15 Luglio 2006, 12:36

Prendendo a prestito l’intuizione di Fausto Paravidino, la provincia si può davvero paragonare al Texas perché, così come nel far west i cowboy vivono in simbiosi con il cavallo, in provincia senza l’automobile sei menomato. Vivere in una valle sul confine, esattamente equidistante da Verona e Vicenza, è emarginante, comporta una serie di svantaggi. E poi… Verona – Vicenza mica Milano o Roma, il che è tutto dire: nella remota provincia tutto arriva sempre come un’eco e mai direttamente.

In provincia, vedere in tivù la pubblicità della linea ADSL è un’esortazione alla bestemmia selvaggia. Sarei disposto a navigare un po’ meno veloce di Valentino Rossi e pagare anche qualcosa di più di 5 euro al mese pur di non sentire mia madre, ogni volta che cazzeggio nel web, gridare dal piano di sotto: “Staccati, che devo usare il telefono!” ma Telecom non la sente mica mia madre!

In provincia, la telefonia cellulare è tutto intorno a te: Seeeeeeeee! Solo quando fa comodo al gestore! Quando sei fortunato in certi posti hai due tacchette, ma nella maggioranza dei casi hai una solitaria e tremolante tacchetta. Nei rari punti in cui hai campo sai già che riceverai messaggi che ti propongono “vantaggiosissime offerte” o le telefonate delle cinguettanti signorine dei call center che ti avvisano di fantasmagoriche raccolte punti. Inizialmente non si resiste alla tentazione di mandarle a cagare pensando a tutte quelle volte che si è patito freddo o preso la pioggia sul balcone per riuscire a ricevere/fare una telefonata in modo decente, poi ci si fà l’abitudine e le si liquida in due parole.

In provincia, durante l’inverno, dopo una certa ora le strade diventano deserte come se ci fosse il coprifuoco. Anche durante l’estate, però, trovare un’ occasione rilevante che ti faccia uscire di casa è dura. In provincia, per quanto tu scateni l’inventiva per organizzare serate o uscite domenicali un po’ originali, si finisce sempre col ritrovarsi tutti all’autogrill o al centro commerciale. E probabilmente non potrebbe essere diversamente, visto che il Veneto è la regione con il più alto rapporto tra numero di centri commerciali e abitanti.

In provincia gli happening di maggior richiamo a cui puoi aspirare sono le sagre del paese. Oddio, mica che non mi piacciono, però procurano un piacere effimero (come nella definizione di sagreste sentimento degli amici di Brutta Storia), perché sai già che il momento clou della manifestazione non sarà l’esibizione dei Dresden Dolls ma, al massimo, ti becchi Fiordaliso o Giuliano dei Notturni.

In provincia, specie nella mia valle, si parla uno dialetto strano che non è né veronese né vicentino. Mi induce a pensare che sia frutto di antiche macchinazioni dei nostri antenati cittadini per identificarci non appena si apre bocca. Emarginazione allo stato puro!

In provincia, se vuoi vedere un film serio che non sia Vacanze di Natale o il solito titolo blockbuster devi aspettare che esca al video noleggio. Qualche volta aspetti pure inutilmente: io aspetto Alexandra’s Project del regista australiano Rolf de Heer dal 2003. Ormai ho perso ogni speranza.

In provincia, con sommo vanto degli edicolanti, non viene venduta nemmeno una copia de Il manifesto. Una volta per non perdermi Alias, il supplemento del sabato, poiché ero impossibilitato a raggiungere un’ edicola fornita, ho dovuto telefonare in Romagna!

In provincia, sia i maschi che le femmine sono penalizzati nelle operazioni di tacchinaggio perché dal momento che ci si conosce già tutti fin dall’asilo, chi arriva da fuori viene sempre guardato con più interesse e più cupidigia.

In provincia, l’abbigliamento è sempre e comunque provinciale: le fashion victim che disperatamente cercano di seguire i trend e i must della moda ricalcano così pedissequamente i dettami che finiscono per cadere nella trappola della massificazione. Fighetti e fighette sono tutti vestiti, pettinati, profumati allo stesso modo.

In provincia, la violazione della privacy è un obbligo morale e il gossip è lo sport preferito della quasi totalità della comunità. Ce la ridiamo quando c’è gente che si lamenta per quello che ormai è diventato un fenomeno di costume, ovvero sbattere le intercettazioni telefoniche in prima pagina. In provincia è da sempre così.

In provincia, le persone più influenti dei paeselli sono il parroco e il sindaco. Ora come cinquant’anni fa. To be continued.

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11 commenti
  1.  

  2. che bel quadro… ma alla fine ti piace oppure no vivere in provincia? E la città  credi che sia meglio? :-P

  3. Bhè! E’ un pò una situazione tipo odi et amo. Non vedi l’ ora di andartene poi quando ti sei allontanato ti viene nostalgia…

  4. In provincia, si scrive l’ apostrofo (con lo spazio), non l’apostrofo com’è corretto, cosìcché poi l’amministratore deve correggere tutto. :P

  5. Grazie per la dritta! Ora che lo so, verrò a tacchinare in provincia con il mio irresistibile fascino metropolitano. :D

  6. In provincia usiamo dei programmi di video scrittura che non tengono molto conto di queste quisquilie. Il programa si chiama Vuto scrivere? Rangiate! 2.0, lo consiglio a tutti! Provinciali e cittadini!

  7. Piuttosto gay che butei

  8. ???

  9. non c’entra niente col post, ma il link che hai messo per il blog del giorno è sbagliato, finisco su fdc e non su fasi di luna, buona giornata, besos

  10. e ps meglio provincia che città, almeno per me, molto più vivibile forse

  11. -leti-, siamo in Beta per questo :)
    Devo rimettere pesantemente mano al Blog del giorno, ci sono una cinquantina di nuovi blog che ho trovato e devo aggiungere, alfabeticamente.

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