Visto che addirittura mi sono arrivati sms che parlano di reazioni infuocate per il mio articolo sui lavori in arena, ci tengo a precisare una cosa: ho solo cercato di esprimere il mio punto di vista dopo otto anni passati lì, cercando di essere il più ironico e divertente possibile.
Chiaramente qualcuno se l’è presa.
Se ho scritto che i portastrumenti non fanno un cazzo e pigliano tantissimo è solo perché questo m’è sempre stato riferito nel corso degli anni (anche da molti portastrumenti) e perché effettivamente questa è pure l’impressione che ho avuto io.
Ovviamente con "un cazzo" non si intendeva "il nulla più totale" ma diciamo allora, meglio, che il rapporto tra "quanto mi faccio il culo" e "quanto guadagno" mi ha fatto riassumere il tutto in "non faccio un cazzo e piglio tantissimo".
Potevo scriverla meglio usando un "in base allo sforzo impiegato nel mio lavoro, il guadagno che prendo è veramente elevato" ma avrebbe stonato con il resto dell’articolo.
Ma poi io dico: se uno se la piglia così tanto per un articolo scritto su un blog, i motivi a mio parere possono essere essenzialmente due:
- ho sbagliato completamente: in realtà i portastrumenti si fanno il culo più di tutti e guadagnano poco (e allora qui le voci che girano e quello che molti di voi m’hanno detto è falso). In questo caso me ne scuso.
- non ho sbagliato più di tanto e quindi semplicemente non v’è piaciuto il modo in cui l’ho scritto. In questo caso la prossima volta cercherò di essere più chiaro (e meno offensivo, visto che mi sembra di avervi offeso tantissimo con due righe in un blog).
Detto questo, mi congedo, sperando di essere stato chiaro.







L’ ironia più è sottile, più è facile che non venga capita.
E’ solo al primo post e già fa il botto.
Bene, bene così. Facciamo scalpore, suscitiamo polemiche. Dai adesso tutti in coro facciamo una pernacchia al Papa così domani siamo sulla prima del Corriere.
a me sembrava carino, non si capisce per cosa uno doveva prendersela!
Caro Dietnam
Io sono quello che più di tutti ha ritenuto privo di (sottile???) ironia e di buon gusto il tuo articolo su ciò che riguarda i Portastrumenti.
Ovviamente sono parte in causa.
Ora ti spiego il perchè.
Se non sbaglio tu hai fatto "librettaro" per un pò di anni in arena e sai benissimo cosa significa farsi i gradoni per tutta la sera urlando "Aidaaaa".
Bene! ora immagina che un bel dì salti fuori io, Portastrumenti sudato e puzzolente dopo un turno di dodici ore perchè c’è da fare un concerto in un’altra città, un opera in arena, prove e controprove in teatro, c’è da togliere e rimettere sedie e leggii, recuperare strumenti musicali, risolvere problemi ambientali (lo so che non è così tutti i giorni ma capita più spesso di quanto tu pensi) e me ne esco scrivendo su un blog che i librettari prendono un casino di soldi e non fanno un cazzo perchè li ho visti io con i miei occhi che durante l’opera bevono litri di birra e fanno i fighi con le ragazze.
Ovviamente tu sai che le cose non stanno cosi.
Ma è scritto in un blog su internet e quindi assume una sorta di aura di verità.
E magari il tuo datore di lavoro lo legge pure.
La cosa che mi da fastidio è che purtroppo chi lavora dietro le quinte non vede mai il suo lavoro riconosciuto
Pazienza che non me lo riconosca un collega librettaro che si fa il culo come me in arena per prendere qualche soldo, ma che lo stesso collega mi smerdi agli occhi di chi magari pensa che non facciamo un cazzo davvero e vuole farci fuori (salvo poi salvare tante volte la situazione in silenzio), beh questo non mi sta bene.
Caro dietnam tu sottovaluti quanti danni può fare la parola scritta.
Ti assicuro che in fatto di ironia posso insegnarti qualcosa.
Vienimi a trovare, ti offro una birra e ti racconto cosa fanno in arena i Portastrumenti.
ellebi
Caro Ellebi, ho apprezzato il tuo commento. Pensavo che il fatto di aver sottolineato l’invidia della gente (lavoratori areniani) nei vostri confronti bastasse a smorzare il tono della frase precedente (non fate un cazzo e pigliate molto). Del resto ho usato lo stesso tono per un po’ tutto l’articolo.
Sinceramente però non riesco a capire il problema del "datore di lavoro".
Cioè, tutto sto casino per un blog ci può anche stare, a questo punto, visto che siamo nell’era di internet e i blog son quasi più importanti di molte testate giornalistiche, ma il mio era semplicemente il "mio" punto di vista, ovvero il punto di vista di chi ha lavorato in arena 8 anni e conosce un paio di portastrumenti.
Però devo darti atto (ci mancherebbe) dell’inesattezza o inaffidabilità delle mie fonti. Il "sentito dire" unito al "quel che mi sembra passando le serate in arena" non dovrebbe stare alla base di un articolo giornalistico.
Dovrei usare meglio questo blog, che è più serio e utile del mio blog personale.
Sul fatto che tu possa insegnarmi qualcosa in fatto di ironia non ne sono sicuro (o magari sì) però sicuramente mi hai insegnato a valutare meglio gli scritti e chi li leggerà (almeno qui).
Ripeto, non volevo offendere nessuno, volevo solo esagerare le categorie lavorative areniane, e magari con voi ho calcato maggiormente la mano.
Non era mia intenzione attaccare la vostra categoria, sia chiaro. Gli 8 anni passati in arena mi hanno fatto apprezzare tutte le categorie coinvolte nello svolgimento dell’opera. Tipo voi che alla prima acqua correte a recuperare i preziosi strumenti e noi che corriamo a vendere i preziosi impermeabili (dopo averci provato con tutte le fighe e aver bevuto il bevibile, perchè diamo a cesare quel che è di cesare).
Quindi se vi siete sentiti davvero offesi dalle mie parole, vi chiedo scusa.
Chiedo scusa a voi portastrumenti con la maglietta blu, e con te chiedo quindi scusa al Davide Braga e al Romano.
Ma sinceramente, dei vostri capi (come di tutti i capi areniani, esclusi i miei perchè sono appunto i miei, ovvero quelli che m’hanno pagato per 8 anni e dei quali non posso dire troppo male) non può fregarmene di meno
E se dovessi ripassare in arena una di queste sere o delle prossime, chiederò di ellebi. Magari chiedo al Braga.
Ciao
Max