E’ sempre stato così: incontri qualcuno che non conosci e quel qualcuno, a differenza dei tuoi amici, ti conosce per ciò che sei. Per ciò che sei in quel momento.
Questa persona non è condizionata da chi eri o da che cosa avevi fatto in passato. Non ha mai visto la tua faccia prima.
I tuoi amici si.
E, onestamente, non tutti gli anni della tua vita sei stato fighissimo.
Con lei sono ripartito.
E’ bello riprovare a essere sinceri: per questo motivo succedeva che, incontrando qualcuno, mi aprivo subito. Lei mi piaceva molto, ma sopratutto con lei "mi" piacevo molto. Uscendoci, conoscevo due persone uove,
Adesso avevo anche imparato ad avere equilibrio.
Non avevo più paura. Non volevo più rimandare. Se prima mi regalavano una bottiglia di vino buono, la tenevo chiusa e aspettavo la grande occasione, il momento speciale.
Quel mio nuovo modo di vivere mi costringeva invece a aprirla subito. Ogni istante era speciale.
Non aspettavo più giornate speciali e colorate, ma ero io a renderle speciali, ero io a colorarle.
Fino in fondo.
Tratto da: Fabio volo, "E’ una vita che aspetto".
Leggetela in chiave quaresimale…







Io ancora aspetto…
Non sono mai stato fighissimo, nemmeno in quaresima.
Qui si segue con assiduità la filosofia del non-figodi coniglionesca fattura.
Ho delle bottiglie di spumante di due anni fa’, vanno ancora bene?