1093 più 727 in procinto. E’ il numero, riportato dal Corriere di Verona, degli sfratti a Verona dall’inizio dell’anno. Dico, ma è possibile? E’ possibile che sia gente che vive di rendita affittando decine
Allora, le possibilità son due. O è un problema generale, e allora ciò richiede, impone, una soluzione immediata e generale, o è un problema marginale. Durante l’ultima campagna elettorale, il presdelcons uscente aveva la grazia di ricordarci, un giorno sì e un giorno no, che l’80% delle famiglie italiane è proprietario della casa in cui vive e solo il 20% è in affitto. Se è vero allora si tratta di un problema marginale
Io una soluzione in tasca ce l’ho. Ma vi avverto subito, è un bislacco mistume di liberalismo e socialismo. Cominciamo per ordine. Anzitutto: in Italia ci son più case o famiglie? Se famiglie, beh, è proprio il caso di cominciare a costruire case. Subito. Viceversa: Tizio non ha una casa; Caio ne ha dieci vuote. Cominciate ad intravedere la soluzione? Sì: lo Stato espropria una casa di Caio e la presta a Tizio. Quando potrai, se potrai, dovrai
Nel caso in cui non siano rimaste case sfitte si riprenderà da quelle in affitto, a controllare che il prezzo non sia esoso a confronto con il redditto del conduttore. E già che ci siamo, vista la frequenza del fenomeno
Certo non si agirà a destra e manca a casaccio, ma si comincerà da chi ne ha di più e via a calare sino a risolvere l’emergenza abitativa. E mica dall’oggi al domani con un colpo di mano. Il provvedimento sarà annunciato con un semestre d’anticipo. Cosìcché saranno i proprietari, visto il rischio, a doversi sbattere per trovare un inquilino, cosa che li costringerà a praticare prezzi modici.
Già immagino le proteste dei tanti Cai, anche sensate secondo un primo punto di vista: e che cazzo io ho lavorato
Sin dagli albori dell’umanità, nella scala delle proprie necessità sopravvivenziali subito dopo il mangiare c’è l’avere un riparo. Per cui se non ce l’hai non è perché non vuoi, ma perché non puoi. Se non puoi la domanda dei Cai diventa priva di significato. Diventa significativa invece: perché Tizio non può? Perché, evidentemente, non ha abbastanza soldi. Perché non ha abbastanza soldi? Perché ha un lavoro poco renumerativo o perché non ce l’ha proprio. Nel primo caso beh. Non possono, anzi non devono esistere lavori meno pagati del costo della vita, fosse anche lo spurgo dei pozzi neri. Perché per quanto un lavoro possa essere miserrimo, se c’è vuol dire che serve, che è necessario. Che vuol dire che senza tu non potresti andare a fare le tue belle vacanza in Costa Smeralda. Per cui, prima di partire, gli dai quanto gli serve per sopravvivere dignitosamente e piuttosto vai a Rimini. Potrà non piacerti, ma l’alternativa è che nemmeno a Rimini vai e a spurgare i pozzi neri ci metto te. Vedi tu.
Se invece un lavoro proprio non ce l’ha, perché? Perché non c’è, perché non lo cerca, perché è poco qualificato? Se non c’è non è colpa sua, ma del sistema. E allora la responsabilità della soluzione ricade sul sistema. Se non lo cerca allora lo si deve spingere/costringere a farlo. Se è poco qualificato: non ha saputo, non ha voluto o non ha potuto studiare? Se non saputo è stupido. Se non ha voluto è stupido uguale. Che facciam con gli stupidi, li gettiamo dalla rupe da piccoli o ce ne dobbiamo occupare in qualche modo? Se infine non ha potuto, siam nella stessa situazione in cui non c’è lavoro. Come vedete, a scavare un pochino, il problema è tutt’altro che marginale. E con questo vengo alla parte liberale del provvedimento.
Anzitutto, con buona pace di quelli che benpensano, liberale non vuol dire che ognuno possa fare quel cazzo che gli pare. Stuprare non si può. O meglio, si può, ma poi ti arrestano. Che allora il codice penale sia forse una norma liberticida? Il fatto è che vivi con altre persone, in una società, il che comporta delle regole di convivenza. Ma ciò non vuol dire che di liberale non resti nulla. Se non esiste la Libertà Assoluta esiston comunque diversi, ed ampi, gradi di libertà. Una società è tanto più liberale quanto più spazio l’autorità, lo Stato, conceda ai propri cittadini. Però, a questo punto, sorge un conflitto valoriale.
Visto che tutti si riempion la bocca di valori, valori, valori: ha più valore il fatto che Briatore sia libero di sorseggiare uno champagne da 5.000 euro la bottiglia o il fatto che chi non abbia di che mangiare ce l’abbia? Guardate che qui come Briatore abbia fatto i soldi
Detto questo non voglio però far passare l’idea che lo Stato si debba occupare di tutto, a valle. Non mi piace come ideologia, come poi vada a finire nella pratica lo sappiamo bene, ed è ancora peggio. Io dico che se ne deve occupare a monte. Vuol dire che lo Stato non deve fare l’elemosina ai poveri, ma operare affinché non ci siano più poveri. Che poi, surprise surprise, la cosa sarebbe pure liberale. Liberale in un’accezione che più positiva non si può: far sì che tutti siano nelle condizioni di poter esprimere al meglio la propria vita. La distinzione fondamentale è proprio in quel "tutti". Ovvero non: le cose stanno così, arrangiati come puoi (in libertà), ma lottare affinché anche tu, nato povero sfigato, possa avere il più possibile la libertà che ha Lapo Elkann. Poi, mica si vuol (e si può) garantire l’alta società a tutti. Io sto parlando di avere di che mangiare, dormire e lavorare. E’ un’idea così comunista?
E allora. Allora vuol dire come primissima cosa avere delle scuole eccellenti, dove non ti insegnino solo la grammatica, ma anche a stare al mondo. Guardate che se non tutto, tanto è qui. Perché se vieni da una buona famiglia tanto meglio, ma se vieni da una famiglia del cazzo, potrebbe essere la tua sola salvezza. Che non li salverai tutti, ma fossero anche la metà, vuol comunque dire che alla generazione successiva il problema sarà dimezzato! Certo i coglioni e gli stronzi non mancheranno mai e curarli non si può. Almeno, però, cerchiamo il più possibile di prevenirne il diffondersi no?
Il fatto è che si tratta appunto di un’operazione su larga scala, con i risultati che si misurano in termini generazionali. Per questo, nel frattempo, serve la misura draconiana con cui ho aperto quest’analisi. Come sopra, serve affinché un giorno non debba più servire.







ehm… una cosa… obbligare a caio di affittare una delle sue settecento case, si chiama espropriazione della proprietà privata. E questa è una legge dello stato.
Dopo, che il problema rimanga, non c’è dubbio. Ma credo che il problema sia molto più esteso. Il fatto che i ricchi hanno migliaia di case è figlio del circolo del mercato, dove mentre qualche anno fa era il mercato mobiliare a tirare avanti, adesso è quello immobiliare a far girare l’economia e a far crescere i portafogli dei benestanti.
Io credo che una delle possibili soluzioni, sia una presa di coscienza da parte dei Cai ricchi, e non debba essere lo stato a imporre l’affitto a famiglie non benestanti (e tanto, anche lì si troverà il sistema di aggirare la cosa, siamo italiani per qualcosa…). Ovvio che un mutamento storico di questo tipo, adesso come adesso è difficile che si imponga.
Utopia? forse….
Della presa di coscienza dei Cai stiamo aspettando da duemila anni. Io posso anche, ma chi non c’ha un tetto?
Spesso si dice che il libero mercato è la soluzione: offerta, concorrenza, calo dei prezzi e via discorrendo. Il problema è che spesso il libero mercato non è poi così libero; ma non solo: quando lo è, proprio per la libertà, rischia di essere drogato. Perché non si tiene conto delle posizioni di potere. Di compagnie di assicurazioni, banche e vari ce ne son molti. Putroppo di rado li vedi combattere a suon di sconti, quanto piuttosto tutti quanti ritoccare il prezzo verso l’alto. Ma guarda un po’.
Poi, come dicevo, se il libero mercato è un valore, per me, resta comunque più valore aiutare chi ne ha davvero bisogno. E se quindi devo intervenire a gamba tesa su chi ha tanto più di quel che serve da vivere per aiutare chi non ha di che vivere, per creare condizioni migliori, così sia. Secondo me è pure un dovere costituzionale.
uhm…secondo me basterebbe far rispettare le leggi che già esistono…ma senza essere fiscali, solo delle persone oneste…