Sul Corriere di Verona si discute dell’ipotesi del voto amministrativo agli immigrati ed eventualmente della costituzione di liste civiche a seguito dell’eventualità che l’acquisizione della cittadinanza italiana scenda da dieci a cinque anni.
Le Lega, ovviamente, si dichiara contraria, ma parimenti, pur per ben altri motivi, lo è il sindaco Paolo Zanotto: La lista civica degli immigrati mi sembra contraria al concetto di integrazione
.
Fermo restando che non sono certo i partiti già esistenti ad aver voce in capitolo su quale nuovo partito possa o meno nascere - soprattutto la Lega che è l’esatto speculare del partito dei musulmani, per cui se questo non dovesse aver diritto di esistere, non dovrebbe averlo nemmeno la Lega - anche io, personalmente, trovo sconveniente quest’ipotesi.
Poi, ovviamente, ognuno può far quel che vuole, nei limiti fissati dalla legge, e se domani qualcuno vuol fondare il partito dei possessori di iPod è liberissimo di farlo. Dico solo che, appunto, delle liste "razziali" non mi paiono proprio un grande passo avanti per l’umanità.
Ecco, magari, all’inizio ci starebbe pure bene, per cercare di garantire a chi è qui in regola e a modo, condizioni migliori di quelle nelle quali spesso è costretto. Il problema è che dubito che una lista di questo tipo si scioglierebbe al conseguimento del risultato. Diventerebbe, più facilmente, una forza politica sempre più rilevante. Legittima, per carità, ma difficilmente operante nella direzione dell’integrazione. Nata per integrare, finita a distinguere. Un non sense politico.
Che poi, vuoi mai che per reazione a qualcuno non torni in mente di fare il partito dei biondi









Premessa: sono assolutamente per l’integrazione e per l’interculturalità.
Detto questo son d’accordo col fatto che una lista civica di immigrati non mi pare si muova in tal senso. Non ci sarebbe nulla di male o da ridire (a parte i soliti leghisti).
Tuttavia mi parrebbe più sensato che, una volta abbassato il tempo per la cittadinanza italiana, gli "ex" immigrati si facciano eleggere nelle normali liste elettorali nei veri partiti, come dei normali cittadini italiani.
Per gli immigrati non ancora divenuti cittadini italiani, invece, si potrebbero comunque creare dei comitati autogestiti che si occupino di fare da tramite tra l’autorità politica cittadina e i "senza voce" che abitano nella nostra città.
concordo con quanto già scritto!
Un’altra idea che mi trova in bilico è quella dei vigili immigrati nelle zone ad alta densità di immigrazione. Da un certo punto di vista potrebbe facilitare il rapporto con la legge. Dall’altro ho il timore, forse un po’ razzista ammetto, che possano rischiare di diventare un po’ dei capò della zona.
domiziano, hai mai visto i promotori della tim in stazione?ce ne sono un paio di stranieri: secondo me è una mossa vincente, perchè vedo che gli extracomunitari si fanno avvicinare più volentieri e anche gli italiani non hanno problemi…
Sì, anche se sono un bel po’ invadenti (mica solo gli stranieri: tutti). Il fatto è che si tratta di una cosa ben diversa dalla gestione dell’ordine pubblico. Insomma, ho il timore che dicevo. Forse avrò visto troppi film. Però una soluzione potrebbe essere pattuglie miste.
Quando gli immigrati eravamo noi, nei ghetti di New York, della Svizzera, del Belgio, abbiamo smesso di essere considerati degli straccioni, bestie da lavoro, accoltellatori sporchi e mangiapizza solo nel momento in cui ci hanno dato il diritto di essere considerati cittadini americani, quello di votare. Non abbiamo smesso di essere italiani, abbiamo però imparato la loro lingua, abbiamo capito come si può avere accesso ai posti di potere: comunicando. E loro, la cultura ospite, ha smesso di considerarci una minaccia, anzi, ha visto nel nostro retaggio mediterraneo una ricchezza culturale.legalize the immigrants!:) scusate il punto di vista estremo
Qui non si è mica detto che non devono votare, ma che una lista di "immigrati" non mi pare sia una buona cosa. Votare, ma anche essere votati, Loris. Ma per legalizzare gli immigrati cosa intendi? Tutti quelli che arrivano via mare? Dovremo fissare un limite, da qualche parte, o no?
Nessuno dice di aprire le frontiere. Io parlo di comunicare con la seconda generazione. Inoltre la lista immigrati, già esiste in un certo senso ed è fatta da tutti i capigruppo -e sono tanti, andate al contro di accoglienza immigrati lì in via XX Settembre - che gravitano attorno a CGL e altri sindacati etc. Sarebbe semplicemente un trasformare una cosa già esistente in ufficialità.
Ma secondo te non è meglio che le loro istanze siano accolte in partiti trasversali, piuttosto che creare un partito degli (e soli) africani, per dire? Non è che la cosa mi turbi è che secondo me non va, come la Lega, nella direzione di integrazione.
credo che non ci sia molto di male in una lista immigrati, tutto dipende se è organizzata in un modo integrante.
ad esempio bene se tutti gli immigrati, male se una lista per i magrebini, una per i pakistani, una per gli extranegri.
peggio se la lista è anche confessionale islamica.
una lista che difenda invece i diritti dell’immigrato in quanto uomo cittadino straniero per me non è male.
Diciamo che sarebbe bello se non ce ne fosse bisogno. Conny, lo sai che quando vuoi puoi cominciare a scrivere vero.
Domiziano said"Non è che la cosa mi turbi è che secondo me non va, come la Lega, nella direzione di integrazione".Il diritto di associazione x comunità d’interessi è ciò che sta alla base di una società.Secondo me invitare una comunità ad associarsi, non va contro l’integrazione. In questo modo, anzi, può essere monitorata . Mi trovo molto d’accordo con ConnyD’altra parte capisco perfettamente le tue riserve.Loris, bye
Per carità, certo che esiste il diritto di associazione x comunità di interessi è alla base della società. Tant’è che esiste una Lega, esiste un Südtiroler VolksPartei e un Partito Sardo d’Azione. Però son tutti casi in cui si lotta per istanze particolarmente particolari, non generali per l’Italia. Credo sarebbe meglio se le loro istanze fossero difese in ambito generale, visti peraltro i problemi contemporanei con la questione dell’integrazione.
Ok, però se non si associano, chi può difendere i loro diritti?Un esempio su tutti, le condizioni di lavoro.Ciò che fa il centro di prima accoglienza immigrati, oltre ad una prima assistenza linguistica, è spiegare ai nuovi arrivati alle prese con il posto di lavoro, lo statuto dei lavoratori.Io trovo che sia utilissimo questo modo di associarsi e quasi per nulla dannoso.
Comunque aldilà delle opinioni personali siamo d’accordo su una cosa che l’integrazione è un passo fondamentale per risolvere. E che naturalmente vanno integrati i meritevoli.
sto preparando alcuni articoli a tema veronese… devo solo trovare la pazienza di scriverli.
ce li ho qui nella chepa.
Mica ho detto che non devono associarsi. Ma appunto esistono molteplici forme. Quella del partito politico non mi pare la migliore, secondo la mia visione. Nel senso che sì, ogni partito rappresenta una certa area di interessi, ma io vorrei che, piuttosto, rappresentasse un certo punto di vista dal quale partire per fare gli interessi di tutti. Una lista di immigrati, così come la Lega non corrisponde a questa mia ideale visione della politica. (Volendo anche i partiti tradizionali ricadono in quest’errore, certo un po’ meno poiché più trasversali.)
DA DIFFONDERE,
PUBBLICARE, COMUNICARE CON TUTTI I MEZZI DI INFORMAZIONE SUL
TERRITORIO NAZIONALE.
ADERITE
!!!
Appello per la
formazione di Comitati Civici di Difesa Nazionale
Il governo Prodi si prepara a cambiare la legge
sulla cittadinanza e ad allontanare definitivamente l’Italia dai principi
giuridici e di senso comune sui quali si è per secoli fondata.
Secondo questo
disegno di legge, gli immigrati accederebbero alla cittadinanza italiana dopo 5
anni di residenza invece dei 10 attuali e i figli di immigrati saranno, ipso
facto,italiani se nati in territorio italiano.
Questi cambiamenti avranno un
effetto immediato sulla fisionomia nazionale, creando una popolazione di 4-5
milioni di "nuovi italiani" nei prossimi 5 anni. Contemporaneamente, la vera
popolazione italiana, in virtù del suo calo demografico, si appresta a ridursi
drammaticamente. La cultura italiana e cattolica, che ha illuminato il mondo per
secoli, non potrà che cedere il passo ad un nuova mescolanza di etnie, culture e
religioni lontane e differenti dalla nostra, pregiudicando progressivamente l’
identità nazionale.
Non possiamo infine dimenticare il giovamento elettorale
per i partiti promotori dell’iniziativa che vedranno aumentare i "consensi" da
parte di questo nuovo "proletariato". Contemporaneamente sarà fortissima la
spinta all’emigrazione che proveranno le popolazioni del Terzo Mondo sradicate e
impoverite dalle politiche della globalizzazione . Pertanto i sottoscrittori
promuovono la formazione di Comitati Civici di Difesa Nazionale al fine di
respingere questo disegno di legge e qualora fosse necessario, di promuovere un
referendum per l’ abrogazione di un provvedimento che costituisce un formidabile
attentato alla Nazione .
PER ADERIRE ALL’APPELLO E CONTRIBUIRE ALLA DIFESA
NAZIONALE
CHIAMARE I NUMERI 338/9055503 - 06/35403870
OPPURE SCRIVERE A
difesanazionale@libero.it