Edit: dio can Domizià, che cazzo ne so io di queste usanze quali il pesce d’aprile… ci ho perso una nottata a esprimere il mio pensiero al sindaco… ma vaffanculo va questi scherzi del menga! Ma dio…
Avevo deciso da tempo di non parlare più di "chiesa cattolica". Inutile arrabbiarsi, inutile inalberarsi. Inutile soffrire perché uno Stato è sotto una dittatura mediatica clericale. Esagero? Probabilmente anche lo zio Benito si sarebbe fatto remore a campeggiare da tutti i giornali e telegiornali come fanno i prelati oggi giorno. Ma avevo deciso di soprassedere, se gli italiani vogliono sapere tutto di cronaca vaticana, perché deluderli?
Fino ad oggi avevo mantenuto la mia linea di condotta. Costruendomi una allegra torre d’avorio su cui gli echi capitolini non giungevano se non ovattati e confusi, come un ronzio di tafani in lontananza.
Ma oggi fra le righe del nostro blog scopro che il sindaco Zanotto, complimentandosi con questa iniziativa (d’altronde sotto elezioni si googla per tastare il polso cibernetico dell’elettorato) esprime la sua perplessità rispetto ad alcune esternazioni satiriche anti-cattoliche che può aver letto su queste pagine. Sempre che non abbia centrato in pieno qualche mia sfavillante bestemmia, allora sì che ci sarebbe da ridere.
E quindi mi vedo costretto a specificare perché, almeno per quanto mi riguarda, a più riprese molti di noi hanno espresso posizioni apertamente anticattoliche e soprattutto anticlericali.
Perchè, caro Paolo (mi consenta la familiarità, per una volta) noi non siamo politici. Io non sono un politico. E non sono costretto a mediare fra le mie idee e i poteri forti. E quali sono i poteri forti lo sappiamo. Perchè in Italia i "cattolici" non sono solo un gruppo religioso, ma sono una lobby, un organo di pressione con poteri politici (spostano voti), poteri economici (tutti i "paroni" appartengono a qualche associazione religiosa), poteri mediatici. E ancora di più a Verona, città libertina di notte quanto puritana di giorno. Dove il magnifico rettore, esponente dell’Opus Dei diventa presidente della provincia. Basta solo questo esempio per farci capire come sia stretto il legame fra cattolicesimo e potere. Un legame a cui il politico, come politico è lei caro Paolo, non può ignorare.
Il politico quindi non può osare in Italia, a Verona, parlare male della chiesa. Subirebbe reprimenda da ogni parte, scontenterebbe quel 5% di elettorato che è manovrato direttamente dagli organi della chiesa, siano essi CL, OD, AC, vescovado o catechismo che si voglia. Perchè se noi atei siamo banderuole, cani sciolti, dissociati e borderline, i membri delle associazioni cattoliche sono un corpo compatto (per non dire contundente) che si muove e colpisce dove i vertici comandano. E non mi si dica di no. E a parlarne male si perdono le elezioni.
Ma io, parlo di me, non sono un politico. E sento mio diritto, ma soprattutto mio dovere, esprimere il mio malcontento. Esprimere la mia delusione nel vedere una Nazione imbrigliata sotto la dittatura di una superstizione. Superstizione di cui non si può neppure parlare male pubblicamente.
Nessuno si offende se si prende in giro chi crede negli alieni, chi crede negli spiriti delle piante, chi crede nelle creature fatate, chi crede nei fantasmi, chi crede nei puffi e in David lo gnomo. I pochi rappresentanti di superstizioni minoritarie sono oggetto comune di scherno, anche da parte dei preti. Soprattutto da parte dei preti (che amano inveire contro le sette). Mentre la superstizione maggioritaria gode, in quanto di massiccia diffusione, di intoccabilità.
Perchè di superstizione si tratta, non me se ne voglia. Ci può essere fede o meno, qui non discuto. Ma scientificamente, logicamente, razionalmente parlando è nè più nè meno una superstizione. E per superstizione si intenda una credenza in qualcosa di non dimostrabile, non dimostrato, aleatorio e potente ma non reale, nè tangibile, nè vero (superstizione: atteggiamento irrazionale, dettato da ignoranza, suggestione o timore, che attribuisce a cause occulte o a influenze soprannaturali avvenimenti, spec. negativi, spiegabili con cause naturali e conoscibili; atto, gesto, pratica rituale cui si attribuisce il potere di scongiurare un evento negativo o di propiziarne uno positivo - dice il DeMauro: come non ricondurre tale definizione all’utente medio della religione cattolica? e sia chiaro che scrivo utente con cognizione di causa).
E come mai a noi scapestrati giovani d’oggi, di media istruzione e cultura, e dico media per umiltà, osiamo essere sarcastici con il potere cattolico e le sue superstizioni? Perchè, e torno a parlare in prima persona, ogni parola che esce dalla bocca di un alto prealto è contro, sottolineo contro, tutto ciò in cui io credo.
Io credo nella libertà, quando il clero vuole ingabbiare e indottrinare e condizionare.
Io credo nell’uomo come individuo, quando il clero parla di comunità.
Io credo nell’amore, quando il clero parla di vietare, censurare, castrare emotivamente, iscrivere nell’istituto del matrimonio e limitare.
Io credo nel sesso come veicolo di dignità, quando il clero lo indica come peccato capitale e lo vieta ai suoi adepti.
Io credo nella natura e nella scienza, quando il clero vuole porre dei limiti alla libertà nella ricerca.
Io credo nel progresso, quando il clero predica l’antimodernità.
Io credo nella libertà di espressione, quando il clero alza scudi per qualunque stupidaggine che lo contraria.
Io credo nell’arte, quando il clero la approva solo quando non provova, non fa riflettere, non colpisce: insomma quando non è arte ma decorazione.
Io credo nella cultura, nella conoscenza, quando il clero predica un modello unico di pensiero.
Io credo nel valore supremo del laicismo, quando il clero promuovendo il radicalismo cristiano autorizza lo scontro con i fondamentalismi.
Io credo nel propugnare i propri valori con l’esempio, quando il clero piange i poveri negretti dell’Africa tintinnando collanoni d’oro.
Io credo nella Costituzione (ma ripudio il Concordato), quando il clero entra mani e piedi negando il concetto di libero Stato.
Io credo in una Nazione in cui non sia necessario essere anticlericali, una nazione come ce ne sono tante in cui le pazzie religiose dei vertici religiosi vengono relegate in un trafiletto in ventesima pagina fra le notizie di folklore. Io credo in uno Stato in cui le ingerenze religiose non siano a livelli di teocrazia. Io credo in un mondo in cui non ci sia bisogno di essere anticlericali perché il clero sta al suo posto, perché il clero non ha poteri, nè influenze, ne interi palazzi cittadini (come nella nostra povera Verona).
Ma non posso non essere anticlericale, perché il clero cattolico è un potere troppo forte ed asfissiante (qualcuno dice che sia il canto del cigno, chissà), perché la dignità dell’uomo è troppo infangata dalle superstizioni di uomini con la gonna che si credono superiori agli altri solo perché non scopano (o lo fanno di nascosto), perché c’è troppa chiesa nei nostri mezzi di comunicazione.
Per questo, caro sindaco, mi vedo costretto a usare, di quando in quando e sempre meno ché è una battaglia persa, il sarcasmo. Perché un cancro come è lo strapotere della chiesa nelle nostre istituzioni civili non si può debellare se non ignorando, deridendo, svuotando di valore e di dignità quei buffi ometti che si ostinano a volerci condizionare con le loro sciocche superstizioni medievali. Discutere sullo stesso piano con loro ci vedrà sempre sconfitti, perché discutere su basi irrazionali (come è irrazionale e superata la teoria della "famiglia naturale", che fa parte di un concetto giusnaturalista che ha fatto il suo tempo) è un paradosso che non può dare i frutti buoni del confronto civile. Ci fa male ed è inutile rapportarci con "i cattolici" su un piano di rispetto e confronto: perché loro ci disprezzano come disprezzano tutti quelli che non seguono i loro dettami.
Se lei ha fede, caro Paolo, se la tenga stretta nel cuore, ma non condizioni mai, mai!, le sue scelte pubbliche in base a quella fede, non favorisca mai qualcuno perché è cattolico, perché appoggiato dalle gerarchie ecclesiastiche. La fede dovrà essere un suo fatto personale. E non abbia paura, se vuole in qualche modo il nostro rispetto se non come politico come persona, di mettere al loro posto tutti quelli che si ergono a giudici e paladini solo perché ammantati di porpora.
E se a lei non interessa il rispetto di quegli strani individui senza dio, continui pure a ritenere sconveniente il nostro giudizio. Ma sa, noi, io, non ho paura di pensare qualcosa di sconveniente, quando il pensiero conveniente è sbagliato.
Vista la situazione difficile (certo non è Gela o Palermo, ma si può sempre migliorare) della nostra bella e caotica città mi auguro che anche lei nel caso verrà rieletto sappia fare scelte "sconvenienti" ma giuste. Se l’ha fatto fin ora, sa, qui non ne è giunto eco.







uau, retorico ma bello.
ps c’è pieno di refusi, se me li segnalate in privato li correggo ora non ne ho voglia, in caso fateli corregere a domiziano che l’gà el bon tempo…
Azzarola, Conny, quando parti con una tirata lo fai al cientopeccciento!
Condivisibile tutto ma c’è un piccolo grande refuso: la lettera del sindaco era un pesce d’aprile orchestrato da Domiziano…:D
Applausi per Conny!
Citerò la tua lettera in un articolo.

Pesce d’aprile o meno il post di coniglione è largamente condivisibile.
La chiesa cattolica e i suoi adepti fatti partito, anzi partiti, interferiscono quotidianamente nella vita politica nazionale, assurdo.
Come se all’ assemblea nazionale dei DS volessero dettare le linee guida della conferenza episcopale.
Però come evidenziavi tu, coniglione,i cattolici sono una componente sostanziosa del nostro paese per cui i politici fanno qualsiasi cosa per accattivarsene il consenso spesso a scapito del progeresso del paese.
Si vabbè, allora ditelo no che sto a fare figure del cazzo.
Comunque se il Paolo non ci ha letto fin’ora qualcuno glielo racconterà.
Se un pesce d’aprile ti fa tirar fuori post come questo allora mi sa che li farò ogni primo del mese.
Io condivido tutto ciò che ha scritto coniglione.
La tirata contro la chiesa, il clero e tutto il resto. In pieno.
Però, non so…son un pò perplesso per la bestemmia gratuita così, messa lì sopra.
Senza entrare nei miei convincimenti (o meno) religiosi dico solo che qualcuno potrebbe infastidirsi.
Un conto è la chiesa, altro è la religiosità.
Però questa è una mia opinione.
Il blog è collettivo e se son l’unico a pensarla così fate finta che non abbia detto nulla.
Potrei anche essere d’accordo, ma avevo il nervoso…
Tu sì propio ‘nna besc’tia, come dicono a Bressanone!

Diciamo che si può esprimere lo stesso concetto in altri modi. Però ognuno scrive quel che vuole. In caso ci va Coniglione all’inferno.
io sono d’accordo ma si sottovaluta di grosso la religione cattolica, con annessi e connessi, se la si declassa al rango di superstizione. Le superstizioni passano. Quegli stronzi sono sempre lì. Ci sarà un motivo.
Complimenti, bellissimo post!
Su una cosa però mi sento di dissentire: non mi pare che la chiesta influisca pesantemente sulla gestione dello stato. Certo, i politici devono mantenere una facciata apertamente clericale per non essere cazziati dall’opinione pubblica, ma alla fin fine non tengono affatto conto del parere degli alti prelati!
I loro interessi li fanno senza farsi influenzare da nessuno
[[E come mai a noi scapestrati giovani d’oggi, di media istruzione e cultura, e dico media per umiltà, osiamo essere sarcastici con il potere cattolico e le sue superstizioni? Perchè, e torno a parlare in prima persona, ogni parola che esce dalla bocca di un alto prealto è contro, sottolineo contro, tutto ciò in cui io credo.]]
Io abito in provincia di Treviso, dall’altra parte del Veneto… devo dire che anche qui si sente quest’ombra che ha il clero nella nostra società, dico ombra poiche ci sono molti preti che dedicano ad aiutare il prossimo perchè credono in ciò che fanno, ma ce ne sono tanti altri che fanno i prelati per tutt’altra ispirazione ed hanno un’influenza negativa. Mi viene in mente un parroco di un paese qui vicino che praticamente è un’imprenditore, ha la sua setta di schiavi (lui li chiama animatori) che eseguono i suoi ordini, aiuta il prossimo discriminando tra figli di industriali e cittadini comuni, cosa che è contraria ai principi fondamentali del cristianesimo. Inoltre come da tradizione clericale ha un forte disprezzo verso le discipline tecniche… ma apprezza molto la psicologia.. chissà perche….
I giovani credenti di oggi crescono con quest’immagine distorta di aiutare il prossimo, vedendolo come strumento di potere e non di carità.
Buona pasqua a tutti, e mi raccomando andate a messa
lol…..
La bestemmia te la potevi evitare.
Sigh.
Si pretende il rispetto quando non si è i primi a rispettare.
Dai dai, su…
Abbiamo già chiarito e non serve alzare i toni.
Conny c’aveva le balle per traverso e ha risposto.
che tra l’altro la bestemmia non è una delegittimazione che parte in generale dal mondo “laico”..il veneto è il regno della bestemmia eppure è una regione assai bigotta, forse anche molti religiosi bestemmiano. Ma noi agnostici abbiamo strumenti migliori per smontare le vostre tesi, fidatevi. La delegittimazione ufficiale che parte dalla Chiesa è un qualcosa di diverso e molto più potente.
Dato che ci sono 506 persone che hanno letto questa pagina mi sembra doveroso dire alcune cose:
- Lettore stai attento a quello che leggi
- La bestemmia al di la’ delle varie ideologie e’ maleducazione
-In questa pagina sono scritte per la maggior parte cose ( secondo me …secondo molti) profondamente sbagliate , su alcune si potrebbe dialogare o fare un dibattito.Le verita’ mi sembrano molto poche.
-Non avrebbe senso dialogare con qualcuno che si vuole sfogare , o dire la sua.
-Qualora tu fossi concorde con tutte le varie accuse o meglio giudizi contro la chiesa , ti prego di vedere anche altri punti di vista.(es=Sermig , missionari , i preti veronesi ecc).
Ciao e nel caso….buona ricerca
sento un lieto crepitare di scorregge…
Ah, sei tu Andrea!
Benvenuto.
Del tutto al di là di quanto sia condivisibile il tuo post, mi risulta difficile immaginare come tu creda di poter essere preso sul serio con reazioni come queste. coniglione, sei insulso a dir poco.
“si googla per tastare il polso cibernetico dell’elettorato” …
una perla!