di riuscire nell’impresa.
In città sono decine e decine, distribuiti in tutti i quartieri; anzi, se ne vedete segnalatemeli, così mi aiutate a completare la documentazione. Per spiegarmi meglio ne propongo due, in zone frequentate spesso da molti di noi: Castelvecchio e lo Stadio.

Via Petrone è la prima traversa a destra su Stradone Porta Palio per chi proviene da Castelvecchio. L’attraversa-
mento è facilitato dallo scivolo realizzato sul marciapiede proveniente dal centro.
Molto bene… Solo che mancano le strisce pedonali e se si attraversa si finisce nei cassonetti, oppure nel traffico.
Piazzale Olimpia: chi proviene da via Sansovino e intende attraversare per raggiungere lo stadio può servirsi di questo scivolo e del successivo passaggio pedonale, ma non va oltre. Sul marciapiede opposto, infatti, non è stato realizzato nessun passaggio.
Sono solo esempi, segnalati alle amministrazioni comunali che si sono avvicendate, ma senza che alcuna risposta sia mai pervenuta.
Di più: mi sono personalmente offerto di spingere su una carrozzina per disabili in un tour per le strade di Verona due sindaci, affinché constatassero di persona (e di schiena e quant’altro) i rischi e i disagi.
Diciamo che hanno voluto risparmiarmi questa fatica. Oggi non lo farei, ho dieci anni di più e quando devi spingere si sentono tutti.
Alle elezioni appena concluse pochi partiti prevedevano nei loro programmi iniziative per la disabilità. Chi lo ha fatto ha enumerato i bisogni di dieci o quindici anni fa; e dato che tutti - a turno o sempre - sono stati al governo del Paese, della regione o della città, vuol dire che nessuno ha fatto niente, altrimenti quei problemi non ci sarebbero più o ce ne sarebbero altri.
Certo, si può sempre sperare, ma con tutte queste guerre che si stanno appareccbhiando contro gli ultimi…

letto 477 volte
5 commenti
  1. che tristezza.. poi uno/a va in Germania, in Olanda, in Norvegia e vede come funziona da quelle parti. Poi va negli States e si rende conto che chi e’ sulla carrozzina non e’ un/a rompiballe, ma uno/a che ha gia’ un disagio suo e pertanto va agevolato/a. Guarda un po’. Negli aeroporti, nei negozi, tutto e’ predisposto - a Las Vegas e nel Sud della California ho visto vecchietti e ragazze sulle sedie a rotelle spostarsi con facilita’, aiutati con gentilezza e riguardo, non con sufficienza come chi ti fa perder tempo.. do you know what I mean.. poi si torna in Italia e la tua amica in carrozzina vien guardata come se fosse incapace di intendere, o peggio con imbarazzo - meglio far finta che non ci sia. Ecco la filosofia corrente: se non lo vedo, il problema non esiste e cmq non mi riguarda. E gli amministratori sono uno specchio fedele dell’italiano medio.

  2. Siccome bisognerà mettere mano a molti marciapiedi di Verona sarebbe una buona cosa che fossero a misura di carrozzina, magari se lo avesse fatto Zanotto avrebbe qualche punto in più..

  3. Io coi disabili attualmente ci lavoro e m’è capitato pure di spingere una carrozzina in giro per la città.

    Ti tocca fare i giri dell’oca per andar in cerca di uno scivolo o per evitare alcuni marciapiedi distrutti.

    A dire il vero negli ultimi anni ho visto “riadattare” parecchi marciapiedi con l’innesto di accessi facilitati ma la cosa andrebbe estesa a tutto il territorio e, come mostra Gianfalco, andrebbe completata e vigilata meglio.

    Peccato che, escluse le lodevoli associazioni, gruppi, cooperative, a livello politico l’handicap conti molto poco.

  4. Sono questi i casi, e le altre migliaia che non hai segnalato, che fanno sentire le persone “ultimi”…

  5. E’ una situazione incresciosa, richiederebbe una sistematica e urgente ripianificazione dall’arredo urbano a tutti gli accessi e sovvenzioni particolari alle strutture che decidono di dotarsi montascale elettrici fissi eccetera. La sensibilizzazione è necessaria, investire saggiamente in tutto ciò che possa ridurre al minimo il disagio di queste persone penso sia fondamentale. Molti edifici pubblici ne sono dotati per legge (vedi l’INPS in via cesare battisti etc…) ma in molti casi sono troppe le barriere architettoniche che penso facciano sentire le persone lasciate a loro stesse. Spero che si creino le condizioni per rendere la città più “umana” e vivibile per tutti. Magari teniamo questo spazio (come penso fosse intenzione di gianfalco)per i suggerimenti da inviare in un bel file raccolto al comune . Se volete me ne occupo volentieri. Lasciate le segnalazioni man mano le aggiungerò.

Lascia un commento

Puoi usare questi tags XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>